L’AQUILA – Oggi Salvatore Parolisi, il caporale dell’esercito e marito di Melania Rea, la 29enne trovata uccisa il 20 aprile scorso in un bosco di montagna al confine tra Marche e Abruzzo, sarà ascoltato di nuovo dagli inquirenti.

Negli ultimi giorni, mentre l’uomo di trovava in licenza a Fratta Maggiore, in Campania, suo luogo di origine, sono emersi dall’inchiesta nuovi dubbi sulla veridicità del suo racconto sulla scomparsa della moglie, che sarebbe avvenuto nel primo pomeriggio di luglio 18 aprile, sul pianoro di Colle S. Marco (Ascoli), circa 10 chilomentri dal luogo del ritrovamento del cadavere.

E gli investigatori vogliano capire anche cosa ci sia dietro quella frase pronunciata nell’imminenza della scomparsa dallo stesso Parolisi: “Me l’hanno portato via”.

A chi si riferiva il caporale istruttore dell’esercito, in servizio presso la Caserma Clementi di Ascoli Piceno.

VERTICE IN PROCURA AD ASCOLI

L’AQUILA – Vertice fra investigatori e inquirenti stamani in procura ad Ascoli Piceno, per fare il punto delle indagini sull’omicidio di Carmela Melania Rea, la donna di 29 anni scomparsa il 18 aprile dal pianoro di Colle San Marco, mentre era in compagnia del marito, Salvatore Parolisi, e della loro bambina di 18 mesi, e ritrovata cadavere due giorni dopo nel bosco di Ripe di Civitella (Teramo), con una trentina di coltellate sul corpo.

Alla riunione prendono parte il sostituto procuratore Umberto Monti, il comandante provinciale dei carabinieri Alessandro Patrizio, e alcuni altri militari che collaborano all’inchiesta.

Non si sa ancora quando Parolisi, caporalmaggiore dell’esercito, verrà nuovamente ascoltato dagli inquirenti: l’uomo, 30 anni, in servizio presso il Rav Piceno come istruttore delle soldatesse in ferma breve, e attualmente in licenza in Campania, avrebbe fornito una ricostruzione lacunosa e in parte contraddittoria sull’improvvisa sparizione della moglie e su altri aspetti della vita familiare.

NUOVE RICERCHE A COLLE SAN MARCO CON CANI MOLECOLARI

TERAMO – Nuove ricerche con i cani molecolari delle forze dell’ordine sono in corso da questa mattina nei boschi di Colle San Marco (Ascoli Piceno) in relazione alla vicende dell’omicidio di Melania Rea.

I cani stanno battendo in particolare l’area tra il Pianoro, dove Melania sarebbe scomparsa lunedì 18 aprile e la frazione di Colle, a circa due chilometri di distanza da Pianoro e dove una donna fu vista correre da un testimone proprio nel pomeriggio di quella stessa giornata.

Si cercano ancora tracce che possano portare a individuare i responsabili del rapimento e dell’assassinio della giovane madre di Somma Vesuviana (Napoli). Intanto, in procura ad Ascoli, prosegue il vertice tra gli inquirenti.

COLONNELLO CARABINIERI DOPO VERTICE: “FATTO SUNTO DELLA SITUAZIONE”

TERAMO – “Abbiamo solo fatto un sunto della situazione generale”.

Così il colonnello Alessandro Patrizio, comandante provinciale dei carabinieri di Ascoli, all’uscita dal vertice che si è tenuto questa mattina presso la procura locale in relazione al caso dell’omicidio della 29enne Melania Rea.

“Ci siamo accordati su come procedere – ha detto ai cronisti -e stiamo ascoltando altre persone, di vari ambienti”.

Il comandante non ha confermato il fatto che le indagini sarebbero vicine a una svolta come qualcuno aveva ipotizzato.

Nessuna risposta ai giornalisti in merito alle risultanze delle analisi che il Ris dei carabinieri sta svolgendo in queste ore sui materiali recuperati nei luoghi del delitto.

FORSE MELANIA UCCISA LO STESSO GIORNO DELLA SCOMPARSA

TERAMO – Carmela Melania Rea potrebbe essere stata uccisa a Ripe di Civitella del Tronto (Teramo) dopo aver consumato il pranzo con qualcuno che conosceva, lunedi’ 18 aprile.

È l’ultima indiscrezione che emerge dall’inchiesta sulla giovane madre 29enne di Somma Vesuviana (Napoli), trovata uccisa con una trentina di coltellate sul corpo solo mercoledi’ 20 aprile.

L’ipotesi è legata al fatto che nel cestino dei rifiuti del Chiosco della Pineta, nel bosco delle Casermette a Ripe di Civitella, dove il cadavere fu rinvenuto a seguito di una telefonata anonima fatta da Teramo, sono stati recuperati dagli investigatori due scontrini di una panetteria di Villa Lempa (Teramo), un paesino alle pendici della stessa Montagna dei Fiori, sul versante teramano.

E a Villa Lempa testimoni hanno riferito di aver visto due soldatesse e forse anche un militare, che si muovevano molto agitati nel paese, nello stesso giorno della scomparsa di Melania.

E’ da ricordare che a Villa Lempa si può giungere direttamente da Ascoli e quindi da Folignano ( luogo di residenza della vittima), senza salire sulla Montagna dei Fiori, ma costeggiando l’area montuosa a est, e percorrendo la strada che collega il capoluogo piceno con Teramo, verso sud.

E da Villa Lempa si può salire poi a Ripe di Civitella, per dirigersi in senso opposto, verso Ascoli, dopo essere arrivati fino a circa 1200 metri di quota, e ridiscendendo prima a Colle S.Giacomo e poi a Colle S.Marco.

Melania potrebbe quindi essere giunta con qualcuno che conosceva proprio a Ripe di Civitella, senza passare dal versante ascolano della montagna e da Colle S.Marco, che si trova a 700 metri di altidudine.

Se l’ipotesi fosse confermata, il racconto della scomparsa della donna fatto dal marito, Salvatore Parolisi, 30 anni, caporale dell’esercito che addestra soldatesse che giungono ogni tre mesi alla caserma Clementi di Ascoli per essere istruite al poligono di tiro che si trova proprio in quell’area di montagna dove il cadavere di Melania è stato trovato, sarebbe ancora difficile da sostenere.

Il militare ha riferito che si trovava con la moglie e la figlia di 18 mesi al pianoro di Colle S.Marco in quel pomeriggio di lunedì 18 aprile e che all’improvviso, attorno alle 15, la moglie si sarebbe allontanata per andare in un bagno di un ristorante a 100 metri di distanza, senza fare più ritorno.

Accertamenti e verifiche sono tuttora in corso da parte degli inquirenti. 

COLTELLI A CONFRONTO PER TROVARE L’ARMA DEL DELITTO

TERAMO – I carabinieri del Ros hanno prelevato questa mattina in una coltelleria ad Ascoli Piceno tre coltellini, per un confronto con l’arma utilizzata nel delitto di Carmela Melania Rea, la donna scomparsa il 18 aprile al pianoro di Colle San Marco ad Ascoli e trovata morta nel Bosco delle casermette, in provincia di Teramo.

L’indiscrezione è emersa dalla trasmissione di Rai2 “La vita in diretta”, nel corso di un collegamento con l’inviato ad Ascoli.

I tre coltellini sono di marche diverse e sarebbero di quelli che le soldatesse regalano agli istruttori a fine corso (ad Ascoli c’é il Reggimento Piceno, dove il marito di Melania, Salvatore Parolisi, addestra le reclute).

I carabinieri avrebbero chiesto al titolare della coltelleria se il negozio esegue delle incisioni sulle armi, ma l’uomo ha detto di non avere l’attrezzatura necessaria.