L’AQUILA, 27 MAGGIO – “Non sono gemella di nessuno, io sono io, nel bene e nel male, non sono un’imitazione, per le mie competenze sentirò tutti e poi deciderò”. Si è presentato con cordialità ma anche con determinazione il nuovo prefetto dell’Aquila, Giovanna Maria Iurato (nella foto). Nata in provincia di Ragusa, 54 anni, sposata, ha svolto fino al 25 maggio il ruolo di direttore centrale dei servizi tecnico logistici e della gestione patrimoniale del Dipartimento di Pubblica sicurezza. In passato dirigente del ministero degli Interni, si occupava di logistica e caserme.

“Nella prima riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica – ha esordito – ho avuto la netta sensazione che la fase d’emergenza sia finita. Per portare avanti la ricostruzione servirà un cambio di passo, fare cose diverse. Nell’ottica di una rivisitazione delle competenze, voglio capire quali saranno quelle del prefetto. Starò molto attenta a esercitarle, però voglio farlo. Non ci saranno invasioni di campo: avrò compiti di impulso e coordinamento, un profilo di mediazione che intendo attuare”.

“L’EREDITÀ DI GABRIELLI NON MI SPAVENTA”

Non sono mancate le domande dei giornalisti, specialmente sulla difficile eredità con cui la Iurato dovrà fare i conti, quella del prefetto uscente Franco Gabrielli, nominato, dopo 13 mesi e otto giorni di mandato all’Aquila, vice capo della Protezione civile nazionale. “Non è la prima volta – ha detto il nuovo prefetto – che affronto una situazione del genere: per tre volte mi è capitato di aver preso il posto di personaggi importanti, sono abituata, quindi tranquilla. Mi fa piacere sostituire un predecessore importante che ha dato un impostazione, un piglio, uno stile. Ne prendo atto, sono contenta e felice, però metterò il mio stile, il mio tratto, la mia personalità”.

“RITORNO IN CENTRO, UNA PRIORITÀ”

La Iurato ha confermato un rumor che circola da qualche giorno, in merito allo spostamento della sede della Prefettura, oggi ospitata dalla Scuola ispettori della guardia di finanza a Coppito, con il ritorno in una struttura del centro storico che non fa più parte della zona rossa. “Già c’è – ha svelato – un’idea di dove andare, ma per qualche giorno non lo dirò. Lo comunicherò ufficialmente entro 48 ore, perché prima voglio condividere e definire tutto con i miei superiori. Comunque riavvicinarci al centro è una priorità per loro e anche per me: mi interessa dare un segnale che gli uffici di prossimità riaprano in centro, in modo che comunque siamo vicini alla gente”. Il prefetto ha confessato di non aver ancora visitato la sede distrutta piazza della Prefettura, perché “ieri non avevo l’abbigliamento consono e quindi non potevo, come farò nei prossimi giorni, entrare. Comunque le immagini del crollo le conosco da sempre”. 

“SUBITO RIUNIONI CON GLI ENTI LOCALI”

“Coesione sociale, quindi il profilo occupazionale, l’attenzione sul rilancio delle certificazioni antimafia e il profilo del controllo del territorio”. Sono le principali priorità indicate dal nuovo prefetto. La Iurato ha anche annunciato che la prossima settimana comincerà a fissare riunioni con gli enti locali. “Come prefetto – ha spiegato – da subito ho pensato che quando si va sul territorio bisogna avere immediatamente contatto con le istituzioni, quindi, ho già dato mandato di elaborarmi una mappa della provincia; i comuni sono 108, magari raggrupperò per comune, identità e omogeneità di problematiche, in modo da incontrarli”.

“LISTA ANEMONE, HO CHIARITO”

“Leggere sui giornali della mia presenza sulla “lista Anemone” non mi ha condizionato, non mi è cambiato niente”. Il nuovo prefetto è stato lapidario nel commentare la vicenda del suo coinvolgimento nella cosiddetta “lista Anemone”, emersa nell’ambito dell’inchiesta sui grandi appalti e sul G8, che secondo alcuni ha messo a rischio la sua nomina nel capoluogo abruzzese. “Ho lavorato tanti anni in questo settore – ha spiegato la Iurato – Si hanno rapporti e coinvolgimenti con miliardi di ditte, è una cosa normale e fisiologica. Ho chiarito la mia posizione nelle sedi competenti, se sono qui è perché è stata una scelta meditata. Qui ci si viene solo se si è determinati”.

“A GENNAIO 2011 LA QUESTURA”

Il nuovo prefetto ha seguito la ristrutturazione della Questura del capoluogo nella sua precedente veste. La Iurato ha spiegato di essere ottimista sul rispetto della scadenza perché per l’impresa che deve effettuare i lavori non ci sono cedimenti strutturali nell’edificio di via Strinella. Sulla situazione degli spazi della Questura e sulle risorse ai poliziotti, ci sono state più volte uscite polemiche dei sindacati che hanno anche accusato il capo della polizia, Antonio Manganelli, nell’ultima visita all’Aquila. (alb. or.)