L’AQUILA – Un vero corpo a corpo va in scena in Abruzzo a due giorni dalla proclamazione di Marco Marsilio a presidente della Regione, che proprio oggi ha raccolto il testimone dall’uscente Giovanni Lolli, sulla composizione della nuova giunta che fa già registrare spaccature e tensioni nella coalizione di centrodestra, visto che i sei posti disponibili nell’esecutivo non bastano ad accontentare la Lega che ne rivendica quattro, Forza Italia che ne chiede due, e Fratelli d’Italia e Azione Politica che ne vogliono uno ciascuno.
Il neo governatore si tira fuori dalla contesa dicendo di non intromettersi nella trattativa tra i partiti:
“Il mio compito é fare la giunta non commentare le trattative. Spero che ci sia da parte di tutti un atteggiamento di saggezza e lungimiranza e troveremo la sintesi”., ha detto infatti a margine della cerimonia del passaggio di consegne.
Gli alleati però non digeriscono la posizione del Carroccio che non fa passi indietro nella richiesta di quattro assessori e sembrano colti di sorpresa dal coordinatore regionale, il deputato Giueppe Bellachioma, che ieri sera ad AbruzzoWeb ha detto di aver avuto l’ok di Salvini per trattare direttamente in Abruzzo, contrariamente all’ipotesi ventilata la scorsa settimana in base alla quale a dirimere la questione sarebbe stato ancora una volta un tavolo romano.
“Io e Matteo abbiamo ragionato e confermiamo che la Lega ha diritto a 4 assessorati, tra cui la vice presidenza, e alla presidenza del Consiglio regionale nel rispetto della dignità e della volontà di 160mila abruzzesi che ci hanno votato, il 60 per cento della coalizione”, ha detto Bellachioma ieri sera ad AbruzzoWeb. “Ho mandato pieno da Salvini a trattare senza nessun intervento da Roma, per noi non ci saranno più incontri di coalizione, ma direttamente con il presidente – spiega con parole ferme al nostro giornale”.
Una posizione che ha gelato le ambizioni di Fratelli d’Italia che nella riunione di giovedì sera proprio nell’abitazione rosetana di Bellachioma, aveva presentato una controproposta con il coordinatore regionale, Etelwardo Sigismondi, che prevedeva 3 assessori ai salviniani, un assessore ciascuno per Forza Italia, meloniani e Azione Politica, con il sottosegretariato ancora al partito del presidente.
Già allora si era consumato il primo strappo, con il coordinatore regionale degli azzurri Nazario Pagano che aveva abbandonato l’incontro alle prime battute.
Il senatore forzista, oggi a margine del passaggio di consegne tra Lolli e Marsilio, ha detto: “Credo che la Lega faccia bene a chiedere quattro assessori, come facciamo bene noi a chiederne due. È la rappresentazione dei voti che hanno avuto queste due formazioni politiche, non mi sembra scandalosa la richiesta della Lega”.
Ma ha anche aggiunto: “La nostra posizione è sempre la stessa, stiamo dialogando coi partiti e oggi finalmente riusciamo a parlare anche con il presidente”, ha detto dal canto suo il coordinatore di Azione Politica Gianluca Zelli. “In questo momento è meglio parlare sui tavoli ufficiali, anziché sui giornali. Dò io per primo l’esempio”.
“Stiamo parlando di un assessorato per Azione Politica, poi il presidente, anche in base alle deleghe, deciderà per chi”, ha chiarito Zelli, in ballo per la poltrona di assessore esterno, che da quanto si apprende lo aiuterebbe anche a tenere unito il movimento civico che guida.
“Non mi sembra complicato comporre la giunta perché c’è un grande senso di responsabilità di tutte le forze della coalizione”, ha affermato dal canto suo Sigismondi. “Non entro nel merito delle richieste degli altri partiti alleati, tengo a sottolineare che c’è la volontà comune di dare delle risposte immediate perché gli elettori ci hanno votato con grande sostegno proprio perché volevano un cambio di passo”. (m.sig.)



