L’AQUILA – “Il disegno di legge era nato per salvare il direttore Sallusti. Ora che non c’è più questa urgenza, il Parlamento può elaborare con calma una legge più equa per i giornalisti”.
Il presidente dell’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo, Stefano Pallotta, commenta così la bocciatura del Senato l’articolo 1 della legge sulla diffamazione a mezzo stampa, ovvero il “cuore” del cosiddetto provvedimento “salva-Sallusti” che prevedeva il carcere fino a un anno per i giornalisti.
Ieri il direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, è stato condannato in via definitiva e oggi il giudice deciderà se far espiare la pena ai domiciliari in casa della sua compagna, Daniela Santanchè.
La bocciatura dell’articolo 1, che di fatto annulla l’intero disegno di legge (sostenuto solo da Pdl e Lega), è per Pallotta “un grande passo avanti sulla via dell’equità in quanto è illegittimo prevedere il carcere per i giornalisti”.
“Prevedere una pena del genere per chi informa l’opinione pubblica – spiega – è un segno profondamente repressivo. È la giusta sanzione per i delinquenti abituali, ma non può essere messo nel conto della diffamazione a mezzo stampa”.
“La Fnsi fa bene a mantenere lo stato di agitazione – conclude Pallotta – C’è ora la necessità di superare la legge del 1948 con una norma che restituisca serenità sulla giusta pena, che il Parlamento può elaborare anche confrontandosi con tranquillità con le associazioni di categoria e gli stessi cittadini”.





