PESCARA – “La risposta del Ministero alla richiesta di informazioni da parte del Forum H2O deve far riflettere. Luciano D’Alfonso non è solo ‘damo di compagnia’ della famiglia Toto ma anche dirigente Anas quindi esperto della materia. Possibile che non era a conoscenza delle cose scritte dal ministero?”.

Se lo chiede l’ex consigliere regionale di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo, a proposito del progetto della nuova A25 Pescara-Roma.

“Perché insieme al suo factotum Camillo D’Alessandro ha sponsorizzato un progetto che Toto non aveva neanche il diritto di presentare? Che dire poi del sottosegretario Riccardo Nencini che è venuto in Abruzzo a promettere attenzione e i deputati Pd che hanno presentato un’interrogazione per caldeggiarlo?”.

“È forte la sensazione che il ministro Graziano Del Rio non abbia intenzione di far passare questa cosa e che gli amici di Toto stiano facendo di tutto per fargli cambiare idea”.

“Ovviamente la mia domanda su D’Alfonso è retorica: come ho spiegato in campagna elettorale – dice Acerbo – le relazioni economico-amicali-affettive che legano D’Alfonso alla famiglia Toto e che sovente li vedono insieme non solo nelle vacanze ma anche nelle aule giudiziarie in qualsiasi paese civile avrebbero consigliato di tenerlo lontano dalla guida della Regione”.

“È lecito sospettare che D’Alfonso userà tutte le sue relazioni, compresa quella con il presidente Matteo Renzi – per far cambiare idea al Ministero”.

“Di sicuro i 30 km di tunnel a Toto l’Abruzzo non li ha mai chiesti visto che non ce n’è traccia nella programmazione regionale e neanche l’amico presidente in campagna elettorale ne aveva fatto menzione”.

“Questo progetto – conclude Acerbo – serve soltanto a Toto per garantirsi un mega appalto da 5,7 miliardi e l’allungamento della concessione”.