L’AQUILA – Per i giudici del Riesame dell’Aquila, che hanno confermato la detenzione in carcere per Salvatore Parolisi, accusato di aver ucciso la moglie Melania Rea con 35 coltellate nel bosco di Ripe di Civitella (Teramo), oltre al movente passionale e quello di uno squallido quanto torbido segreto scoperto dalla vittima potrebbe esserci anche quello economico.
L’eventuale separazione dalla moglie, infatti, avrebbe comportato un grave danno economico per l’indagato, possessore di 100mila euro scoperti dagli inquirenti su due conti correnti (ad Ascoli e Frattamaggiore): soldi messi da parte con le missioni all’estero svolte nei Balcani e in Afghanistan.
Separarsi da una moglie casalinga, per di più con una figlia a carico, sarebbe stato un bel problema per le tasche di Parolisi, che a più riprese aveva espresso gli stessi dubbi all’amante Ludovica.
Anche i giudici del Riesame dell’Aquila non trascurano l’elemento economico che avrebbe potuto muovere la mano di quello che attualmente rimane l’unico indagato: “La separazione dalla moglie casalinga – scrivono i giudici – senza attività lavorativa e con una figlia piccola da mantenere avrebbe comportato per lui una situazione economica estremamente difficile”.
Motivazioni che vengono rafforzate in un altro passaggio: “Si vuole rilevare come tale prospettiva (versare un assegno di mantenimento alla moglie) abbia influito nell’acuire lo stato di tensione di Parolisi. Stato di tensione che è deflagrato nell’episodio delittuoso”.
“Non ti preoccupare perché vivrai di rendita” disse Parolisi all’amante soldatessa durante una telefonata intercettata la sera del 9 maggio, tre settimane dopo il delitto. Una promessa che con il divorzio sarebbe stato difficile mantenere.
I FAMILIARI DI SALVATORE ASCOLTATI IN PROCURA
Il padre, il fratello e la sorella di Salvatore Parolisi vengono ascoltati oggi come testimoni dai sostituti procuratori Greta Aloisi e Davide Rosati nell’ambito delle ulteriori indagini sull’omicidio di Melania Rea.
Oltre ai due magistrati, vi sono il comandante del Nucleo operativo dei carabinieri di Teramo e alcuni carabinieri di Ascoli Piceno che si occupano delle indagini.
Francesca Parolisi è da oltre un’ora e mezza nella stanza dei magistrati.
Il padre, Pasquale, e il fratello Rocco attendono fuori e saranno ascoltati più tardi.
Nessuno dei tre parenti del caporalmaggiore ha rilasciato dichiarazioni ai giornalisti.
Secondo indiscrezioni, i magistrati potrebbero chiedere alla donna anche spiegazioni sulla frase, intercettata e riportata negli atti dell’inchiesta, nella quale Salvatore, sostenendo che nella caserma di Ascoli fossero state commesse cose poco chiare, afferma: “Peccato che a rimetterci sia stata Melania”.
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