TERAMO – “Sono state rinvenute su un sedile dell’auto di Parolisi delle piccole tracce biologiche che potrebbero essere di sangue. E il sangue se ci fosse, potrebbe essere anche di origine animale, non solo umana. Solo il Ris potrà confermarci queste cose”.
È quanto ha dichiarato all’Agi il comandante provinciale dei carabinieri di Ascoli Piceno, Alessandro Patrizio, in relazione alle presunte “tracce di sangue” trovate nell’auto del marito di Carmela Melania Rea, la giovane madre uccisa a coltellate tra Colle San Marco di Ascoli e Ripe di Civitella, in provincia di Teramo, tra il 18 e il 20 aprile scorso.
“Non c’è ancora una svolta nelle indagini – sostiene il comandante – e comunque noi stiamo lavorando in ogni direzione per vagliare tutte le piste concrete. Compresa la posizione dell’operaio di Folignano, vicino di casa della vittima, che potrebbe essere coinvolto nella vicenda”.
Il colonnello Patrizio si è poi lasciato sfuggire una frase sibillina: “Non posso dire tutto quello che sappiamo sul caso. Ma certo, quello che sappiamo è molto più di quello che sapete voi. Dobbiamo ancora completare il puzzle per chiarire le responsabilità sulla vicenda”.
Secondo il pm di Ascoli Umberto Monti, “i risultati degli esami del Ris sulle tracce biologiche non potranno arrivare prima di cinque giorni, forse anche dieci”.
Monti non ha voluto rispondere a domande sui presunti sospettati per l’omicidio di Melania, sospettati che sembrano essere a questo punto tre: il marito della vittima, Salvatore Parolisi, un suo amico agente di polizia penitenziaria che abita nella frazione di Colle, poco distante dal Pianoro di San Marco dove la donna scomparve nel pomeriggio del 18 aprile, e un vicino di casa della coppia, un operaio di Folignano che forse durante un festa in paese aveva fatto delle avances alla donna.
RIUNIONE OPERATIVA IN PROCURA. AI RIS I REPERTI DELL’AUTO DI PAROLISI
TERAMO – Riunione operativa, questa mattina, negli uffici della Procura di Ascoli Piceno con i magistrati ascolani Umberto Monti, Carmine Pirozzoli e Ettore Picardi, che si occupano dell’omicidio di Carmela Melania Rea.
Gli inquirenti hanno fatto il punto con i carabinieri del comando provinciale e dei reparti speciali. Ai Ris sono stati affidati i reperti trovati nell’auto di Salvatore Parolisi, il marito della donna.
Oltre agli abiti che il caporalmaggiore dell’Esercito ha consegnato spontaneamente, nell’auto sono state prelevate giorni fa minuscole tracce che sembrerebbero di sangue.
Tracce che i cani molecolari hanno faticato a individuare e che potrebbero per questo essere molto vecchie e quindi non ricollegabili alla morte di Melania.
La giovane donna, peraltro, è morta praticamente dissanguata: sul luogo in cui è stato rinvenuto il cadavere vi sono, sì, tracce di sangue, ma non nella quantità (almeno due litri) che la Rea ha perso dopo essere stata accoltellata.
Motivo per cui gli investigatori restano convinti che la donna abbia subito una prima, violenta, aggressione in un luogo diverso da quello della scomparsa, Colle San Marco, e quello dove è stata ritrovata cadavere, al Bosco delle Casermette alle Ripe di Civitella (Teramo).
Possibile, quindi, che la Rea sia stata lasciata agonizzante al Bosco delle Casermette.
Sul luogo della morte il medico legale Adriano Tagliabracci si è riservato di fornire indicazioni, mentre ha già consegnato ai magistrati una pre-relazione sull’autopsia i cui risultati sono attesi fra una decina di giorni circa.
IL MARITO DI CARMELA: “SU DI ME SI DICONO COSE FALSE”
TERAMO – “Si dicono cose false su di me e sulla mia famiglia”.
“Sono altri – ha aggiunto – che devono fare il loro lavoro, per fare giustizia, giustizia tra virgolette”.
Così il marito di Melania, ai microfoni della “Vita in diretta”, stanco di giustificarsi e del peso dei sospetti, ha usato toni che sono suonati polemici.
Parolisi ha anche rivolto un appello a “chi sa, chi ha visto” di “venir fuori”.
PAROLISI: “HO GRANDE FIDUCIA NEL MIO AMICO RAFFAELE”
TERAMO – “Grossa fiducia” nell’amico Raffaele, la guardia carceraria che per primo lo aiutò nella ricerca di Melania.
Questo ha affermato il marito di Melania, Salvatore Parolisi intervistato a “La vita in diretta”, a proposito di una delle persone ‘attenzionate’ dagli inquirenti.
Parolisi ha voluto allontanare i sospetti da sé e dalle persone di cui si parla in questi giorni, tra cui, appunto, l’amico Raffaele.
Il marito di Melania Rea ha detto di essere stato lui stesso a chiamarlo, prima ancora di avvisare i carabinieri, perché è uno del posto e forse avrebbe potuto conoscere qualcuno nelle forze di polizia, così che in questo modo la donna sarebbe stata cercata “più approfonditamente”.
Quanto alle altre persone, che non sono indagate ma, appunto, ‘attenzionate’, c’è un po’ di confusione: “non so di chi si parli”, ha detto in sostanza Parolisi, “se della persona che la guardava” quando Melania si affacciava sul terrazzo, o “del marito di Sonia”.
Sonia è Sonia Viviani, l’amica di Melania, intervistata ieri da “Chi l’ha visto”, che inviò l’ultimo sms a Melania.
Peraltro, si è appreso che la guardia carceraria viene ascoltata in queste ore.
“SONO DISPOSTO A DARE IL MIO SANGUE PER IL DNA”
TERAMO – “Sono disposto a dare anche il mio sangue per il Dna”.
Ha aggiunto Salvatore Prolisi ai microfoni de ‘La vita in diretta’ su Rai1.
Parolisi ha già spontaneamente consegnato i vestiti che indossava il giorno della scomparsa della moglie e le chiavi dell’auto, che non è sotto sequestro.
Sull’auto, peraltro, sono state trovate tracce ematiche sul sedile accanto a quello del guidatore.
Parolisi non ha saputo dire come mai si trovino lì. Non ha escluso che possa averlo perso lui stesso durante le attività di addestramento delle soldatesse del vicino Reggimento, dove insegna tecniche di movimento.
ACCERTAMENTI IN CORSO SU DONNA VISTA AL BIVIO COLLE
TERAMO – Accertamenti sono in corso sulla donna vista il giorno in cui Melania è scomparsa a circa un chilometro dal Pianoro di Colle San Marco.
La donna non correva ma camminava a passo sostenuto. Il testimone che l’ha vista non ha saputo dire se si trattasse o meno di Melania.
Potrebbe essere anche una donna coinvolta nel rapimento e l’omicidio della Rea. Il bivio Colle è peraltro una strada alternativa dal pianoro a Ripe di Civitella, dove è stato trovato il cadavere.
TROVATO SCONTRINO NELLA PINETA DOV’ERA IL CORPO
TERAMO – Uno scontrino, la cui data risalirebbe al giorno della scomparsa di Melania Rea, o al giorno successivo, è stato trovato in un cestino di rifiuti nell’area pic nic del Bosco delle Casermette, a Ripe di Civitella (Teramo), dov’é stato trovato il cadavere della donna.
Lo scontrino giustificherebbe l’acquisto di generi alimentari, forse un panino e una bibita. Il ritrovamento è importante perché sapere da chi è stato lì qual era lo stato dei luoghi aiuterebbe a stabilire la tempistica degli eventi.
Da qui, un appello da inquirenti e investigatori a chi si è trovato in zona a farsi avanti.
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