TERAMO – C’erano altre ‘Melania’ sul Colle San Marco di Ascoli Piceno, nel primissimo pomeriggio del 18 aprile scorso: donne che come lei indossavano un giubbetto scuro su dei pantaloni chiari e che potrebbero aver confuso le idee ai testimoni ascoltati dagli investigatori i qualei, ad oltre un mese dall’omicidio di Melania Rea, trovata accoltellata nel bosco delle Casermette di Ripe di Civitella (Teramo) il 20 aprile scorso, non sono ancora riusciti a sciogliere il nodo principale dell’inchiesta, se cioè la giovane mamma sia mai arrivata con il marito e la bimba a Colle San Marco, come sostiene Salvatore Parolisi.

Di un giubbino scuro e un pantalone chiaro ha parlato il gestore del chiosco-bar Alfredo Ranelli.

Gli stessi colori dell’abbigliamento di Melania, ma anche, sembra, indossati dalla donna che alle 15:15 del 18 viene notata vicino alle altalene dall’avvocato Savino Lolli.

Una donna “certamente meno alta di Melania e più in carne” ha testimoniato il legale, che esclude una somiglianza con Melania.

Una donna che ad oggi, spiega il comandante provinciale dei carabinieri di Ascoli Piceno, colonnello Alessandro Patrizio, “non è ancora stata identificata”.

Nessuno dei testi sentiti finora è in grado di confermare la presenza della Rea a San Marco.

Ma tutti insieme non permettono nemmeno di escluderla con certezza: “stiamo incrociando le testimonianze, ma manca il momento più importante di questa scena, l’arrivo a San Marco dei protagonisti, a quanto sembra senza testimoni” spiega Patrizio.

“Neppure Ranelli aveva idee chiarissime, anche se in perfetta buona fede, sugli orari in cui avvista le tre persone che descrive: certamente Parolisi, la bambina e una donna simile a Melania”.

“La forchetta temporale che indica, con un momento iniziale che va fra le 14:50 e le 15 e un momento finale che arriva alle 15:23 è troppo ampia. Nel nostro caso – aggiunge – dovremmo avere una precisione a livello di minuti”.

GLI INVESTIGATORI: ”SESSO INIZIATICO IN CASERMA? FANTASIE” 

“Indagheremmo sull’ambiente di lavoro di Salvatore Parolisi anche se lui non fosse istruttore in una caserma dove si addestrano soldatesse, ma lavorasse in un convento di uomini”.

Così il comandante provinciale dei carabinieri di Ascoli, Alessandro Patrizio, che ha anche smentito ipotesi e voci che circolano su internet e collegano l’omicidio di Melania Rea alla caserma ‘Clementi’ del 235/o Rav Piceno di Ascoli.

“Sento parlare di presunti riti di iniziazione a sfondo sessuale, di case di appuntamento in città, ipotesi destituite di ogni fondamento, decisamente fantasiose”, ha detto Patrizio.

“Nulla del genere – sostiene l’ufficiale – emerge anche solo in minima parte dalle testimonianze raccolte finora, anche nell’ambiente militare di Parolisi. Anche in questo ambito, come in quello familiare e delle amicizie, stiamo continuando a lavorare, sentendo persone e verificando situazioni, per cercare di individuare circostanze, episodi che, direttamente o indirettamente, possano avere a che fare con la tragica morte di una donna di 29 anni”.

L’attesa principale resta concentrata sulle indagini medico legali e scientifiche.

“Siamo fiduciosi che possano darci elementi utili a risolvere il caso”, conclude il colonnello Patrizio, secondo il quale, invece, “non sarebbero emerse indicazioni decisive dalla perquisizione condotta dai carabinieri del Ris e del Raggruppamento operativo speciale a casa di Melania e Salvatore a Folignano”.

Anche oggi, intanto, proseguono le audizioni di conoscenti della coppia, nel comando provinciale dell’Arma.

DOMANI FIACCOLATA PER MELANIA A SOMMA VESUVIANA

Intanto una fiaccolata per “ottenere una giustizia e una verità” sulla morte di Melania, è stata organizzata per domani sera a Somma Vesuviana (Napoli).

La fiaccolata, annunciata tramite manifesti per il cui sfondo è stata scelta una foto di Melania, partirà dalla chiesa di Santa Maria del Pozzo, al termine della messa in suffragio, prevista per le 19, che si svolge nel giorno del suo compleanno: domani, infatti, la donna avrebbe compiuto 29 anni.

La manifestazione, che si concluderà davanti alla casa dei genitori di Melania, in via Pomintella, è stata sposata anche dall’amministrazione comunale, e dalla protezione civile i cui volontari distribuiranno le candele ai presenti poco prima della cerimonia religiosa.

“Tutti insieme per ricordare Melania per ottenere una giustizia e una verità”, è lo slogan voluto dalle amiche della giovane mamma, sul cui tragico omicidio ancora non è stata fatta luce.

Alla fiaccolata prenderanno parte anche gli amministratori comunali, con il sindaco Raffaele Allocca in testa, il quale ha sottolineato di “essere vicini alla famiglia di Melania”.

Hanno aderito alla manifestazione diverse associazioni locali.

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