TERAMO – Non ci sarebbero ancora indagati nell’inchiesta sull’omicidio di Carmela Melania Rea, la giovane donna scomparsa a Colle San Marco (Ascoli Piceno) il 18 aprile scorso e trovata cadavere due giorni dopo a Ripe di Civitella, nel Teramano.
Proseguono, però, vari atti di indagine da parte degli investigatori, tra cui, è trapelato, una perquisizione in casa di un extracomunitario a Fermo.
Nessuna indiscrezione trapela invece sul ruolo che l’uomo avrebbe avuto nella vicenda. Si tratterebbe comunque di una pista seguita nelle prime fasi di indagine e subito abbandonata.
La Procura di Ascoli, intanto, non ha ricevuto ad oggi da quella di Teramo il fascicolo relativo all’autopsia sul cadavere della donna. Ma è assodato il passaggio dell’inchiesta ‘in toto’ ai magistrati ascolani.
MELANIA SI E’ DIFESA MA NON HA GRAFFIATO L’ASSASSINO
TERAMO – Melania Carmela Rea si è difesa dal suo assassino parando i colpi che le venivano inferti con un coltello, ma non avrebbe graffiato l’omicida e pertanto sotto le sue unghie non vi sarebbero tessuti da cui ricavare il Dna del killer.
È uno dei particolari emersi dalla perizia (la cui relazione finale non è stata ancora consegnata) condotta sul corpo della donna scomparsa a Colle San Marco, alle porte di Ascoli, il 18 aprile e trovata cadavere due giorni dopo a Civitella del Tronto nel Teramano.
Sarebbe questo, secondo gli accertamenti finora condotti, il luogo in cui è avvenuto l’omicidio, ma le indagini non hanno ancora lasciato cadere altre ipotesi.
Le coltellate che hanno raggiunto Melania, alcune alla schiena, sono tutte potenzialmente mortali e tutte hanno concorso al suo decesso, caratterizzato da un’agonia piuttosto lunga.
NEL LUOGO DELLA SCOMPARSA QUEL GIORNO C’ERA UNA SENTINELLA
TERAMO – Il 18 e 19 aprile, nell’area dove Melania Rea è scomparsa ed è stata poi ritrovata cadavere, il 20 aprile, si è svolta un’esercitazione militare: una sentinella sorvegliava la strada di collegamento, dalle 9 del mattino alle 22-23.
Interrogata dagli investigatori, la sentinella ha riferito di non aver visto movimenti sospetti di auto.
Una testimonianza che sembra avvalorare l’ipotesi che la donna sia stata uccisa dove è stato trovato il corpo, nel bosco di Ripe di Civitella (Teramo).
FERITE SUL CORPO DI MELANIA FORSE EMULAZIONE SIMBOLOGIA
TERAMO – Il taglio a forma di svastica e altre ferite superficiali sul corpo di Melania Rea non sarebbero casuali ma inferti ad arte, forse per emulare una simbologia o dimostrare qualcosa.
È la conclusione alla quale sono giunti gli specialisti del Rac, il Reparto analisi criminologiche dei carabinieri, che collabora con la procura di Ascoli Piceno agli accertamenti sull’omicidio della giovane mamma.





