L’AQUILA – “I Nuclei di medicina primaria sono il futuro della sanità, che si sposta dall’ospedale al territorio, fondamentali per allentare la pressione sui pronto soccorso. E non riusciamo davvero a capire dunque il perchè ormai da due anni, alla Asl provinciale dell’Aquila, e solo in essa, non si procede a rimpiazzare i medici andati in pensione, lasciando vuote nove fondamentali postazioni”.
L’appello accorato, nell’intervista ad Abruzzoweb è del medico di famiglia Mauro Belmonte, alla vigilia dell’assemblea pubblica di domani a L’Aquila alle 17 nella Casa del volontariato di via Saragat, a cui farà seguito la manifestazione di giovedì 22 febbraio davanti la direzione Asl dell’Aquila, alle ore 10. Ad organizzarla, i sindacati dei medici di medicina generale Fimmg, Smi e Snami insieme alla Cgil della Provincia dell’Aquila, da due anni in prima linea nella battaglia dei Nuclei di cure primarie, che “rappresentano una parte fondamentale del Servizio Sanitario Nazionale sul territorio, perché, oltre a fornire un servizio necessario a garantire la continuità delle cure di base per tutte le cittadine e per tutti i cittadini, evitano il sovraffollamento di ospedali e Pronto Soccorso, dove i tempi di attesa sono già molto lunghi e gli operatori allo stremo delle forze”.
“Sono due anni che giovani medici attendono di poter entrare in servizio negli Ncp a corto di personale, parliamo di una nuova generazione che si sta affacciando alla disciplina, quando si parla tanto di carenza di medici, di fuga dal sistema sanitario. E questo è il trattamento che la Asl riserva alle nuove leve”, protesta Belmonte.
“Un Ncp – spiega dunque – sono costituiti dai medici di famiglia e pediatri di libera scelta, e sono le strutture organizzative che costituiscono la base dell’assistenza primaria territoriale. Sono aperte dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 20, garantendo la presenza costante di un medico che può garantire la presa in carico e l’assistenza. Un servizio essenziale e prezioso che incarna quella che la nuova strategia delle politiche sanitarie ovvero la medicina del territorio fondamentale per allentare la pressione sui pronto soccorso. Non comprendiamo quindi l’atteggiamento della Asl provinciale dell’Aquila. I sindacati dei medici erano in trattativa per ottenere finalmente il subentro, poi tutto si è interrotto, e non ne comprendiamo la ragione, visto che non c’è un aggravio di costi, in quanto i nuovi medici vanno a sostituire quelli andati in pensione, senza la necessità di aumentare i budget”.
“Gli Ncp evitano che tante persone vadano in pronto soccorso, che è una delle priorità delle politiche sanitarie. La direzione anche alla Asl dell’Aquila dovrebbe essere opposta: gli Ncp dovrebbero essere potenziati, con una strumentistica di primo livello, con la possibilità data al medico che è in struttura di poter fare un prelievo, fare enzimi ed elettrocardiogramma. Questo e il futuro della medicina territoriale”.







