CHIETI – “E’ arrivata venerdì sera la risposta dell’Agenzia Nazionale Anti Corruzione alle tre diverse segnalazioni da me inviate nei mesi scorsi sul project financing del nuovo ospedale di Chieti, e l’Anac comunica l’apertura di un procedimento di vigilanza nei confronti di Asl 2 Lanciano Vasto Chieti e Regione Abruzzo, per l’accertamento di tutti i profili attinenti alla proposta nonché di tutti gli atti presupposti e conseguenti”.
A renderlo noto Sara Marcozzi, consigliere regionale del Movimento 5 stelle, in conferenza stampa insieme ai consiglieri comunali M5S Ottavio Argenio e Manuela D’Arcangelo.
M5s da tempo si oppone al project financing del nuovo ospedale di Chieti da 500 posti e presentato dall’Icm del gruppo Maltauro, in sostituzione del vecchio Santissima Annunziata che ha problemi di sicurezza sismica, e di cui si attende, in base ad un ultimatum della Regione, la dichiarazione di pubblico interesse entro il 30 aprile da parte della Asl.
Per M5s, però il progetto è ritenuto “troppo oneroso per le casse regionali e sconveniente per la sanità pubblica”.
D’Alfonso e Paolucci hanno a strettissimo giro annunciato una conferenza stampa per oggi pomeriggio.
Nella lettera inviata dall’Anac a firma del dirigente Filippo Romano, si legge che “le osservazioni del Segnalante non si incentrano su aspetti procedurali secondari, bensì pongono il tema più rilevante della fattibilità dell’opera con la finanza pubblica. In linea di principio le dette osservazioni sono meritevoli di approfondimento”.
“Un secondo aspetto – si legge ancora – che merita approfondimento è la verifica di convenienza a ricorrere alla finanza di progetto rispetto a una ordinaria procedura di appalto con richiesta di finanziamento alla cassa Depositi e Prestiti e gara pubblica con progettazione definitiva”.
L’apertura del procedimento avrà la durata massima di 180 giorni, prevede le audizioni dei soggetti destinatari della missiva e quindi, la Asl, il presidente D’Alfonso e la consigliera Marcozzi, che dovrebbero avvenire entro la metà di maggio.
Inoltre, l’Autorità ha richiesto alla Asl l’invio della proposta di project financing, il documento attestante la dichiarazione dell’interesse pubblico, il Pef e relativa relazione sui parametri economici, la Scheda sul trasferimento dei rischi, la procedura di selezione del concessionario e relativi verbali di gara e lo stato del procedimento. Solo al termine di questa valutazione, si potrà decidere come è meglio procedere.
“Dopo essere rimasti inascoltati per mesi – afferma Marcozzi – dal presidente della Regione Luciano D’Alfonso e dall’assessore Silvio Paolucci, ho ritenuto di interessare direttamente l’Autorità che ha rilevato e confermato le medesime criticità che denunciamo da anni: la necessità di una approfondita verifica della convenienza a realizzare il nuovo Ospedale di Chieti facendo ricorso al Project Financing; la fondatezza del rischio di uno spropositato aggravio economico per la Asl; la fattibilità stessa del progetto, in quanto ‘opera fredda’”.
“Quello del M5S non è mai stato un no al nuovo ospedale di Chieti – spiega ancora Marcozzi – ma un semplice no al ricorso alla finanza di progetto che ha contribuito negli anni ad affossare i bilanci delle Asl e delle regioni che vi hanno fatto ricorso, regione Veneto su tutte. Una procedura che anche numerose pronunce di Tar hanno giudicato inadeguata per la realizzazione di ospedali e penalizzante per le casse delle Asl e delle regioni. Da sempre il M5S chiede che si escluda il ricorso al project financing, che avvantaggerebbe solo i privati investitori, per far ricorso al fondo nazionale per l’edilizia sanitaria e, ove necessario a Cassa depositi e prestiti”.
“Per M5s – aggiunge Marcozi – stime non ufficiali parlano di 70-100 milioni di euro per la messa in sicurezza e consolidamento di tutto l’ospedale di Chieti. E’ bene ricordare che è stata ordinata la verifica dei nodi A e B e, nel caso questi dovessero essere ritenuti insicuri, l’ospedale nella sua interezza sarebbe a rischio. I tempi di costruzione di un nuovo ospedale, non inferiori ai sei anni, non permettono di garantire la sicurezza dei degenti e del personale – precisa Sara Marcozzi – per questo in sede di audizione da parte di ANAC proporremo di valutare l’immediata autorizzazione al consolidamento del polo ospedaliero e solo successivamente, la realizzazione del nuovo ospedale attraverso una ordinaria procedura di appalto con richiesta di finanziamento attraverso l’incrementazione del Fondo nazionale per l’edilizia sanitaria o ricorrendo al finanziamento da parte di Cassa Depositi e Prestiti”.
“La costruzione in autonomia del nuovo ospedale di Chieti – incalza la Marcozzi – costerà circa 180 milioni di euro che sommati ai 100 milioni per la messa in sicurezza non supereranno i 280 milioni di euro, mentre la costruzione in project financing potrebbe arrivare a pesare, oltre ai costi di costruzione, almeno 800 milioni di euro in più in canoni che la Asl dovrà corrispondere al privato investitore. È evidente il notevole risparmio che si avrà procedendo in autonomia.
“A nostro avviso – concludono i 5 stelle – si tratta della migliore soluzione percorribile che risolverebbe l’emergenza della vulnerabilità sismica, garantirebbe il prosieguo delle attività ospedaliere (e non meno importante, dell’università!), generando un enorme risparmio per le casse della ASL. Così facendo, la città sarà dotata di una grandissima infrastruttura ospedaliera-universitaria in grado di poter ospitare reparti, centri di ricerca ed eccellenze. Abbiamo inutilmente perso 3 anni dietro progetti scellerati privi di visione per la nostra città, peraltro senza aver coinvolto l’Università e le sue esigenza, in particolare quelle della Facoltà di Medicina”.





