TERAMO – Una lettera inviata all’amante L.P. con cui senza mezzi termini le dichiara amore eterno e in cui confessa di ricevere lettere di donne che hanno perso la testa per lui.

È quella inviata dal carcere di Teramo da Salvatore Parolisi, il caporalmaggiore accusato di aver ucciso la moglie Carmela Melania Rea, trovata uccisa il 20 aprile scorso nel bosco di Ripe di Civitella (Teramo). Per evitare sospetti tra gli agenti di polizia penitenziaria, che comunque hanno intercettato la missiva, Parolisi ha scritto ad un commilitone, pregandolo di ‘smistare’ la lettera alla giovane ex allieva romana.

A rivelarlo è il quotidiano “La Stampa” che riporta alcuni stralci della lettera:

“Ti amo da impazzire, non vedo l’ora di abbracciarti e anche se qui in carcere ricevo tante lettere di donne innamorate di me, nella mia vita ci sei solo tu. Speriamo che finisca tutto presto” scrive Parolisi che già il 19 luglio scorso, dal carcere di Ascoli, aveva inviato un’altra lettera, anche in questo caso intercettata dagli agenti.

“Povera sorella mia – dichiara il fratello di Melania, Michele, al quotidiano torinese – Tradita pure da morta. Io non ci posso credere. Quante bugie, quante menzogne. Ma chi era veramente Salvatore? Io non lo so. E secondo me, non lo sapeva neppure Melania. Altro che scappatella: Salvatore pensa a L.P. pure dalla cella del carcere”.

Dopo Ferragosto Salvatore dovrebbe comparire di fronte al Tribunale del Riesame dell’Aquila e non è escluso che in quell’occasione possa decidere di fornire una deposizione, visto che fino ad ora si è avvalso della facoltà di non rispondere.

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