L’AQUILA – Tre abruzzesi con il sogno di una medaglia: due ragazzi e una ragazza che indosseranno i colori azzurri alle ormai prossime Olimpiadi di Rio de Janeiro nel beach volley, nell’atletica e nella pallanuoto.
Ci sono due reduci dai Giochi di quattro anni fa: si tratta di Paolo Nicolai, 27 anni, originario di Ortona (Chieti), che a Londra 2012 ha sfiorato il podio, giungendo al quinto posto, e Maria Enrica Spacca, 30, nata all’Aquila anche se cresciuta nel Reatino, che non è riuscita a raggiungere la finale nella staffetta 4×400 e ora va a caccia della riscossa.
E poi c’è l’esordiente, Francesco Di Fulvio, 22, della sempre prolifica scuola pescarese della pallanuoto, una delle speranze del Settebello.
Le attenzioni maggiori, alla vigilia, sono per Nicolai, colosso di 2,05 metri per 98 chilogrammi, cresciuto con la Pallavolo Impavida Ortona e attualmente tesserato con l’Aeronautica.
Con il partner Daniele Lupo vanta un palmares ricchissimo, avendo conquistato negli ultimi anni l’Open di Fuzhou, la tappa di World Tour di Shanghai e gli Europei 2014 e 2016, ora punta a salire sul podio anche se non sarà facile.
Fedele alla squadra del Corpo Forestale, tanto piccola (1.64 metri) quanto scattante, la Spacca correrà la staffetta 4 x 400 metri, specialità in cui ha collezionato la vittoria ai Giochi del Mediterraneo 2013 e la medaglia di bronzo agli Europei 2016 solo giovedì scorso.
L’obiettivo per lei e le sue compagne sarà quantomeno migliorare l’11° posto di Londra, centrando la finale, e poi si vedrà contro avversarie fortissime.
Aquilana solo di nascita, ha parenti e rapporti rarefatti con il capoluogo abruzzese e non ha potuto coronare il sogno che aveva confessato in un’intervista di quattro anni fa ad AbruzzoWeb di sposarsi nella basilica di Collemaggio, chiusa nel 2014, quando a Borgorose si sono celebrate sue le nozze con un ex atleta, Christian Pompa.
Chiusura in bellezza con l’esordiente olimpico Di Fulvio, già colonna portante delle nazionali giovanili della pallanuoto, con cui ha centrato due allori europei e uno mondiale, nonché figlio d’arte: suo padre Franco ha vinto quasi tutto con la Sisley Pescara negli anni Ottanta e lui a 8 anni era già in vasca alle Naiadi a destreggiarsi con la palla.
Le speranze olimpiche del Settebello passano anche, e soprattutto, da questo ragazzo pescarese, tifosissimo dei biancazzurri del calcio, soprannominato Frecciazzurra, considerato l’erede del fuoriclasse Manuel Estiarte, inserito nella formazione ideale dei Mondiali di Kazan chiusi al quarto posto.
Sarà lui l’astro nascente di una Nazionale, quella di pallanuoto, che, per storia e blasone, ai Giochi non può avere che un obiettivo: il podio.
Così come a Londra, due furono gli abruzzesi ai Giochi di 2008 a Pechino, in Cina. La ginnasta teatina Fabrizia D’Ottavio, che arrivò quarta a squadre dopo l’argento di quattro anni prima, e la ciclista Alessandra D’Ettore, aquilana, che però fu solo riserva nella specialità strada.






