L’AQUILA – “Esporrò le mie osservazioni sulla nuova rete ospedaliera, non appena potrà visionare la documentazione e verbali di approvazione della stessa”.

Questo ha risposto ad Abruzzoweb, l’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, della Lega, in merito all’approvazione, avvenuta  il mese scorso, in sede di tavolo di monitoraggio, del piano di reingegnerizzazione della rete ospedaliera abruzzese. Sull’importante passaggio si sono invece già espressi il presidente della Regione, Marco Marsilio,  direttore dell’Agenzia sanitaria, Pierluigi Cosenza.

L’organismo tecnico ha dato il via libera allo strumento programmatorio, che si integra con la nuova rete dell’assistenza territoriale già approvata nei mesi scorsi.

Tra le novità principali spiccano la riclassificazione del presidio di Sulmona quale Dea di primo livello con il mantenimento del punto nascita, per il quale sarà attivato un progetto sperimentale (da sottoporre alla valutazione del Comitato Percorso Nascita nazionale); quella dei nosocomi di Ortona, Penne e Popoli in ospedali di base sede di pronto soccorso; la classificazione dei Presidi medici h24 di Tagliacozzo, Pescina e Guardiagrele in stabilimenti ospedalieri rispettivamente degli ospedali di Avezzano, L’Aquila e Chieti, in cui ubicare specifici reparti specialistici; il riconoscimento al presidio di Atessa della funzione di ospedale di area disagiata.

La nuova programmazione regionale prevede, tenendo conto dei criteri di efficienza e di complementarietà di discipline in relazione ai bacini di utenza, la seguente classificazione dei presidi: 4 ospedali (L’Aquila, Pescara, Chieti, Teramo) con funzioni hub per le reti tempo dipendenti (rete stroke, politrauma/trauma maggiore, rete emergenze cardiologiche estese);
4 ospedali di primo livello (Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto); 6 ospedali di base (Ortona, Popoli, Penne, Atri, Giulianova e Sant’Omero); 2 presidi di area disagiata, sedi di pronto soccorso (Castel di Sangro e Atessa).

Il Tavolo ha inoltre validato il cronoprogramma proposto dalla Regione per provvedere, entro 36 mesi, all’individuazione dei Dea di secondo livello.