TERAMO – I legali di Salvatore Parolisi, il caporalmaggiore accusato di aver ucciso con 35 collete la moglie Melania Rea nel bosco di Ripe di Civitella (Teramo), si avvarranno della collaborazione del super perito Paolo Reale (già impegnato nel delitto di Garlasco), per fare chiarezza sui contenuti e le conversazioni del loro assistito contenuti nell’hard disk del computer.

Come riporta oggi il quotidiano Il Centro l’avvocato Nicodemo Gentile nega che l’uomo abbia mai chiacchierato sul web con i trans, come invece è trapelato nei mesi scorsi.

“Non ho mai chattato con i trans – ha detto Parolisi per bocca del suo difensore – Non c’è stato nessun contatto consapevole e diretto”.

Gentile ha poi aggiunto che il caporalmaggiore “è abituato al fango ma per questo aspetto è davvero amareggiato”.

Insomma non c’è stata nessuna conversazione con i trans, e se c’è stata l’indagato non era consapevole su chi fossero i suoi intelocutori.

“Il nostro perito Paolo Reale – riporta il quotidiano – ha già acquisito la copia forense dell’hard disk e ci sta lavorando. Ha trovato nella relazione del Ros molte situazioni anomale e sicuramente meritevoli di approfondimento”.

Il 12 marzo, intanto, si terrà l’udienza davanti al Gip Marina Tommolini per stabilire se Parolisi potrà essere giudicato con rito abbreviato.

Come noto Parolisi è rinchiuso nel carcere di Castrogno con un altro indagato noto alle cronache: Francesco Tuccia, il militare irpino accusato di aver violentato una studentessa laziale fuori una discoteca di Pizzoli, nell’Aquilano.