TERAMO – “Se la Procura vuole andare a processo con delle foto scattate da ragazzini, foto che non dimostrano niente perché non si vede niente di rilevante, noi siamo pronti”.

Lo afferma ad AbruzzoWeb uno degli avvocati difensori di Salvatore Parolisi, Valter Biscotti, dopo la ‘sfida’ con il tribunale del Riesame dell’Aquila che ha respinto l’istanza di scarcerazione del marito di Carmela Melania Rea, accusato dell’omicidio della moglie.

“Ieri, come già detto, per quel che ci riguarda è mancato il coraggio da parte del giudice Giuseppe Romano Gargarella – continua Biscotti – inoltre, ci sorprendono le motivazioni, è come se ci si fosse appiattiti sulle argomentazioni del pm. Sui nostri spunti, certo più consistenti, si è preferito sorvolare. Siamo comunque già al lavoro per il ricorso in Cassazione”. Intenzione già dichiarata dall’altro difensore, Nicodemo Gentile.

Biscotti ritiene “esagerata” la conferma di custodia cautelare per Parolisi, “perché la reiterazione del reato è improponibile secondo noi. Salvatore – afferma – ha passato diverso tempo con la famiglia Rea e con sua figlia in questi mesi, oggi però deve restare in carcere. Ribadisco, per noi è un’ordinanza esagerata”.

Anche sul ruolo dei media nella vicenda Biscotti ha voluto dire la sua.

“L’opinione pubblica era stata preparata a dovere – spiega – c’era già un colpevole sbattuto sulle prime pagine di tutti i giornali, su Internet e sulle tv, ma non è colpa dei media, non c’è dolo in quello che fanno. Se a un giornale arrivano certe notizie, è evidente che poi queste vengano pubblicate, come, per esempio, nel caso delle macchie di sangue nel garage: noi avevamo chiesto di fare attenzione, visto che quel garage non era mai stato posto sotto sequestro. Per giorni ci si è concentrati sul caso, salvo poi capire che non c’era assolutamente nulla, come previsto. Ma sul fatto che fosse un caso irrilevante, nessuno ha dato notizia”.

“Noi difensori di Parolisi – conclude Biscotti – andiamo avanti per la nostra strada. Nella mia carriera mi sono occupato e mi occupo di vicende molto complesse. Questa non è certo una di quelle. Anzi, posso dire che è molto facile. Basta leggere le carte per rendersi conto che contro Salvatore ci sono solo ipotesi e nessuna prova”.