L’AQUILA – Il Comune di Poggio Picenze (L’Aquila) dice no alla proposta dell’Anas di una variante “tutta curve e rotatorie” della strada statale 17.
Il ‘niet’ dell’amministrazione è arrivato lo scorso 12 ottobre con una delibera di Consiglio comunale approvata e consegnata in via ufficiale al Comitato per la Valutazione d’impatto ambientale (Via) della Regione Abruzzo, che deve ancora dire la sua sull’opera e ha voluto sapere prima cosa ne pensa l’amministrazione locale.
Nella riunione del Consiglio, il sindaco, Nicola Menna, la Giunta e i consiglieri hanno preso in considerazione le problematiche e le prospettive che causerebbe la realizzazione del progetto, optando alla fine per una bocciatura senza appello.
Il Comune aquilano propone però un’alternativa, che viene ritenuta strategica per il traffico, per la popolazione e per il tessuto imprenditoriale: quella di una variante a Sud che potrebbe risolvere molti più problemi rispetto al progetto di partenza.
NO A CURVE E ROTATORIE
Nella delibera gli amministratori citano una serie cause che a loro avviso sconsigliano di procedere con quel progetto.
In particolare si sottolinea che una delle rotatorie previste, quella a Est, verrebbe realizzata in una zona che studi dell’Università D’Annunzio hanno classificato a rischio franoso e fluviale, un rischio amplificato dal sisma e che sarebbe ulteriormente aggravato dall’ipotesi di realizzazione di un terrapieno.
Come se non bastasse, uno degli svincoli del nuovo tratto stradale costringerebbe ad abbattere alcuni dei moduli abitativi provvisori (Map) realizzati dopo il sisma, facendo nuovamente precipitare parte dei cittadini poggiani nella poco gradevole condizione di sfollati.
Osservazioni negative sono state fatte anche sull’impatto ambientale negativo che sarebbe causato dalla costruzione di barriere acustiche sui lati della nuova strada.
Gli amministratori sono inoltre rimasti scottati da quanto già accaduto con l’ampliamento di un tratto successivo della 17, quello tra San Pio delle Camere e Navelli, su cui la procura della Repubblica del capoluogo ha anche aperto un’inchiesta sulla gestione di alcuni appalti.
Quella strada doveva essere a carreggiate separate con due corsie per senso di marcia e invece è stata semplicemente allargata e disseminata di rondò, con pochi dei vecchi problemi risolti e alcuni nuovi creati.
Tanto che oggi molti aquilani, quando devono raggiungere Pescara, preferiscono allungare ma viaggiare comodamente, arrivandoci in autostrada, passando per Teramo e percorrendo prima la A24 e poi la A14.
Alla luce di questo precedente poco incoraggiante e delle motivazioni scaturite dall’esame del progetto, l’amministrazione poggiana ha concluso sottolineando che le nuove rotatorie non sarebbero risolutive per i problemi di viabilità che sono nati con il massiccio aumento del traffico dopo il terremoto.
IL PIANO B, LA VARIANTE A SUD
Nella delibera di Consiglio con cui si boccia il progetto dell’Anas, l’assise poggiana rilancia anche con un’ipotesi alternativa, ritenuta molto migliore, tanto che nella delibera viene definita “occasione irrinunciabile”.
Si propone, infatti, un nuovo percorso, che andrebbe ad attraversare la zona Sud dell’abitato di Poggio Picenze.
Secondo il Comune, questo allontanerebbe il traffico delle auto dal cuore del paese e consentirebbe, inoltre, di collegare due zone industriali in espansione: quella di Poggio-San Demetrio-Fossa con quella di Monticchio-Bazzano.
Ancora, dice il Comune, una variante a Sud farebbe da utile arteria di collegamento tra tanti paesi della media Valle dell’Aterno, da Villa Sant’Angelo a San Demetrio, da Sant’Eusanio Forconese a Fontecchio. (alb.or.)





