PESCARA – Nel giorno dei funerali di Domenico Rigante, l’ultrà del Pescara ucciso lo scorso 1° maggio, la squadra Mobile adriatica ha arrestato Massimo Ciarelli, il ventinovenne rom l’autore dell’omicidio.

Praticamente nello stesso momento, minacce di morte, cori e attacchi pesantissimi nei confronti dei rom venivano lanciati da parte degli ultrà del Pescara Calcio e degli amici di Rigante.

“Li cacciamo via da Pescara” hanno ripetuto in coro a lungo i presenti. “Tornerete a vivere nelle roulotte e non nelle case” hanno urlato alcuni tifosi. Non sono mancati attacchi più duri e minacce di morte.

Prima delle esequie, migliaia di persone sono andate in corteo dall’obitorio dell’ospedale di Pescara fino allo stadio Adriatico “Cornacchia” dove, accolto da un interminabile applauso e dai cori degli ultrà, il feretro di Rigante ha transitato davanti alla curva Nord, storico settore dei tifosi del Pescara Calcio, tra fumogeni, petardi e fuochi d’artificio per poi fare un giro di campo.

Tanti gli striscioni in ricordo del tifoso biancoazzurro 24enne ucciso da alcuni rom il primo maggio in casa d’amici.

L’ARRESTO DELL’ASSASSINO

La Mobile adriatica ha arrestato Ciarelli all’autogrill di Francavilla al Mare (Chieti) dell’autostrada A14.

Ciarelli è stato condotto in un carcere, non a Pescara, dagli uomini della Mobile pescarese, guidata da Piefrancesco Muriana.

Al rom è stato contestato anche il tentato omicidio del gemello della vittima, Antonio Rigante.

Questo perché quando il gruppo dei rom ha dato l’assalto ai gemelli, per prima cosa aveva rincorso a pistolettate, in piazza Grue, proprio il fratello della vittima, che è stata uccisa poi in un appartamento nei pressi.

Ciarelli è stato raggiunto da un decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dal pubblico ministero Salvatore Campochiaro della procura della Repubblica presso il tribunale di Pescara.

I particolari dell’operazione della polizia di stato, seguita in prima persona dal questore Paolo Passamonti, saranno resi noti domani, domenica 6 maggio, alle ore 12, nel corso di una conferenza stampa.
 

“Fiero guerriero hai sempre combattuto… Solo contro l’infamia nulla hai potuto! Ciao Domenico”, si legge nel più grande di questi, posizionato sugli spalti della Curva Nord.

“Sarai sempre con noi non ti lasceremo mai”, hanno cantato ininterrottamente i presenti, tra le lacrime degli amici di Rigante.

Biancazzurra la bara del ventiquattrenne, con incisi il simbolo del delfino del Pescara Calcio e dei Pescara Rangers, club a cui il giovane era iscritto.

Il corteo, sulle note dell’inno del Pescara Calcio, si sta spostando ora verso la chiesa del Santissimo Crocifisso di Villaggio Alcyone a Pescara, dove verranno celebrati i funerali.

Tra i tanti presenti ci sono anche i genitori di Rigante, che in lacrime hanno lasciato lo stadio sorretti dagli amici del ventiquattrenne.

Molti dei conoscenti del tifoso biancazzurro indossano una t-shirt bianca con la foto di Rigante e con la scritta “Sempre con noi”.

Molti dei presenti, quando il carro funebre è stato aperto, hanno toccato la bara per un ultimo saluto, depositando decine di sciarpe biancazzurre.

Presenti anche molti tifosi del Messina e del Vicenza, squadre gemellate con il Pescara.

Tra le tante corone di fiori presenti davanti alla chiesa ce n’è anche una della Curva Nord del Livorno, squadra in cui giocava Piermario Morosini, morto durante la partita a Pescara lo scorso 14 aprile.

I RACCONTI DAL FUNERALE

I ”FRATELLI” DELLA CURVA CON LUI FINO ALL’ULTIMO di Arianna Iannotti

Non lo hanno lasciato solo fino alla fine: inginocchiati vicino alla sua bara anche in chiesa, seduti sui gradini dell’altare dando pure le spalle al parroco pur di non restare lontano dal feretro.

Tantissima la gente che aspettava in chiesa. La piazza davanti alla chiesa è stata completamente riempita, insieme a parte delle piccole vie adiacenti.

Un grosso striscione dai colori biancazurri campeggiava sulla facciata dell’edificio di fronte alla chiesa: “Fieri di averti conosciuto Domenico… ciao gemello’”. Su un altro cartellone si leggeva: “Ora tifa dalla curva degli angeli”.

Il corteo è arrivato alternando striscioni, applausi, petardi e corone di fiori bianchi. Il tutto accompagnato da cori da stadio: “Alè Alè Alè Domenico”, oppure “Non ti lasceremo mai”. Fra la gente lacrime e orecchie tese alla partita del Pescara che oggi gioca a Grosseto.

Tante le corone biancazzurre. “Amici nella curva, amici nella vita”, recitava lo striscione di una di loro. Insieme ai tifosi del Pescara sono arrivate anche rappresentanze di squadre gemellate con quella pescarese, che hanno lasciato le loro sciarpe sulla bara di Domenico, coperta interamente da sciarpe dei club calcistici.

Tra i banchi, ad assistere alla funzione, anche il sindaco Luigi Albore Mascia, e il presidente della Provincia, Guerino Testa. Il sindaco Mascia aveva già avuto modo di assicurare a vicinanza del Comune alla famiglia di Domenico nel corso di una sua visita in obitorio.

Gli amici hanno aperto anche un numero di conto corrente per sostenere economicamente la famiglia di Domenico. Chi volesse farlo può dare la propria donazione a “Domenico nel cuore – Tragni Clara Castellano Angela” iban IT88N0760115700000007586392. 

“Domenico si è ritrovato solo davanti alla realtà della morte – ha detto il parroco don Peppino durante la funzione – ma oggi Domenico non è solo. Con lui siamo in tanti, la sua famiglia, gli amici, i giovani tifosi del Pescara. La solitudine della morte di Domenico si sta trasformando in un accompagnamento nell’aldilà, dove Domenico troverà le braccia aperte di Gesù Cristo”.

Don Peppino ha anche raccontato che poco prima di morire Domenico era andato a parlare con lui per accordarsi sul giorno del battesimo della piccola figlia, ma la morte improvvisa è arrivata prima che si potesse anche fissare una data.

La scena più straziante ha per protagonista proprio la piccolina che, tra le braccia dei parenti, è stata portata in chiesa sulla bara del papà. Solo che lei, sorridente e incosciente di quello che stava succedendo, salutava tutti con la manina.

NIENTE VIOLENZA, SOLO SILENZIO di Valentina Taraborrelli

Pescara è in silenzio, oggi. Tutta la città si è chiusa nel dolore per i funerali di Domenico Rigante.

In questa giornata di profonda commozione non c’è spazio per la violenza, la paura e per i desideri di vendetta.

Oggi l’unico protagonista è proprio lui, Domenico, il suo ricordo, la sua passione per il Pescara, la sua voglia di costruirsi una vita da padre di famiglia e il suo grande senso dell’amicizia e di protezione che nutriva nei confronti di chi gli era vicino.

Ed è così che l’hanno voluto omaggiare i suoi compagni ultras e tutte le persone che lo conoscevano. E non solo.

Centinaia di persone hanno composto il lungo corteo che lo ha accompagnato fino in chiesa.

Un corteo grintoso, come avrebbe voluto lui, fatto da cori, striscioni giganti, qualche fumogeno, tanti colori, applausi continui e magliette con il suo viso stampato.

Persone di tutte le età hanno voluto salutare il ragazzo per l’ultima volta, bambini e anziani, persone in bicicletta, a piedi o in moto. E poi c’erano loro, i familiari e il fratello gemello, Antonio, colui contro il quale era mirata la spedizione punitiva che ha ucciso Domenico, lo stesso che non ha mai smesso di tenere la mano appoggiata alla macchina che trasportava la bara.

Ed è con la stessa onda di commozione che è proseguito il funerale del giovane ragazzo, troppo giovane per morire e per lasciare una figlia così piccola alle sole cure della compagna, Angela.

Nel frattempo continuano i preparativi per la manifestazione pacifica organizzata domani mattina davanti al Comune dagli ultras del Pescara, e aperta a tutta la cittadinanza, per chiedere alle istituzioni di trovare una soluzione per mettere fine agli atti di violenza e di criminalità messi in atto da molti rom negli ultimi anni.

LA SOLIDARIETÀ DEGLI ALTRI GRUPPI


A VICENZA STRISCIONI PER RIGANTE

Gli ultras del Vicenza hanno ricordato oggi, durante la partita di campionato con il Modena, Domenico Rigante, il capo ultras del Pescara ucciso a 24 anni.

In particolare nella gradinata di competenza sono stati esposti due striscioni.

Il primo diceva “Ciao Domenico la Sud ti rende onore” e il secondo “Dall’infamia ucciso…ricorderemo sempre il tuo sorriso! gemellone presente”.

RICORDO ANCHE A GROSSETO

Un ricordo anche al 5′ del primo tempo della gara fra Grosseto e Pescara, valida per la 39ª giornata del campionato di serie B.

Sono stati i tifosi toscani a esporre uno striscione con sfondo bianco e scritta nera che recitava: “Ciao Domenico. Rip Curva Nord”.

Nel momento in cui i sostenitori locali hanno tirato fuori lo striscione c’è stato un applauso spontaneo da parte dei 2.500 spettatori presenti, tra cui un centinaio di tifosi del Pescara sistemati nel settore di Curva Sud.

I giocatori del Pescara hanno il lutto al braccio, oltre che per ricordare Domenico Rigante, anche in memoria dell’ex vicepresidente (nella stagione 1990/1991) Davide Fedele, scomparso due giorni fa all’età di 59 anni.