PESCARA –  “Troilo ha mentito fin dall’inizio e invece di soccorrere Jennifer ha inscenato una presunta aggressione, cercando di mitigare la propria posizione processuale”. 

Con queste parole Roberto Serino, legale di parte civile per conto del fratello della vittima, Jonathan Sterlecchini, si è associato alla richiesta di condanna, a 30 anni di reclusione, formulata dal Pm, nell’ambito del processo con rito abbreviato in corso nel tribunale di Pescara, a carico di Davide Troilo, accusato di omicidio volontario pluriaggravato da futili motivi e premeditazione, per la morte dell’ex fidanzata Jennifer Sterlecchini.

Serino ha messo in rilievo “la lucidità e la volontà omicida dell’imputato, testimoniate dal fatto che le coltellate sono state inferte mentre Jennifer stava scappando”.

In conclusione l’avvocato ha chiesto “una sentenza che non sia né di vendetta né esemplare, ma giusta ed equa, perché l’imputato la sua vera pena la sconterà dentro di lui”.