L’AQUILA – Approvazione entro Pasqua dei rendiconti dell’annualità 2016, con le modifiche per far fonte alla bocciatura di quelli del 2013, che “è solo una mera operazione tecnica”. La possibilità concreta di ridurre finalmente le tasse regionali agli abruzzesi a partire dal 2020, quando, terminate le cartolarizzazioni, ci saranno 16 milioni di euro in più a disposizione, che diventeranno 51 milioni dal 2021.
Questi i numeri e le prospettive illustrate dall’assessore al Bilancio della Regione Abruzzo Silvio Paolucci, del Partito democratico.
Una replica, la sua, ai duri attacchi ricevuti dal centrodestra e dal Movimento 5 stelle, a seguito in particolare della sentenza della Corte costituzionale del 5 marzo scorso, che ha bocciato l’approvazione dei rendiconti dell’esercizio finanziario 2013.
Un nuovo imprevisto, è stato definito, che avrebbe fatto saltare anche i rendiconto finora approvati con tanta fatica del 2014 e del 2015. Un macigno sull’immane opera di pulizia dei conti, e di riaccertamento dei debiti e dei crediti effettivi, dopo anni di finanze allegre.
Una partita affannosa, che ha causato nei mesi scorsi le continue prese di posizione e bacchettate da parte della sezio
ne regionale di controllo della Corte dei Conti, che ha imposto il blocco dei contratti e delle assunzioni in Regione Abruzzo.Per Paolucci però non c’è nulla di cui preoccuparsi, visto che oramai “si vede chiaramente la luce in fondo al tunnel”.
“Il rendiconto del 2013 – spiega innanzitutto l’assessore – è stato bocciato dalla Consulta solo perché il bilancio di previsione del 2013, approvato dalla Regione di centrodestra di Gianni Chiodi, non da noi, aveva finanziato 61 milioni di euro di spesa con poste vincolate che non potevano essere utilizzate”.
Questa cifra “ballerina”, assicura però Paolucci, “non comprometterà i rendiconti successivi già approvati, quelli del 2014 e 2015, perché abbiamo già proceduto a riclassificare quella spesa. Si tratta solo di un aspetto formale e tecnico, più che sostanziale”.
Quello che conta, sottolinea l’assessore, è infatti che il saldo finale resterà uguale: il deficit accertato a seguito di questa certosina opera di verifica dei debiti e crediti pregressi resterà infatti di 750 milioni, che andrà ripianato con accantonamenti da 25 milioni di euro l’anno, per i prossimi 10 anni.
“Fa un po’ sorridere – si sfoga dunque Paolucci – che il centrodestra urli allo scandalo. Sono stati anche loro a lasciarci mancate rendicontazioni. Era facile per loro chiudere i bilanci, senza scriverci il disavanzo effettivo. Questo lo abbiamo dovuto fare noi, recuperando il tempo perduto, dall’esercizio finanziario del 2004, approvando intanto bilanci che prevedevano gli accantonamenti per coprire il deficit”.
E Paolucci ne ha anche per il Movimento 5 stelle: “li ricordo quando sventolavano banconote finte in aula, accusandoci di aver acceso un mutuo da 100 milioni, non comprendendo che si trattava di ben altra manovra contabile”, sbotta.
La verità per l’assessore al bilancio è piuttosto che “in questianni non abbiamo acceso nessun mutuo, ed anzi nel 2020 termineremo di pagare una cartolarizzazione da 16 milioni l’anno, e nel 2021, con la fine di altre cartolarizzazioni, arriveremo a 51 milioni di risorse disponibili ogni anno”.
Solo allora conclude Paolucci, “sarà possibile tagliare la pressione fiscale per famiglie ed imprese, oppure utilizzare queste maggiori risorse che saranno il frutto della nostra azione di risanamento, per investimenti. Sarà una scelta politica di chi governerà l’Abruzzo. Se non saremo ancora noi, ci resterà la grande soddisfazione di aver lasciato conti in ordine, e risorse aggiuntive da poter spendere a vantaggio dei cittadini”.






