CHIETI – Sarà Giulietta Capocasa, direttore amministrativo della Asl Lanciano, Vasto eChieti, il responsabile unico del procedimento (rup) del bando di gara europeo per la realizzazione in project financing del nuovo ospedale di Chieti.
La nomina è stata disposta ieri da una delibera a firma del direttore generale della Asl teatina Pasquale Flacco. La conferma che il conferma intanto che la Regione Abruzzo targata centrosinistra, stia facendo tutto il possibile per accelerare l’iter, arrivando al tanto agognato bando prima delle elezioni regionali del 10 febbraio. Bando incentrato sul progetto presentato dal raggruppamento d’imprese Maltauro e Nocivelli, sicuro sismicamente, dal costo di 118 milioni e 800 mila euro, a carico del privato che vincerà il bando, dotato di 498 posti, e di nuovi padiglioni rispetto al vecchio Santissima Annunziata insicuro sismicamente, che sarà in parte abbattuto, in parte ristrutturato.
Un accelerazione che però non piace affatto al consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo, fortemente contrario, al pari del Movimento 5 stelle alla realizzazione in project financing del nosocomio chietino.
Giulietta Capocasa è stata nominata direttore amministrativo poco più di un mese fa prendendo il posto di Tiziana Petrella che si era dimessa per tornare all’Asl di Pescara.
Capocasa è stata in precedenza direttore generale presso l’Azienda sanitaria di Forlì, e successivamente dell’Area Vasta 5 di Ascoli Piceno e San Benedetto, ha ricoperto il ruolo di direttore amministrativo nella Asl di Forlì, nell’Azienda unica delle Marche, è stata membro del Consiglio di amministrazione dell’Irst, Istituto Scientifico romagnolo per lo studio e la cura dei tumori.
Ha comunque tuonato Febbo, “la delibera approvata dal direttore Flacco è l’ultimo scellerato e riprovevole atto ossequioso a favore di un Governo regionale incosciente, inconcludente e incapace che tutto ha realizzato tranne pensare come migliorare i servizi sanitari presso gli Ospedali abruzzesi”.
Febbo definisce poi la nomina “improvvisa e frettolosa, solo l’ultimo atto compiuto da un Direttore Generale in scadenza a dicembre e che preme per il suo rinnovo, dopo le ‘chiacchierate’ nuove assunzioni, ovvero il bando per 25 coadiutori amministrativi riservato ai soggetti disabili e la delibera numero 1407 del 22 novembre per la copertura di un posto da Dirigente Amministrativo da assegnare all’Area Giuridico – Amministrativo, dove troviamo ‘casualmente’ nomi che rimandano a mogli, parenti e amici di dipendenti della stessa Asl e soprattutto del mondo politico teatino ed un concorso per dirigente amministrativo su cui ci sono ricorsi e pronunciamenti del Tar”.
Febbo ricorda ancor che “lo stesso Flacco, solo circa 60 giorni fa, aveva scritto al Presidente della Giunta, all’assessore regionale, al Direttore del Dipartimento Salute, al Direttore Dipartimento Infrastrutture e Stazione Unica Appaltante: ‘si ritiene utile e opportuno che l’iter intrapreso continui ad essere ausiliato proprio dalle strutture tecniche regionali..che ben potranno coadiuvare questo Ente anche nella fase di validazione e ed approvazione del Progetto de quo ai fini del procedimento previsto dagli artt.21 e seguenti del Decreto legislativo n.50/16’.
E del tutto evidente – spiega Febbo – come queste fasi di confronto e ausilio con le strutture tecniche della Regione Abruzzo siano state saltate nonostante la nota e le raccomandazione dello stesso direttore Flacco. Quindi sarebbe curioso conoscere quali siano stati gli elementi che hanno indotto Flacco a rimangiarsi tutto e a procedere alla nomina del Rup”.
Non la pensa certamente così il centro sinistra, con in testa l’ex presidente Luciano D’Alfonso, ora senatore, e l’assessore alla Sanità Silvio Paolucci, che nei project financing e nella partnership con i privati, è stata individuata l’unica strada, per una Regione senza adeguate risorse, per rendere sicure sismicamente e all’avanguardia dal punto di vista logistico e tecnologico, un’edilizia sanitaria oramai datata e non al passo con i tempi. Altre ipotesi di project, in fase però molto meno avanzata, riguardano infatti anche gli ospedali di Teramo, L’Aquila, Avezzano, Vasto e Lanciano.
L’accelerazione della partita chietina, era del resto partita già un anno fa quando la Regione ha avocato a se la pratica, rimasta al palo per quattro anni, estromettendo la Asl, e ha poi a seguito di una fitta interlocuzione Maltauro e Nocivelli, messo a punto l’aspetto tecnico e finanziario del progetto presentato dal privato. Progetto che ha avuto il via libera a luglio con una delibera di giunta.
La palla è tornata ora alla Asl, che dovrà gestire tutte le procedure di gara e di aggiudicazione. Il proponente avrà nella gara solo un diritto di prelazione, ma parte di fatto il pole position.
Il nuovo ospedale di Chieti avrà una dotazione di 498 posti letto, che troveranno posto in 6 padiglioni: 2 di nuova costruzione (denominati P e N) e 4 ristrutturati (G, H, M, K), per un totale di 75.500 metri quadrati di superficie. Le demolizioni, invece, riguarderanno 9 dei padiglioni attualmente esistenti.
L’opera avrà un costo di 118 milioni e 800 mila euro. Il privato ci metterà i soldi per la realizzazione, e incasserà per 25 anni e mezzo un canone di locazione (il cosiddetto canone di disponibilità) fissato a base d’asta in 12 milioni e 270 mila euro e un canone per la concessione di servizi la cui base d’asta è invece fissata a 9 milioni 580 mila euro.
Sommando i canoni, il costo complessivo finale del nuovo presidio teatino arriva a 285 milioni di euro, soggetto in ogni caso a una percentuale di ribasso d’asta che lo comprimerà ulteriormente. La prima proposta del raggruppamento di imprese, invece, prevedeva un costo finale di 526 milioni.
Il presidio disporrà di 1.309 posti auto, a fronte dei 1071 della prima elaborazione progettuale, andando a risolvere uno dei disagi maggiormente segnalati dall’utenza che utilizza i servizi ospedalieri. Il costo dell’edificio ammonterà a 118 milioni e 800mila euro, contro i 143 del primo progetto.



