TORINO – Ci sarebbe anche un debito con il fisco, decine di migliaia di euro, dietro il suicidio di Luigi Melillo, 62 anni, titolare di una piccola azienda ortofrutticola che si è sparato nella sua casa di Torino.
“Diceva che non ce la faceva più, che voleva farla finita”, ha raccontato la compagna alla polizia, intervenuta sul posto.
Il suicidio a poche ore dal grido dall’allarme lanciato da Confindustria proprio a Torino. La tragedia poco lontano dal luogo della convention, in via Montevideo 8.
Si allunga così la lista dei suicidi per la crisi. Qualche giorno fa a essere stata uccisa dalla congiuntura economica una donna di 55 anni, D.C. di Bologna.
Scomparsa due giorni prima da casa, il suo cadavere è stato restituito ieri dal mare antistante il porto di Vallugola, a Gabicce Mare (Pesaro). Nell’auto lasciata sul molo le lettere nelle quali spiegava di volerla fare finita per la mancanza di un lavoro.
Lo stesso motivo per cui sabato un operaio di 38 anni si è impiccato nella sua abitazione di Isola Liri, nel Frusinate.



