TERAMO – “Amo ancora Salvatore”: sono queste le parole registrate nei verbali dell’audizione di L.P., l’amante di Salvatore Parolisi, accusato dalla Procura di Teramo di essere l’autore dell’omicidio della moglie, Melania Rea, trovata assassinata con numerose coltellate nel bosco di Ripe di Civitella (Teramo).

Davanti ai pm teramani Greta Aloisi e Davide Rosati, che conducono le indagini, la Perrone per otto ore ha raccontato, in qualità di persona informata sui fatti, la sua storia d’amore clandestina con il caporalmaggiore dell’esercito, in carcere dal luglio scorso.

L’interrogatorio si è svolto presso il comando del Corpo forestale di Assergi (L’Aquila) per evitare l’invasione di giornalisti e telecamere.

Le prossime audizioni dovrebbero sfilare in Procura anche alcune amiche di Melania, tra cui Sonia, residente a Folignano (Ascoli Piceno), luogo in cui la vittima viveva con il marito.

Le due avevano un appuntamento fissato per il pomeriggio del 18 aprile, il giorno della scomparsa, e Sonia ha provato più volte a chiamare al telefono Melania tra le 14.30 e le 15 senza ottenere risposta.

Intanto i Ris procedono nell’esame dei numerosi reperti raccolti: dopo i vestiti di Parolisi, dovrebbero essere passati al microscopio anche gli occhiali che il militare dell’Esercito ha consegnato agli inquirenti dicendo che erano di Melania, ma che secondo l’accusa potrebbero non esserlo.