TERAMO – È probabile che Carmela Melania Rea sia stata uccisa nel posto in cui è stato trovato il cadavere, nel bosco delle Casermette, in provincia di Teramo.
L’intervento del cane Atos e degli agenti del soccorso alpino della Guardia di finanza, impegnati nella ricerca di tracce geologiche della donna assassinata, ha avuto questo pomeriggio esiti importanti nell’indagine.
Oltre ad un orecchino della donna, sarebbero state rinvenute tracce biologiche che comproverebbero una colluttazione fra la donna e il suo carnefice e che, dunque, la povera Melania sia stata assassinata proprio in quella pineta nel Teramano.
Elementi confermerebbero anche l’uso sul posto di un’arma da taglio; si tratta di altre tracce di sangue, oltre quelle già rilevate al momento della scoperta del cadavere, che sono state fiutate dal cane della Guardia di finanza.
Dopo questi ritrovamenti i funerali della donna, fissati per martedì prossimo, sono in forse. Le Procure di Ascoli e Teramo, infatti, hanno negato il nulla osta per il funerale, la cui salma doveva essere trasferita lunedì mattina dall’obitorio dell’ospedale di Teramo a Somma Vesuviana, dove erano fissate le esequie.
Fino a tarda notte, ieri, il marito, il fratello e il cognato sono stati sentiti a lungo quali persone informate dei fatti alla presenza dei pm di Ascoli Umberto Monti, Carmine Pirozzoli e della collega della Procura di Teramo Greta Aloisi
La Provincia di Ascoli, intanto, ha confermato il programma stilato in collaborazione con l’Anpi provinciale e il Comune per celebrare il 66° anniversario della Liberazione e il 63° della Costituzione.
LE INDAGINI DI OGGI
TERAMO – È stata una lunga notte di lavoro al comando provinciale dei carabinieri di Ascoli dove sono state svolte attività di intelligence mirate per cercare di dipanare il giallo dell’assassinio di Carmela Melania Rea, la giovane mamma scomparsa da Colle San Marco mentre stava facendo una scampagnata con il marito e la loro bambina e trovata cadavere due giorni dopo nel teramano.
Su richiesa delle Fiamme gialle di Ascoli, cinque uomini del gruppo di soccorso alpino della Guardia di finanza dell’Aquila, che con il supporto di un cane (Atos), saranno impegnati nella ricerca di tracce geologiche della donna assassinata nei luoghi in cui se ne sono perse le tracce e dove è stato ritrovato il cadavere.
Il marito, il fratello e il cognato sono stati sentiti a lungo quali persone informate dei fatti sino alle 00:30 alla presenza dei pm di Ascoli Umberto Monti, Carmine Pirozzoli e della collega della Procura di Teramo Greta Aloisi. Erano arrivati in caserma intorno alle 17:30 di ieri. Al termine dell’audizione nessun provvedimento di fermo è stato emesso nei confronti di alcuno.
I magistrati hanno voluto cristallizzare una serie di punti emersi ieri durante i sopralluoghi a Ripe di Civitella (Teramo) dove è stato trovato il 20 aprile il cadavere della donna e a Colle San Marco, dove due giorni prima, il 18 aprile, Melania è scomparsa mentre era in compagnia del marito Salvatore Parolisi e della loro bimba Vittoria di 18 mesi.
I carabinieri stanno sentendo, e sentiranno nelle prossime ore, anche persone estranee alla famiglia della donna assassinata. Anche oggi e domani, Pasqua, proseguiranno senza sosta accertamenti tecnici, con particolare attenzione alle utenze telefoniche. Stamani verrà effettuato un ulteriore sopralluogo sul luogo della scomparsa, concentrato in particolare nel tratto di strada che Melania Rea ha percorso da sola per andare al bagno, prima di sparire nel nulla.
Sul posto ancora i Ris e agenti della Guardia Forestale con i cani molecolari specializzati nell’individuazione di tracce di sangue. Verrà di nuovo controllata a fondo anche la zona alle spalle del cippo in ricordo dei Caduti della Seconda guerra mondiale, posizionato proprio all’inizio del pianoro di San Marco, a poche centinaia di metri dal parco giochi dove la famigliola si era fermata a giocare con la bambina. C’é attesa per conoscere i risultati dell’esame sul liquido trovato all’interno della siringa conficcata nel petto della vittima.
I funerali della vittima si svolgeranno martedì prossimo.
TERAMO: POSSIBILE CHE NELLA SIRINGA NON VI FOSSE NULLA
TERAMO – Nella siringa trovata infilzata nel seno di Carmela Rea e ritrovata cadavere due giorni dopo nel Teramano, potrebbe non esserci stato nulla. Nessun narcotico o droga.
Il particolare è interessante perché potrebbe dire molte cose dell’assassino e del perché, e come, abbia agito. Se la siringa era vuota, riflette oggi il comandante provinciale dei carabinieri di Ascoli Piceno, Alessandro Patrizio, “non c’era nulla per una ragione che dev’essere chiarita”. E per una ragione non da poco.
Perché se Carmela-Melania è stata narcotizzata, questo vuol dire che il killer non ha agito d’impulso, come lasciano invece intendere le coltellate inferte con furia sul corpo della donna, anche dopo la morte, ma ha premeditato l’aggressione.
E questo è uno scenario. Ma se la siringa era vuota, quale può essere il significato della sua presenza sul seno della vittima? Un depistaggio? Un messaggio che rimanda all’uso della droga? Non certo da parte della vittima, madre di famiglia e persona, così la descrivono tutti, senza ombre.
Interrogativi fra i tanti che inquirenti e investigatori stanno cercando di risolvere, in attesa di una prima relazione sui risultati degli accertamenti, e in attesa che, dunque il corpo di Melania ‘parli’.
OMICIDIO TERAMO: CARMELA FORSE E’ STATA UCCISA NEL LUOGO DEL RITROVAMENTO
TERAMO – È probabile che Carmela Melania Rea sia stata uccisa nel posto in cui è stato trovato il cadavere, nel bosco delle Casermette, in provincia di Teramo.
L’intervento del cane Atos e degli agenti del soccorso alpino della Guardia di finanza ha avuto questo pomeriggio esiti importanti nell’indagine.
È infatti in corso un ulteriore sopralluogo.
Oltre ad un orecchino della donna, sarebbero state rinvenute tracce biologiche che comproverebbero una colluttazione fra la donna e il suo carnefice e che, dunque, la povera Melania sia stata assassinata proprio in quella pineta nel Teramano.
Elementi confermerebbero anche l’uso sul posto di un’arma da taglio; si tratta di altre tracce di sangue, oltre quelle già rilevate al momento della scoperta del cadavere, che sono state fiutate dal cane della Guardia di finanza.
Particolari che gli investigatori ritengono molto utili alle indagini. Sul posto, alla luce degli importanti ritrovamenti, si è recato il sostituto procuratore di Ascoli Umberto Monti.
A richiedere l’impiego di una cane specializzato per la ricerca in superficie, in valanghe e macerie di persone scomparse e dello loro tracce, era stato ieri notte lo stesso pm Monti.
L’animale è arrivato ad Ascoli insieme al personale del soccorso alpino della Guardia di Finanza dell’Aquila (Sagf) che oggi ha svolto ricerche sul luogo sia della scomparsa della vittima sia del ritrovamento del cadavere.
OMICIDIO TERAMO: IL CUGINO DI MELANIA, ”UTILE COLLOQUIO CON MARITO”
TERAMO – Il cugino di Carmela Melania Rea, Enzo Secondulfo, ritiene che il colloquio di ieri sera tra gli investigatori e il marito Salvatore Parolisi, si stato utile alle indagini.
Secondulfo era presente nella caserma dei carabinieri di Ascoli Piceno dove Parolisi è stato sentito come persona informata sui fatti.
“Mi auguro e spero che siamo sulla buona strada” ha detto stamane ai giornalisti Secondulfo.
“Credo che siano particolari utili alle indagini. È stato ricostruito tutto nei minimi particolari – ha detto – e penso che sia stato un colloquio abbastanza utile. Inutile fare ipotesi, abbiamo bisogno di certezze”.
FUNERALI IN FORSE: I MAGISTRATI ”BLOCCANO” LA SALMA
TERAMO – Le Procure di Ascoli e Teramo hanno negato il nulla osta per il funerale di Carmela Melania Rea, la cui salma doveva essere trasferita lunedì mattina dall’obitorio dell’ospedale di Teramo a Somma Vesuviana dove per martedì mattina erano state fissate le esequie.
Il provvedimento è conseguenza dei ritrovamenti avvenuti oggi al Bosco delle Casermette dove il 20 aprile è stato rinvenuto il corpo della donna, uccisa con 35 coltellate.
Altri esami sul cadavere si sono resi necessari alla luce delle novità del sopralluogo, per altro ancora in corso.
L’inchiesta sull’omicidio della Rea è ormai in procinto di passare definitivamente alla Procura di Teramo che fino a questo momento indaga parallelamente a quella di Ascoli, dopo la scoperta di elementi che portano gli investigatori a supporre che la donna sia stata stata assassinata proprio al Bosco delle Casermette, vicino Ripe di Civitella, in territorio abruzzese.
Un passaggio che verrà però formalizzato non prima che i medici legali Adriano Tagliabracci e Sabina Canestrari depositeranno la pre relazione sull’autopsia effettuata giovedì scorso all’ospedale di Teramo.
OMICIDIO TERAMO: LA PROCURA FA IL PUNTO SULLE INDAGINI
TERAMO – Non ci sono grossi passi in avanti nelle indagini sulla morte di Carmela Melania Rea, a parte gli ultimi ritrovamenti di alcuni oggetti personali della vittima nel luogo dove il cadavere è stato rinvenuto, a Ripe di Civitella, nel teramano, lo scorso 20 aprile, a due giorni dalla scomparsa della donna a Colle San Marco (Ascoli Piceno).
Un orecchino, la catenina, un laccio emostatico e alcuni segni rinvenuti nei pressi del chiosco a Casermette non possono al momento costituire elementi oggettivi per determinare il luogo dove è stata uccisa e quindi la competenza territoriale dell’inchiesta, almeno stando a quanto emerge da fonti investigative sul fronte teramano.
In Procura a Teramo oggi pomeriggio il sostituto Greta Aloisi ha tenuto una riunione con i carabinieri del reparto operativo del comando provinciale di Teramo, coordinati dal capitano Nazario Giuliani, per fare il punto delle indagini e raccogliere gli elementi emersi finora.





