TERAMO – E’ stata sentita per oltre 8 ore dai pm del pool teramano che indagano sul delitto di Melania Rea, L.P., 27 anni, la soldatessa romana che aveva una relazione con Salvatore Parolisi, marito della vittima e unico indagato per l’omicidio, in carcere a Castrogno. Melania Rea scomparve il 18 aprile scorso e fu trovata due giorni più tardi, massacrata a coltellate, in una pineta del Teramano.

Da luglio il marito è in carcere. L’audizione si è svolta nella sede del comando del Corpo Forestale dello Stato di Assergi (L’Aquila): con un grande spiegamento di auto civetta, gli investigatori e i pm hanno organizzato lo spostamento della testimone dall’originario luogo della convocazione per il colloquio, il comando provinciale dei carabinieri di Teramo, nel tentativo molto ben riuscito fino al tardo pomeriggio, di nasconderla ai giornalisti.

Una scelta differente da quella operata quando, di recente, i genitori della vittima sono stati sentiti negli uffici della procura teramana e non sono stati sottratti così all’assalto dei cronisti.

L.P. ha lasciato la caserma poco prima delle 18:30, per fare rientro nella capitale. Impossibile conoscere i contenuti del confronto, ma è presumibile che i sostituti procuratori abbiano voluto cementare alcuni dettagli del rapporto tra la soldatessa e il caporalmaggiore. L.P. sarebbe stata sentita sopratutto sugli aspetti del rapporto con Parolisi, i dettagli degli incontri e dei periodi di frequentazione, quelli dei colloqui tra lei e Melania che aveva scoperto l’esistenza del rapporto extraconiugale, con l’evidente scopo dei sostituti procuratori di fermare i dettagli di un possibile movente passionale alla base dell’uxoricidio.

All’audizione oltre ai pm Rosati e Aloisi, c’erano anche il comandante del reparto operativo dei carabinieri di Teramo, il capitano Nazario Giuliani, personale dello stesso reparto e di quello di Ascoli Piceno.

L’audizione di L.P., come persona informata sui fatti, era una delle più attese. E’ presumibile che sia avvenuta solo ora per consentire alla Procura di sentire prima tutte le persone utili all’inchiesta con le loro informazioni.

All’audizione della soldatessa, ex allieva di Parolisi nel corso alla caserma di Ascoli Piceno, per la prima volta davanti ai pubblici ministeri Davide Rosati e Greta Aloisi, la Procura di Teramo attribuisce infatti particolare importanza, convinta come sarebbe che il movente principale che avrebbe portato Parolisi a uccidere la mamma 29enne di Somma Vesuviana, sia quello passionale, motivato dall’esistenza di un rapporto sentimentale parallelo con L.P., non più conciliabile con il matrimonio della coppia.