L’AQUILA – “Non ci lasceremo intimidire, Casematte rEsiste (con la E maiuscola, ndr) e rilancia”.

Lo afferma in una nota il comitato 3e32 in riferimento al rinvio a giudizio di 12 persone per “occupazione abusiva di edificio pubblico” nell’ex complesso ospedaliero di Collemaggio, reato che viene contestato dalla procura dell’Aquila.

“Il 10 aprile saremo in tribunale per il processo sull’occupazione di Casematte – ricorda il 3e32 – ossia di un piccolo spazio all’interno dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio, abbandonato per anni e ora divenuto fondamentale punto di riferimento”.

“Uno spazio riqualificato esclusivamente con le nostre forze e senza finanziamenti pubblici, per rispondere a bisogni reali di carattere sociale, abitativo e politico, che le istituzioni non riescono a garantire. Uno spazio nel quale – aggiunge la nota – per più di due anni, sono stati organizzati centinaia di concerti, assemblee e dibattiti all’interno del quali sono intervenuti anche esponenti dell’amministrazione comunale e dell’opposizione, alcuni dei quali ora si guardano bene dal prendere posizione”.

“Tutto ha inizio – riferisce il comitato – nel settembre 2009, momento in cui questi bisogni erano ancora più vitali di oggi. Una fase sulla quale questo processo deve far luce, ponendo una lente di ingrandimento sulle responsabilità della sospensione dei diritti democratici, ovvero sul prolungamento dopo il sisma dello stato d’eccezione e sul fallimento della gestione dell’emergenza”.

“Nella città delle speculazioni, delle mancate promesse, della mancanza di progettualità e del vuoto sociale, per noi ‘riprendiamoci la città’ non ha rappresentato solo uno slogan, ma una pratica quotidiana. Dovevamo farlo, e l’abbiamo fatto. Per noi è legittima la riappropriazione degli spazi pubblici – rivendica il 3e32 – così com’è legittimo invadere la zona rossa con le carriole, manifestare sotto i palazzi del potere a Roma, occupare l’autostrada e contestare il commissariamento. Tutti momenti che hanno portato finora a più di sessanta denunce”.

“Ma, chi è fuorilegge? Quali sono i delinquenti? Cos’è legittimo? – si chiede il comitato – Le indagini che hanno portato al rinvio a giudizio sono conseguenza della forte volontà del manager della Asl aquilana, Giancarlo Silveri, che ha sempre rifiutato ogni forma di dialogo, e che forse preferirebbe che a Collemaggio rimanesse l’abbandono e il degrado, per svendere l’area insieme a tutta la sanità pubblica. Una sanità pubblica che ancora non riesce a ricostruire parti fondamentali dell’ospedale aquilano, utilizzando impropriamente i soldi dell’assicurazione sul sisma per pagare il debito regionale”.

“Ci sembra di esser finiti in una realtà ribaltata – prosegue la nota – in cui una ricostruzione inesistente diventa visibile grazie agli effetti spettacolari dei progetti C.a.s.e., degli annunci dei commissari e dei teatrini di potere, mentre quelle tante piccole-grandi ricostruzioni legate al lavoro quotidiano sono bandite, costrette a rendersi invisibili e a nascondersi per non essere denunciate”.

“Ringraziamo tutti quelli che ci hanno dato la loro solidarietà – aggiunge il comitato – invitandoli a sostenerci il prossimo aprile, ma ancor prima invitiamo tutta la città a dare il ‘bentornato’ a Guido Bertolaso, all’udienza per il processo sulla commissione grandi rischi il prossimo 12 gennaio”.

“Non ci lasceremo intimidire dalle denunce e dai loro mandanti politici. Noi – conclude la nota – non ce ne andremo”