L’AQUILA – Come se non bastasse la crisi idrica e la prolungata siccità sta mettendo in ginocchio l’agricoltura abruzzese, ora esplode un altro grande problema: la mancanza di anidride carbonica, materia prima per l’importante comparto abruzzese delle bevande gassate, ed ora lancia l’allarme la Fai Cisl Abruzzo e Molise, a rischio sono ben 1.000 posti di lavoro.
La scarsità di questo ingrediente sta creando allarmismo tra le aziende, le lavoratrici e i lavoratori ma le prime preoccupazioni erano sorte con la pandemia. L’anidride carbonica è diventata introvabile e ai fornitori non conviene più produrla a causa dei costi alti dell’energia ed hanno ridotto la produzione degli impianti.
“Oggi in Abruzzo tra le aziende di bevande gassate e l’indotto si contano circa 1.000 occupati e il sistema produttivo è in grande difficoltà a cui si aggiungono gli aumenti dei costi di energia, plastica, alluminio, cartone e, in ultimo, sono emerse molte complicazioni a reperire il vetro mettendo seriamente a rischio i livelli occupazionali”, spiega Franco Pescara, segretario generale della Fai Cisl.
La carenza di anidride carbonica dipende dai prezzi fuori controllo dell’energia che si sono scaricati sui produttori. La Co2, infatti, può essere estratta dal sottosuolo o prodotta in stabilimenti industriali. In entrambi i casi, il consumo di energia è molto alto. I produttori, per contenere i costi, da un lato hanno ridotto o rallentato l’attività. Dall’altro hanno aumentato i prezzi a livelli che non tutte le imprese sono in grado di sostenere.
Alcuni fornitori hanno deciso poi di vendere al mondo della sanità o della conservazione, comparti che sono in grado di pagare di più Anche perché il potere contrattuale dei produttori di bevande analcoliche è piuttosto basso.
“Il 64% delle nostre imprese associate sono piccole e medie: rispetto ad aziende grandi e strutturate hanno più difficoltà ad approvvigionarsi sui mercati internazionali”, sottolinea i Assobibe.
“Le aziende che operano in Abruzzo nel settore delle bevande analcoliche sono in un momento di estrema difficoltà e vogliono incontrare le RSU per valutare le soluzioni di assumere. Ai rincari dei costi dell’energia, si aggiungono problemi di reperimento di alcune materie prime, in particolar modo di anidride carbonica, senza interventi potrebbe dare un ulteriore, pesante, colpo all’economia regionale, – continua Pescara -, se saranno confermate la Plastic e la Sugar tax sarà un colpo duro per l’economia abruzzese”
“E’ sempre più urgente che il Governo, sindacati ed imprese si coordinano con programmi condivisi a difesa dell’occupazione, perché le aziende hanno tante richieste per continuare a garantire un salario alle famiglie,- così Pescara ha concluso lanciando un segnale preoccupante per le sorti dell’economia regionale”.
Il primo a lanciare l’allarme è stato il presidente e amministratore delegato di Acqua Sant’ Anna, Alberto Bertone: “La Co2 è introvabile e anche tutti i nostri competitori sono nella stessa situazione”. Al punto che il gruppo, leader in Europa con 1,5 miliardi di bottiglie vendute ogni anno, ha fermato le linee di produzione di acqua frizzante per mancanza di anidride carbonica. Ma nella situazione di Acqua Sant’ Anna rischiano di trovarsi anche imprese che producono aranciate, limonate e altre bibite: l’80% degli analcolici venduti in Italia sono gassati.





