L’AQUILA – Evitare che, superata la fase critica dell’ epidemia del coronavirus, l’Abruzzo si trovi a dover affrontare un’altra, drammatica emergenza, rappresentata da tutte le altre patologie che rischiano di acuirsi in mancanza di risposte nelle strutture sanitarie pubbliche e private, a causa del prolungato blocco dei visite e ricoveri, e con conseguente allungamento delle liste di attesa.
Questo l’obiettivo dell’ordinanza 76 firmata dal presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, che non fa che recepire la circolare che il Ministero della Salute ha emanato lo scorso 1 giugno “ finalizzate alla riattivazione in sicurezza dei servizi socio-sanitari ridotti o sospesi a causa dell’emergenza covid-19 ed al progressivo ripristino della totalità dei livelli essenziali di assistenza, specificando che le indicazioni per evitare la diffusione del virus riguardano tutte le attività sanitarie pubbliche, private, accreditate e non accreditate”.
Con la nuova ordinanza vengono riattivate le prestazioni sanitarie ambulatoriali, i ricoveri programmati (Classi C e D), le attività in regime semiresidenziale e dei centri diurni, le cure domiciliari, la riabilitazione ambulatoriale e domiciliare.
Le Asl e le direzioni sanitarie delle strutture, ordina Marsilio, avranno 30 giorno di tempo per predisporre e comunicare al Dipartimento Sanità della Regione, diretto da Claudio D’Amario “un piano di revisione dell’offerta e di recupero dei pazienti”, che tenga conto come ovvio del rispetto di tutte le misure di prevenzione e contenimento del virus. Ovviamente la riattivazione delle prestazioni e dei ricoveri dovrà avvenire in base alle classi di priorità, e alle visite già programmate, quelle contrassegnate dalla lettera “P”.
Particolare attenzione è attribuita agli screening oncologici, con una riprogrammazione di tutte le sedute saltate nei mesi del lockdown.
I pazienti dovranno essere sottoposti a test covid-19 nei giorni immediatamente precedenti il ricovero. In caso di positività il ricovero sarà possibile solo se c’è la possibilità di mettere in atto tutte le misure necessarie al contenimento. Per evitare assembramenti nei presidi medici, le Asl dovranno prevedere orari di visita “lunghi”, dalle 8 alle 20 tutti i giorni feriali, per i prelievi, le prestazioni non soggette a classi di priorità incluse le visite di controllo e quelle in regime di libera professione.
Non solo: chi deve sottoporsi a visita deve presentarsi non prima di 15 minuti dell’orario convenuto, e da solo, non accompagnato da altre persone.
Fanno eccezione, ovviamente i minori, disabili, utenti fragili non autosufficienti. In generale, gli ingressi nell’ospedale sarà consentito a chi ne ha effettiva necessità, al fine di evitare gli assembramenti.
Confermata la necessità già prescritta in precedenti ordinanze di predisporre protocolli di igienizzazione e sanificazione degli ambienti, e avviare percorsi di formazione del personale e di informazione dell’utenza. Come già stabilito da precedenti ordinanze, le strutture sanitarie dovranno insomma attivare di “efficaci misure logistiche, organizzative e di prenotazione (percorsi locali dedicati, orari di apertura ampliati, appuntamenti scaglionati e più distribuiti tra mattina e pomeriggio, ingressi controllati e contingentati e solo in prossimità dell’orario di appuntamento, soste contingentate in sala d’attesa) in modo da evitare l’affollamento all’interno delle strutture di assistenza garantendo il distanziamento sociale negli spazi comuni”.





