TERAMO – Il tribunale di Teramo ha detto sì al rito abbreviato per Salvatore Parolisi.

Lo ha deciso stamani il gup Marina Tommolini. In caso di condanna, l’imputato, in carcere dallo scorso mese di luglio, avrà uno sconto di pena di un terzo.

La richiesta di rito abbreviato, alla quale si erano opposti i legali della famiglia di Melania Rea, la moglie di cui secondo l’accusa sarebbe l’assassino, prevede una super perizia sull’ora della morte della donna trovata cadavere il 20 aprile 2011 nel boschetto di Ripe di Civitella del Tronto (Teramo).

“Salvatore è un vigliacco, ha sempre tenuto lo sguardo e la testa abbassata”, ha detto il padre di Melania, Gennaro Rea, uscendo dall’aula.

“Io avrei voluto guardarlo negli occhi ma non ho potuto – ha aggiunto il padre di Melania – e ha dimostrato ancora una volta di essere un uomo senza attributi”.

Commentando la decisione del giudice di ammettere il rito abbreviato, ha aggiunto: “A noi non cambia più di tanto se il giudice vuole approfondire, accettiamo la sua decisione”.

L’udienza davanti al gup si è conclusa intorno alle alle 12.30 mentre il caporalmaggiore è uscito dal tribunale per essere riportato in carcere alle 13.10.

A fine udienza il gup ha chiesto all’imputato se voleva fare dichiarazioni ma Parolisi ha preferito rimanere in silenzio.

Tra lui, seduto in prima fila, e i familiari della moglie Melania che gli erano di spalle, non c’è stato incrocio di sguardi. All’udienza erano presenti, oltre a Gennaro, anche Michele e Salvatore Rea.

LEGALE REA: “CE L’ASPETTAVAMO”

L’avvocato delle parti civili, Mauro Gionni, ha annunciato la costituzione di parte civile di altri stretti familiari, in particolare dei cugini di Melania.

All’uscita dal tribunale, con gli occhi lucidi, il fratello di Melania, Michele, si è concesso ai giornalisti dichiarando di volere esclusivamente la verità.

“La decisione del gup Tommolini ce l’aspettavamo fin dall’inizio. Me lo ha fatto pensare quando il giudice ha fissato a un mese l’udienza per decidere sul rito abbreviato condizionato”.

Lo ha detto il legale della famiglia Rea, Mauro Gionni, all’uscita dall’aula in cui si è tenuta l’udienza a carico di Parolisi. “Rimarremo presenti in tutte le fasi del processo – ha aggiunto il legale – e faremo richieste integrative perché abbiamo elementi ulteriori su nuovi aspetti ancora da esaminare. Accettiamo di buon grado la decisione del giudice anche se abbiamo posto le nostre perplessità tecnico-giuridiche sull’ammissibilità del rito abbreviato condizionato”.

FISSATA AL 30 MARZO UDIENZA PER QUESITI PARTI

È stata fissata al prossimo 30 marzo l’udienza nella quale il gup Marina Tommolini ha ammesso sia l’accusa che la difesa, ma anche la parte civile, al conferimento dei quesiti integrativi rispetto alle perizie depositate.

Il 30 marzo sarà dato mandato a un genetista e a un medico legale per l’approfondimento delle perizie sull’ora della morte di Melania Rea, così come chiesto dalla difesa di Parolisi che aveva presentato istanza di rito abbreviato condizionato proprio per dimostrare che all’ora della morte della moglie li si trovava a Colle San Marco (Ascoli Piceno) con la figlia.

I periti nominati sono la genetista Sara Gino e il medico legale Gianluca Bruno.

Sempre in quella che può essere definita la seconda udienza dinanzi al gup di Teramo saranno ascoltati i tre testimoni di Colle San Marco relativamente alla presunta presenza di Parolisi in quel luogo e alla sua auto.

AVVOCATO DIFESA SCEGLIE SILENZIO

Uno dei legali di Salvatore Parolisi, Walter Biscotti, ha scelto il silenzio preferendo non commentare la decisione del gup di Teramo che stamane ha accolto la richiesta di rito abbreviato condizionato alla superperizia sull’ora della morte di Melania Rea.

“Lo fa – dice – nel rispetto di ‘continenza’ chiesto dal giudice Marina Tommolini in una fase ancora di accertamento scientifico delle indagini”.

Al legale del caporalmaggiore, come più volte lo stesso ha sottolineato, non interessa il rito abbreviato legato al semplice sconto di pena quanto l’accertamento scientifico della verità per dimostrare che all’ora della morte di Melania il marito si trovava a Colle san Marco (Ascoli Piceno) e non nel boschetto di Ripe di Civitella (Teramo) dove, il 20 aprile 2011, venne rinvenuto il corpo della donna.