TERAMO – Lo zio paterno e il cugino sono stati gli ultimi a porgere l’estremo saluto a Carmela ‘Melania’ Rea, oggi verso le 18, prima che la bara in larice chiaro venisse chiusa dagli inservienti delle pompe funebri nell’ obitorio dell’ospedale di Teramo.

Dolore, lacrime, ma anche tanta rabbia nei parenti che fuori dell’obitorio dell’ospedale si stringono l’un l’altro e sostengono la cognata della vittima, la sorella di Salvatore Parolisi, la quale, piangendo, grida spesso il nome di Melania. Tra i presenti ci sono anche alcuni abitanti del condominio dove vive la coppia Parolisi, a Folignano (Ascoli Piceno).

Prima della chiusura della bara era atteso anche il marito della vittima, ma Salvatore non è riuscito a raggiungere l’obitorio in tempo e molto probabilmente lo farà stamattina. Secondo il programma concordato dai famigliari, la salma di Carmela partirà dall’obitorio di Teramo nella tarda mattinata di lunedì per raggiungere Somma Vesuviana (Napoli), il paese natale della giovane mamma.

Qui, alle 11 di martedì, si terranno le esequie.

IL MARITO IN LACRIME: “DOVEVO FARE DI PIU”’

TERAMO – “Ti accompagno…”. “No, tanto torno subito”. E’ racchiusa in questo brevissimo scambio di battute la tragedia di Salvatore Parolisi, caporalmaggiore dell’esercito, marito di Carmela (per tutti Melania) Rea, 29 anni, scomparsa durante una passeggiata sul colle San Marco ad Ascoli il 18 aprile e trovata due giorni dopo massacrata a colpi di arma da taglio nei boschi a Ripe di Civiterlla (Teramo).

Salvatore ha dato l’allarme e ha partecipato alle ricerche fin dalle prima battute. Ieri è andato con i pm di Ascoli e Teramo che seguono il caso, in attesa di determinare la competenza territoriale, per un sopralluogo.

Trent’anni, alto, fisico atletico e capelli chiari, bomber scuro con cappuccio bordato di pelliccia, ha “mimato” tutte le fasi della gita fatta insieme alla moglie e alla figlioletta di 18 mesi sul pianoro dove si trova un’area giochi vicino a un chiosco e, un po’ più lontano, un bar ristorante. Con lui anche il fratello maggiore Rocco, poliziotto, due sorelle, il fratello di Melania, Michele Rea, e alcuni cugini, che da quando è stato scoperto il corpo della moglie non lo lasciano mai solo. Prima un’altalena, poi un’altra, con il militare in servizio presso il 235/o reggimento Piceno, che “spinge” il seggiolino dove era seduta la piccola. Poi il racconto di quando la moglie si è allontanata per andare in bagno: Melania non voleva andare nei bagni pubblici, troppo sporchi, e così si è diretta verso il bar ristorante “Il cacciatore”.

A quel punto lo scambio di battute che tanto tormenta Salvatore. Che oggi appena ricorda quelle frasi piange e dice ossessivamente “avrei dovuto fare di più, dovevo insistere per accompagnarla…”. Tre le strade per arrivare al ristorante: una che porta alla strada principale, poi un sentiero tra gli alberi e infine un’altra strada asfaltata che passa dietro l’area giochi e porta al bar con un percorso più lungo ma comunque in una zona tranquilla. E’ su quella strada che si perdono le tracce di Melania, mai arrivata al ristorante. Oggi Salvatore ha ripercorso i suoi passi, cercando invano una spiegazione alla scomparsa. Per lui sono “ore dolorose”, racconta Rocco. Salvatore riesce a farsi forza quando è impegnato, ma non appena si ferma a pensare crolla e scoppia in lacrime.

Anche per i familiari quello che è successo “é un mistero. Tutto è possibile”. Per loro l’unica certezza è che Salvatore e Melania erano “una coppia invidiabilé, giovani, belli e con un splendida bambina. Sposati da tre anni, avrebbero festeggiato l’anniversario di nozze tra qualche giorno”. Poi la tappa più difficile: altri 11 chilometri di strada, lungo la provinciale 53 che da Colle San Marco sale alla località sciistica di San Giacomo e poi scende fino al bosco delle Casermette, una pineta dove in un’area pic nic vicino ad un altro chiosco chiuso per la stagione dove è stato trovato il corpo sfigurato di Melania.

PARTICOLARI RACCAPRICCIANTI DALL’AUTOPSIA

TERAMO – Emergono particolari inquietanti dall’autopsia effettuata ieri sul corpo di Carmela ‘Melania’ Rea, la giovane mamma scomparsa misteriosamente da Colle San Marco lunedì scorso, durante una scampagnata con il marito e la figlioletta di 18 mesi, e trovata uccisa due giorni fa nel Teramano. Alcune fra le circa 35 coltellate con cui è stato trafitto il suo corpo sarebbero state inferte post mortem.

Un particolare che rende ancor più raccapricciante il delitto e fa pensare che l’omicida fosse spinto da una furia cieca.

D’altra parte, come aveva già fatto notare il medico legale Adriano Tagliabracci, i colpi, che hanno raggiunto soprattutto il tronco e il collo, fanno propendere per un delitto d’impeto, non premeditato. Dalla cerchia familiare della donna gli investigatori stanno cercando di assumere più informazioni possibili, in primo luogo dal marito, Salvatore Parolisi, che è stato l’ultimo a vedere la donna viva.

Carmela si era allontanata dal parco giochi dove la famigliola si era fermata perché aveva necessità di andare in bagno; aveva scartato quelli pubblici, perché li aveva trovati sporchi, e si era diretta quindi verso un chiosco bar. E’ lungo questo tragitto che è stata come inghiottita nel nulla.

PM ASCOLI E TERAMO SUL LUOGO DEL RITROVAMENTO

Sopralluogo stamane dei pm di Ascoli Piceno Umberto Monti e di Teramo Greta Aloisi sul luogo in cui è stato trovato il corpo massacrato di Carmela-Melania Rea, la donna di 29 anni scomparsa il 18 aprile sul Colle San Marco di Ascoli e trovata uccisa due giorni fa nei boschi di Ripe di Civitella. Il punto esatto in cui il cadavere é stato rinvenuto è a fianco del chiosco della Pineta, in un luogo esposto e presidiato dal Corpo forestale dello Stato.

Il chiosco, un casottino in legno, in questa stagione è chiuso, ma dovrebbe essere frequentato d’estate, dato che nei pressi ci sono molti tavoli e panche da picnic.

L’area giochi di Colle San Marco, dove Melania era salita con il marito Salvatore Parolisi e la figlia di un anno e mezzo per poi allontanarsi senza più fare ritorno, dista dal punto di ritrovamento non più di 11 chilometri di strada asfaltata (la strada provinciale 53), con un tempo di percorrenza di una decina di minuti. I magistrati dovrebbero entrare anche all’interno del chiosco.

Attualmente, in attesa di determinare la competenza territoriale, le procure di Ascoli Piceno e Teramo stanno lavorando fianco a fianco: quella abruzzese, in particolare, si sta occupando dell’autopsia (effettuata ieri) e degli accertamenti ad essa collegati, mentre quella marchigiana sta seguendo le indagini di polizia giudiziaria.

POCO DOPO LE 17 SI E’ CONCLUSO IL SOPRALLUOGO

TERAMO – Si è concluso poco dopo le 17 il sopralluogo effettuato dagli inquirenti e dagli investigatori nel luogo di ritrovamento del corpo di Melania Rea, la donna di 29 anni scomparsa da Colle San Marco (Ascoli Piceno) il 18 aprile e rinvenuta uccisa a coltellate nei boschi di Ripe di Civitella (Teramo).

Al sopralluogo erano presenti alcuni familiari della donna, tra cui il marito Salvatore Parolisi, sottufficiale dell’ esercito, che hanno deposto un mazzo di fiori nel punto esatto in cui si trovava il cadavere di Melania. I carabinieri hanno perlustrato i boschi circostanti. Intanto si è appreso che il corpo della donna resta a disposizione dell’Autorità giudiziaria ancora per qualche giorno.

TROVATA SECONDA SCHEDA TELEFONICA

Una seconda sim card telefonica è stata trovata dagli investigatori che stanno indagando sulla morte di Carmela ‘Melania’ Rea, la donna di 29 anni uccisa con 35 coltellate nella notte tra lunedì 18 e martedi’ 19 aprile, tra Colle San Marco (Ascoli Piceno) e Ripe di Civitella (Teramo).

La nuova scheda potrebbe risultare molto utile alle indagini, e soprattutto aiutare a ricostruire gli spostamenti della 29enne, madre di una bimba di 18 mesi e moglie di un sottufficiale dell’Esercito, dal momento della scomparsa, avvenuta circa alle 5,30 di lunedì scorso, a quello della sua morte.

Sul fronte delle indagini, secondo quanto si apprende, i carabinieri sarebbero sulle tracce dell’uomo che telefonando al 113 di Teramo martedì sera ha fatto scoprire il cadavere della donna nel bosco di Ripe di Civitella del Tronto, 10 chilometri a sud di Colle San Marco.

MARITO SIMULA ALLONTANAMENTO CARMELA

TERAMO – Salvatore Parolisi, il marito di Carmela-Melania Rea, sta mimando per inquirenti e investigatori, sul pianoro di Colle San Marco, la scena dell’allontanamento della donna prima che scomparisse nel nulla. L’uomo ha mostrato ai sostituti procuratori di Ascoli Piceno Umberto Monti e Greta Aloisi di Teramo come spingeva l’altalena su cui sedeva la figlioletta, poi ha indicato con un gesto del braccio la direzione in cui si è allontanata la moglie.

Sul posto, oltre ai carabinieri (c’é il comandante provinciale di Ascoli Alessandro Patrizio) ci sono anche gli uomini del Corpo forestale dello Stato. In questo momento il luogo è pieno di persone.

I CARABINIERI: “NON SI ESCLUDE NESSUNA IPOTESI”

TERAMO –  “Tutte le piste sono aperte, tutte le ipotesi in questo momento sono ammesse”.

Lo ha detto il comandante provinciale dei carabinieri di Ascoli Piceno, Alessandro Patrizio, parlando con i giornalisti al termine del sopralluogo sul pianoro di Colle San Marco, dove si sono perse le tracce il 18 aprile scorso di Carmela-Melania Rea, trovata cadavere due giorni fa nei boschi del Teramano.

Al momento quindi non ci sono ipotesi privilegiate, ma il militare tende ad escludere un coinvolgimento della persona rimasta anonima, che con una chiamata al 113 di Teramo aveva segnalato la presenza del corpo martoriato di coltellate della donna.

“Ha detto di essere un cercatore di funghi – ha raccontato il colonnello Patrizio -. Parlava con accento abruzzese e la voce sembrava di una persona anziana”.

La telefonata è stata fatta da un telefono pubblico in piazza San Francesco nel centro di Teramo, dove c’é una telecamera di sicurezza al momento non funzionante. Secondo il comandante dei carabinieri di Ascoli, il ritrovamento sarebbe del tutto casuale e del resto il luogo stesso dove il corpo supino di Carmela, chiamata da tutti Melania in famiglia, è stato rinvenuto, è piuttosto visibile da chiunque passi in quella zona.

I carabinieri stanno lavorando anche su una seconda carta Sim appartenente a Melania, oltre a quella del telefonino abbandonato vicino al cadavere e repertato. Ma in realtà “si stanno verificando tutte le utenze telefoniche di tutti”.

Nel sopralluogo al pianoro di Colle San Marco si è cercato di ricostruire il percorso che ha portato Melania lontano dal marito, per andare in bagno aveva detto. Un percorso che sembrerebbe perdersi nei boschi circostanti. Al momento però, sempre secondo il colonnello Patrizio, non ci sono segnalazioni di “presenze estranee nella zona”.

FRATELLO DEL MARITO: “E’ DEVASTATO DAL DOLORE”

TERAMO –  Sono “ore dolorose” per Salvatore Parolisi, sottufficiale dell’esercito in servizio ad Ascoli Piceno, dopo la scomparsa della moglie Melania Rea, 29 anni, allontanatasi da lui e dalla figlioletta di un anno e mezzo il 18 aprile sul pianoro del Colle San Marco e trovata uccisa a colpi di coltello due giorni dopo nei boschi del Teramano.

A parlare è il fratello maggiore Rocco, che oggi lo ha accompagnato in un sopralluogo con gli inquirenti e gli investigatori sul posto.

“Lui è devastato, distrutto dal dolore – racconta Rocco, poliziotto – Continua a pensare che avrebbe potuto accompagnarla”, quando lei si è allontanata per andare in bagno. A sostenere Salvatore in queste ore, oltre al fratello maggiore, ci sono sorelle e cugini, oltre al fratello di Melania, Michele Rea, giunti da Somma Vesuviana, il luogo di origine di tutta la famiglia.

Si trova a Somma Vesuviana ora anche la figlioletta di 18 mesi di Salvatore e Melania, partita con i nonni materni. Secondo Rocco, i funerali della giovane donna potrebbero tenersi nei primi giorni della prossima settimana, forse martedì.