L’AQUILA – “Vi hanno ristrutturato casa all’Aquila dopo il terremoto del 6 aprile 2009 e avete subìto nuovi danni dopo quello di Amatrice? Denunciate tutto in procura perché non si può pagare due volte”.

Hanno risposto così ai cittadini, come viene riferito ad AbruzzoWeb, gli uffici per la ricostruzione post-terremoto dell’Aquila, che sono stati presi d’assalto nelle scorse settimane da aquilani alle prese con nuovi problemi.

In particolare l’invito è degli addetti dell’ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila (Usra), che hanno anche suggerito il bersaglio degli esposti: i direttori dei lavori, figure appunto responsabili di quanto viene eseguito, contro i quali, è stato caldeggiato, inoltrare una richiesta di risarcimento danni per eseguire i nuovi interventi.

In tal senso, se qualcuno decidesse davvero di andare avanti lungo questa strada giudiziaria, si profila un contenzioso che avrebbe del clamoroso, creando un serio precedente.

Questo giornale ha già documentato alcuni casi che hanno indignato la città, con pareti appena ridipinte in cui si vedono nuovamente scrostature, in apparenza non strutturali ma solo dell’intonaco, dopo la scossa di magnitudo 6.0 che il 24 agosto ha squassato il Centro Italia, causando 295 morti fin qui accertati.

“Non sono lavori fatti male, ma normali assestamenti”, ha provato a gettare acqua sul fuoco il sindaco, Massimo Cialente, ma non tutti ne sono convinti.

Passi per le abitazioni di Montereale, che si trova a una manciata di chilometri dall’epicentro, meno giustificabili appaiono, invece, i danni nel capoluogo, specialmente in abitazioni che, alla luce dei lavori svolti, dovrebbero essere sicure e “reggere” a una scossa violenta sì, ma distante.

E invece nei casi peggiori si parla addirittura di distacco dei tramezzi dalla struttura di cemento armato. Di qui le lamentele agli enti e l’invito a chiamare in causa la magistratura ordinaria.

E proprio per la casistica non proprio ridotta, qualche amministratore, a fari spenti, avrebbe tentato di far inserire L’Aquila nella lista dei Comuni in fase di emergenza. Istanza rinviata al mittente. (alb.or. – b.s.)