TERAMO – La decisione di Salvatore Parolisi di avvalersi della facoltà di non rispondere è “un atteggiamento giuridicamente legittimo, lecito, ma umanamente incomprensibile per un marito che ha sempre detto di voler aiutare a trovare gli assassini di sua moglie e di assistere l’autorità giudiziaria nella ricostruzione dei fatti”. E’ il commento dell’avvocato Mauro Gionni, legale dei familiari di Melania Rea.

“Se quella che lui dice è la verità – secondo Gionni – è irrilevante la veste in cui la racconta, cioé persona informata sui fatti, parte lesa, oppure indagato”. E ancora dopo essere andato a raccontare tante volte in Tv, ai giornali e ai magistrati la stessa favoletta, perché non vuole raccontarla più? Cosa è cambiato per lui se quella è la verità?”

SALVATORE NON RISPONDE MA ASCOLTA ACCUSE

Non ha praticamente aperto bocca Salvatore Parolisi, il caporalmaggiore dell’esercito indagato per l’omicidio della moglie Melania Rea, che si è presentato ieri ai magistrati della procura di Ascoli Piceno. Assistito dagli avvocati Valter Biscotti e Nicodemo Gentile, si é avvalso della facoltà di non rispondere, dopo che i pm Umberto Monti e Ettore Picardi gli avevano contestato vari elementi a suo carico per oltre un’ora. Parolisi è arrivato in perfetto orario a Palazzo di Giustizia, quando mancavano appena pochi minuti alle 16:30. Sempre curato nell’abbigliamento, non ha dimenticato neanche in questa occasione la sua predilezione per i colori vivaci: pantaloni arancione spento, camicia intonata a righine avorio, verde e arancione, sul volto i grandi occhiali da sole che Melania indossava il giorno della scomparsa il 18 aprile e che il vedovo ha voluto mettere per i funerali della giovane donna.

La Jeep condotta dall’avvocato Gentile non è potuta entrare da un ingresso riservato e così il militare è entrato nel Tribunale fendendo una folla di curiosi e soprattutto giornalisti, fotografi e operatori tv, con il volto teso, tra qualche grido “vergogna”, oppure “bravo” (in senso ironico). Poi una lunga fase preliminare e infine l’elenco degli elementi di prova a suo carico, le tante contraddizioni e incongruenze emerse nei tre interrogatori già avuti come parte offesa, ma anche nelle dichiarazioni rilasciate durante svariate trasmissioni televisive. A partire da due elementi ormai dati per acquisiti dagli inquirenti, sulla scorta di decine di testimonianze: il 18 aprile Melania non è mai stata a Colle San Marco, dove Parolisi sostiene invece sia misteriosamente sparita mentre andava alla toilette del ristorante Il Cacciatore, e il caporalmaggiore è arrivato sul pianoro solo alle 15:30, e non alle 14:20, come ha sempre sostenuto. A quel punto l’annuncio della scelta di non rispondere (per altro in parte prevedibile).

“In due mesi Salvatore ha risposto a domande per oltre 40 ore” ha poi spiegato l’avv. Biscotti ai giornalisti. Rispondere sarebbe quindi stato “ripetere le stesse cose. Quando avremo elementi meno fluidi per quello che riguarda il capo di incolpazione – ha concluso – saremo noi a chiedere un nuovo interrogatorio”. Diversa, ovviamente, l’opinione dell’avv. Mauro Gionni, che assiste i familiari di Melania Rea come parte lesa. “Avvalersi della facoltà di non rispondere è un atteggiamento giuridicamente legittimo – ha commentato -, ma umanamente incomprensibile per un vedovo che dice di voler fare tutto il possibile per scoprire gli assassini della moglie”. Intorno alle 18:30 Parolisi è uscito da un varco posteriore della Procura, e si è subito infilato nell’auto dei legali. Ora per gli inquirenti si apre una breve fase di riflessione: la prossima settimana verrà depositata la relazione finale sull’autopsia della vittima condotta dal medico Adriano Tagliabracci.

Un quesito riguarda in particolare la dinamica dell’aggressione a Melania. Se, come sembra, il perito confermerà che la donna è stata uccisa nel Bosco delle Casermette a Ripe di Civitella (Teramo), dove è stata ritrovata cadavere il 20 aprile, la competenza dell’inchiesta dovrebbe passare alla procura di Teramo. Anche se tecnicamente questo non esclude che la magistratura ascolana possa comunque adottare eventuali provvedimenti, per poi dichiararsi incompetente. Prima dell’incontro in procura, Parolisi e i suoi legali hanno pranzato nella zona di Colle San Marco e hanno effettuato un sopralluogo nell’area e a Ripe di Civitella.

FRATELLO DI MELANIA: “CI SIAMO RIMASTI MALISSIMO”

“Ci siamo rimasti male, malissimo, sono veramente arrabbiato, deluso”. Michele Rea, il fratello di Melania, in collegamento in diretta con la trasmissione Quarto Grado da Somma Vesuviana (Napoli) ha commentato così la scelta del cognato Salvatore Parolisi, indagato per l’omicidio di Melania, di non rispondere alle domande dei pm di Ascoli Piceno.

“Non me l’aspettavo: se voleva difendersi, questa era l’occasione giusta”, e del resto “facendo così non si discolpa neppure”. “Questo era il momento giusto per fare chiarezza, sui tanti punti oscuri, sulla storia del telefonino, ma lui non l’ha colta al volo…anzi”. “Deluso” da Salvatore anche lo zio di Melania, Gennaro.

SORELLA SALVATORE: “MIO FRATELLO E’ INNOCENTE”

Mio fratello è innocente”, così Francesca Parolisi la sorella di Salvatore in un’intervista a Quarto Grado, la trasmissione di Retequattro condotta da Salvo Sottile, difende il fratello indagato di omicidio volontario aggravato. “Ce lo aspettavamo – dice Francesca Parolisi -. Ma io so quanto soffre e comunque lui è sereno. E’ lui che fa forza noi. Non gli è stata perdonata l’infedeltà, ma quella è stata solo una debolezza”.

ZIO DI MELANIA: “TRADIMENTO POTREBBE ESSESRE CAUSA OMICIDIO”

“A questo punto, possiamo pensare che il tradimento potrebbe essere stata la causa della morte di mia nipote”. Salvatore Rea, zio di Melania, ha commentato in diretta con Quarto Grado gli sviluppi dell’inchiesta sulla morte della nipote, che secondo la procura di Ascoli Piceno sarebbe stata uccisa dal marito Salvatore Parolisi. Rivolto alla sorella di Parolisi, secondo la quale Melania aveva perdonato la relazione extraconiugale del marito con la soldatessa Ludovica, Salvatore Rea è sbottato: “perdonato? aveva perdonato una scappatella”, ma la relazione “é durata due anni”. In alternativa, l’ipotesi dello zio è che “Salvatore sta coprendo qualcuno: ma perché ha detto tutte queste bugie…”

FILMINO DEL MATRIMONIO: MELANIA, “SALVATORE E’ BELLISSIMO”

Un difetto di Salvatore? “Parla troppo”. Un pregio? “E’ bellissimo”. Una Melania sorridente, nel giorno del matrimonio, risponde alle domande del regista che sta girando il classico filmino delle nozze, avvenute tre anni fa a Somma Vesuviana (Napoli). A mostrare per la prima volta le immagini, e soprattutto a far ascoltare la voce di Melania Rea, è stata la trasmissione Quarto Grado. Melania è molto bella, vestito bianco scollato, i capelli lunghi raccolti sotto il velo, il volto radioso. Salvatore Parolisi, oggi indagato per l’omicidio volontario aggravato della moglie, appare anche lui sorridente, scherzoso, un po’ ingessato nell’abito a giacca lunga. Quando la coppia esce dalla chiesa e va incontro al lancio del riso, Salvatore protegge Melania con tutto il corpo.

MADRE DI MELANIA: “NON PERMETTO A SALVATORE DI DIRE CHE L’AMAVA”

“Non gli permetto di dire che amava mia figlia. Chi ama non tradisce”. Lo dice la madre di Melania Rea, Vittoria, alla trasmissione di Mediaset ‘Quarto Grado’ parlando del genero Salvatore Parolisi, indagato per l’ omicidio della figlia. A proposito del fatto se Melania sapesse o no dei tradimenti la donna afferma: “Certo, se Melania avesse scoperto qualcosa me l’avrebbe detto. Ma io mi chiedo la notte che Melania ha partorito 2 anni fa Salvatore dov’era? Lo abbiamo cercato tutta la notte”. La madre di Melania ha concluso concluso tra le lacrime: “Ho molta rabbia ed è per questo che non crollo”.