CHIETI – Il project financing della Maltauro per la realizzazione del nuovo policlinico di Chieti Pescara, sostenuto dal centrosinistra in Regione, “avrà costi insostenibili per per le casse regionali di 23 milioni di euro l’anno per 30 anni, e analoghe operazioni sono state stroncate senza mezzi termini da Raffaele Cantone, il capo Commissione nazionale Anticorruzione (Anac)”.
E’ quanto ha dichiarato dal presidente della Commissione di Vigilanza, Mauro Febbo, consigliere regionale di Forza Italia, nel corso della conferenza stampa tenuta questa mattina a Chieti scalo alla quale hanno partecipato, in rappresentanza del Gruppo consiliare di Forza Italia al Comune di Chieti, i consiglieri comunali Stefano Rispoli, Emiliano Vitale, Marco D’Ingiullo, Stefano Maurizio Costa e Mario Troiano. Presente tra il pubblico, Marisa Tiberio presidente provinciale di Confcommercio Chieti.
Nel dettaglio, Mauro Febbo sventola articoli di stampa che riferiscono della stroncatura da parte del presidente Anac Cantone, del Project Financing della Asl di Nuoro in Sardegna che vale 1 miliardo di euro in 27 anni.
“Cantone nella relazione, trasmessa anche alla Procura della Repubblica di Nuoro e alla Procura della Corte dei Conti della Sardegna – spiega Febbo – ha ‘demolito’ il Project Financing della Asl di Nuoro, spiegando che il contratto firmato ha trasgredito le norme e i principi che disciplinano gli appalti pubblici “perché il rischio imprenditoriale era riposto sul pubblico. Il contratto è da annullare – prosegue Febbo – perché scrive l’Anac, è strumento con il quale si trasgredisce l’applicazione delle norme e dei principi che disciplinano la concessione di lavori pubblici e il project financing, nonché gli appalti pubblici in generale, facendo conseguire alle parti un risultato precluso dall’ordinamento”.
Ovvero, prosegue il consigliere, “con una remunerazione degli investimenti dei privati concessionari posta interamente a carico dell’amministrazione aggiudicatrice, senza che si verifichi la necessaria traslazione in capo ai privati del rischio economico e gestionale, elemento essenziale del project”.
Febbo fa poi chiarezza sugli effettivi costi di questo project finacing, molto superiori rispetto a quelli forniti dalla maggioranza in Regione, pari a 251 milioni di euro oltre numerosi servizi per 27 anni in convenzione, riferiti a dire di Febbo, al solo costo delle sole “mura” e tecnologie.
“Ho evidenziato, ai fini della massima trasparenza e correttezza, – spiega Febbo – che le due cose sommano un importo pari a 2 miliardi e 303 milioni di euro, cifra riscontrabile dal conto economico della società proponente a fronte dei servizi che attualmente svolge la Asl. E qui le mie preoccupazioni e considerazioni. I servizi affidati ammontano a 1.598.562.000 euro, per una differenza di 704.637.000 euro, per cui l’operazione nel complesso appesantirà i già precari bilanci della Asl per i prossimi 30 anni e non 27 come viene detto, per un importo pari a ben 23.487.900 euro all’anno, cioè 704.637.000 euro diviso 30 anni. E’ da evidenziare che l’ultimo bilancio della Asl 02 chiude con una perdita di oltre 31 milioni di euro ‘alleggerita’ da oneri straordinari attivi recuperati di circa 8 milioni su prestazioni arretrate Villa Pini, comunque tutte ancora definire con la curatela altrimenti si sarebbero superati i 40 milioni di euro”.
Febbo si chiede allora “come può la Asl caricarsi di un ulteriore costo per 30 anni? Del resto ha fatto eco alle mie perplessità anche il presidente della V Commissione Sanità Mario Olivieri, normalmente latitante, che ha compreso che se va avanti questo scellerato progetto non si realizzeranno mai i nuovi ospedali di Vasto e Lanciano. Spero che oltre a Vasto anche i rappresenti di Lanciano si accorgano di ciò che sta accadendo”.
Febbo boccia anche l’idea di realizzare un centro commerciale nel nuovo ospedaliero.
“Non abbiamo ben capito – spiega Febbo – quale sia l’utilità di aprire un centro commerciale con ben 26 attività diverse tra le quali profumeria, cosmesi, telefonia, bigiotteria, gioielleria, caramelleria, addirittura videogiochi, forse per dare la possibilità ai giocatori di trovare risposte immediate alla ludopatia, oltre a un’area ristorazione di 750 metri quadri da destinare probabilmente anche a cerimonie nuziali”.
Tenuto conto che “oggi le centinaia di persone che sono impiegate all’interno della struttura per i servizi che saranno esternalizzati sono regolarmente inquadrate con contratti collettivi da lavoratori dipendenti della sanità, magari con mansioni diverse, e conseguentemente percepiscono uno stipendio dignitoso; in futuro saranno rimpiazzate da altrettanti lavoratori magari di agenzie interinali e/o di cooperative a cui verranno imposti orari ridotti e/o comunque saranno sottopagati. Credo che l’esperienza dei Cup ne siano la prova conclamata Contemporaneamente si perderebbe almeno il 50 per cento del personale amministrato e tecnico per la chiusura degli uffici acquisti, appalti e così via”.
Febbo ripropone dunque l’idea di utilizzare per il nuovo ospedale altri contenitori vuoti della città di Chieti.
“Il pool di tecnici sanitari che mi assiste certifica che una corretta dislocazione di servizi e reparti tra la sede attuale del SS. Annunziata e del San Camillo non porterebbe assolutamente aggravi di spesa, anzi si andrebbero a recuperare i 53.166 euro che vengono inutilmente pagati (l’imposta viene pagata dalle strutture sanitarie solo per quegli immobili non utilizzati ai fini sanitari) ogni anno dalla Asl per l’Imu. D’altronde non c’è bisogno di chiamare in causa gli esempi delle grandi città ma ci sono scenari riscontrabili nel Nord Italia come Cuneo e Varese ma anche a Pisa, Lucca, Pesaro, Ancona e Foggia dove esistono presidi ospedalieri ubicati in diverse zone con risultati di efficienza ed economicità”.
“Ovviamente – ha concluso Febbo – non sono contrario agli investimenti in Sanità né tantomeno alla scelta del project financing, che non si discosta dalla formazione culturale di centrodestra. Ritengo però che dietro il pretesto della pericolosità delle due palazzine costruite con cemento impoverito, problema reale da risolvere in tempi ragionevoli, si nasconda piuttosto un’operazione speculativa che prevede l’abbattimento dei vecchi manufatti e la costruzione del nuovo nosocomio con tanto di affidamento dei servizi per 30 anni che non avrà benefici né economici né sanitari. Bisogna sicuramente intervenire sui due manufatti esistenti per metterli in sicurezza attraverso le nuove tecnologie antisismiche con impegni di spesa sopportabili che consentano di realizzare i due nuovi ospedali di Lanciano e Vasto”.
PAOLUCCI: “PROJECT FINANCING ACCELERA LA GARA, FEBBO NON CAPISCE”
“A Febbo ricordo che il project financing è uno strumento voluto dal legislatore non per evitare la gara, ma per accelerare la tempistica della stessa, per il resto le procedure seguiranno lo stesso iter di qualsiasi altro appalto”.
Lo scrive in una nota l’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci, replicando agli strali del consigliere di Forza Italia Mauro Febbo sul nuovo mega ospedale di Chieti.
Per Paolucci, “come un disco rotto, il consigliere regionale Mauro Febbo continua a straparlare sul nuovo ospedale di Chieti nell’evidente quanto disperata ricerca di briciole di spazio sulle testate locali. Questa volta – accusa – è andato a pescare nientemeno che una vicenda accaduta a Nuoro, la quale, a suo avviso, proverebbe che il project financing scelto per dotare il capoluogo teatino di un nuovo nosocomio è la soluzione sbagliata”.
“Per quanto riguarda i costi del progetto, Febbo continua a mischiare le mele con le pere e a dedurre che la costruzione della nuova struttura impedirebbe realizzazioni omologhe a Vasto e Lanciano. Ma non si possono mettere insieme i 251 milioni che costerà la costruzione con i costi della gestione, sono due canali nettamente diversi”, rivendica l’assessore.
“A questo punto è chiaro che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Lo scorso 1° ottobre il presidente D’Alfonso e il sottoscritto hanno tenuto una conferenza stampa spiegando ogni dettaglio riguardante il progetto – conclude Paolucci – se Febbo non capisce o fa finta di non capire, non è un problema nostro”.



