L’AQUILA – In anteprima rispetto a quello che dovrebbe accadere il prossimo anno all’Aquila, anche la popolosa frazione di Paganica si prepara ad avere due campi sportivi, uno solo per il rugby e l’altro solo per il calcio, con la rinascita della società che è stata anche in serie D.
Il nuovo impianto sarà costruito ex novo con una spesa di circa 500 mila euro, dei quali 250 mila raccolti dalla Lega Pro, la terza serie calcistica italiana, e altri 200 mila versati dal Monte dei paschi di Siena attraverso la Provincia.
Un modo salomonico, per quanto impattante, per risolvere l’annosa rivalità tra la palla rotonda e quella ovale, ma anche un modo per aumentare le occasioni di incontro in un centro che, dopo il terremoto, con la realizzazione degli alloggi antisismici del progetto C.a.s.e., ha visto praticamente raddoppiare la popolazione, passata, secondo alcune stime, quasi a 15 mila abitanti.
Il nuovo impianto sorgerà a un tiro di schioppo da quello vecchio, che si trova in via Onna, e in una prima fase sarà costituito dello stretto indispensabile: terreno di gioco in pozzolana, recinto e spogliatoi, probabilmente con l’aggiunta di un campo di bocce. Più avanti si cercheranno i fondi per una gradinata.
La svolta sulla realizzazione di questo nuovo campo sportivo è nata dall’intesa tra due assessori allo Sport: quello comunale, Giampaolo Arduini, e quello provinciale, Guido Liris, che hanno convogliato assieme i fondi della terza serie e quelli dell’istituto di credito toscano, che in particolare si occuperà di realizzare gli spogliatoi.
La costruzione del nuovo campo farà anche da apripista alla rinascita della società di calcio del Paganica, oggi assente dai campionati dopo una storia cinquantennale.
Il punto più alto fu raggiunto nel 1995 con il quinto posto nel Campionato nazionale dilettanti (Cnd, oggi serie D), con la squadra guidata da mister Angelo Prospero e la società timonata da Eliseo Iannini.
Una società dilettantistica, ma molto ben strutturata, che poteva salire anche più in alto, forse fino ai professionisti, se non fosse subentrato un interesse superiore: quello di restituire un titolo sportivo all’Aquila Calcio, radiata in quegli anni e impelagata in Eccellenza.
L’operazione andò in porto, con grandi proteste nella frazione, la cui squadra si ritrovò dalla quarta serie alla sesta, la Promozione. In cui ha militato più o meno stabilmente fino al 2005, per poi precipitare nelle categorie minori e scomparire del tutto dopo il sisma.
Ora la rinascita, che dovrà avvenire per forza su un terreno diverso dallo storico campo di Paganica, ormai monopolizzato dal rugby. Da quanto si è appreso, infatti, le “H” della pallaovale sono state piantate ormai in modo definitivo, perfino con il cemento.
Un chiaro invito a cercare una nuova “casa”. E così le reti da calcio e le maglie biancorosse dovranno trovare posto altrove. Lo faranno in un campo nuovo di zecca.



