PESCARA – Due i colpi di pistola che, esplosi a distanza ravvicinata, hanno raggiunto Alessandro Neri, il 29enne di Spoltore (Pescara) trovato morto giovedì scorso in un canale alla periferia Sud di Pescara.
Uno, mortale, alla testa e l’altro all’emitorace.
Il primo proiettile è stato recuperato in sede di autopsia, ed ha chiarito che l’arma usata è di piccolo calibro.
Lo ha rivelato il comandante provinciale dei carabinieri di Pescara, il colonnello Marco Riscaldati, in un incontro con i giornalisti.
Al momento non ci sono indagati. Dietro l’omicidio potrebbe esserci una faida familiare.
Neri era figlio di Laura Lamaletto, appartenente a una facoltosa famiglia che fece fortuna in Venezuela.
Proprio la madre del 29 enne è stata ascoltata ieri per tre ore dai carabinieri. Sullo sfondo, riporta dunque il Messaggero, potrebbe esserci una questione legata a dei contrasti sulle proprietà.
Intanto, è emersa la scomparsa delle chiavi dell’auto di Neri, la 500 ritrovata in centro.





