L’AQUILA – “Non tutti i soci che si erano impegnati nella sottoscrizione hanno potuto versare, è un segno del momento storico che stiamo attraversando. Ma il progetto deve andare avanti, entro l’estate potremmo capire lo sviluppo reale”.
Così il responsabile del comitato tecnico della costituenda Banca dell’Aquila, Rinaldo Tordera, fissa la deadline per capire se e quando potrà nascere un nuovo istituto di credito nel capoluogo di regione con il meccanismo cooperativo: tutte le risorse incassate vengono reimpiegate nel territorio.
Questa la replica all’obiezione che nel mondo bancario d’oggi possano sopravvivere solo i giganti. “Lo spirito del credito cooperativo assicura la sopravvivenza delle piccole banche, che in questo momento sono le più capaci di stare sul mercato, operando sui piccoli territori, conoscendo perfettamente la clientela, mettendo attenzione, la stessa attenzione che ormai manca nelle grandi banche”, fa notare Tordera, per 15 anni direttore generale della Carispaq, la storica banca locale poi assorbita dal grande gruppo Bper.
Dopo la partenza sprint, da qualche mese la banca è in stallo: secondo quanto anticipato da questo giornale, manca all’appello ancora il 30% dei versamenti dei 1.301 soci che hanno sottoscritto le azioni.
“Si è continuato a lavorare sottotraccia, si è raggiunto il risultato concreto di chiudere la fase di acquisizione di impegni da parte dei soci per effettuare i primi versamenti – conferma Tordera – In questo momento l’obiettivo è di raccogliere i 4 milioni di euro di capitale sociale, che comunque non basteranno perché ne serviranno 5”.
“Sui versare, non possiamo costringere a nessuno a farlo. Se malauguratamente il progetto si dovesse arenare, ovviamente coloro che hanno versato avranno la completa e integrale restituzione del denaro versato. Ovviamente, mi auguro che questo non avvenga mai”, conclude speranzoso. (alb.or.)






