ROMA – Nessun terremoto ieri a Roma, anzi tutto il Lazio oggi è stato tranquillo e silenzioso, mentre i 37 terremoti registrati in giornata in tutta Italia, abbastanza nella media, sono avvenuti soprattutto nella zona dell’Etna e lungo l’Appennino.
Molto peggio è andato in Spagna, dove una scossa di magnitudo 5.3 ha causato la morte di alcune persone.
La sala sismica dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) ha registrato circa 2 mila visite di curiosi di tutte le età registrate nell’Open Day di oggi, il 20 per cento dei quali ragazzi delle scuole, dalle elementari ai licei.
La paura del terremoto, nata dalla previsione attribuita all’autodidatta di Faenza scomparso 40 anni fa, Raffaele Bendandi, ha innescato una catena di curiosità e interesse che ha stupito tutti i ricercatori, a partire dai 40 che ieri erano a disposizione dei tantissimi bambini, ragazzi, anziani venuti a conoscere da vicino come si rompe una faglia o come si muovono le placche continentali nei grandi e coloratissimi modelli interattivi.
Soddisfatto il presidente dell’Ingv, Enzo Boschi. “Ho l’impressione che la gente finalmente cominci a capire”. Ma poi un po’ di amarezza: “Oggi sono tutti affascinati dalla profezia della fine del mondo, ma quello che serve è un reale interesse a rendere sicuri gli edifici”.
Un problema, questo, sul quale “c’è ancora moltissimo da fare” per creare una consapevolezzà, ha detto il direttore del Centro nazionale terremoti, Giulio Selvaggi.
Tuttavia, ha aggiunto, “abbiamo trasformato la paura del terremoto in una giornata al servizio dell’educazione”.
È stata “un’occasione per capire l’importanza dell’informazione scientifica”, ha osservato il sismologo Alessandro Amato.
Molti sono arrivati all’Ingv per curiosità: “Abito qui vicino – ha detto una signora – e volevo vedere com’era dentro l’Istituto. Al terremoto non ci ho mai creduto”.
Mai come ieri la sala sismica, che è il cuore dell’Ingv, è stata così affollata: bambini accompagnati da mamme, nonne o insegnanti, ma anche tante persone anziane.
Come il signore con i capelli bianchi che sorrideva della previsione del terremoto e ricordava come, quando insegnava fisica, con i suoi studenti si divertiva a fare previsioni con gli oroscopi: “Statisticamente erano indovinate al 50 per cento”.
Quanto alla paura, ha osservato: “La gente si spaventa quando non capisce le cose, è come avere paura del buio”.
Una classe del liceo Aristotele è arrivata senza insegnanti, per saperne di più.
Due ragazzi al primo anno di Scienze naturali hanno partecipato all’Open Day dell’Ingv “per affrondire. Pensiamo – hanno detto – che i mass media giochino tanto sulle paure, ma sappiamo che un terremoto a Roma è altamente improbabile”.
Una giornata comunque utile, a giudicare da quanto ha detto una signora alla fine della visita all’Ingv: “Ora sono più tranquilla”.
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