L’AQUILA – La storia recente dell’Abruzzo è stata segnata da numerose battaglie con comitati cittadini in prima fila contro progetti di termovalorizzatori, impianti a biomasse e varie infrastrutture, ritenute a torto o a ragione impattato e pericolose, o comunque da realizzare altrove. Mai si era vista, tuttavia, una levata di scudi contro un tempio crematorio, da realizzare vicino un cimitero di campagna.

Accade a San Demetrio ne’ Vestini (L’Aquila), dove è in corso una dura battaglia, fatta di diffide e raccolte firme, per impedire che vada in porto il project financing presentato a inizio 2016 dalla società piemontesi Altair ed Edilver per realizzare un impianto che dovrà cremare dalle 2 alle 10 salme al giorno, facendosi carico di ampliare a proprie spese il cimitero del paese. Per l’amministrazione comunale è redditizio e poco dannoso, secondo alcuni cittadini, che hanno raccolto 600 firme e chiedono un referendum, inquinerà l’aria e ammazzerà il turismo.

Il progetto di finanza è sostenuto con forza dalla maggioranza in Comune del sindaco, Silvano Cappelli, che ha dato parere positivo alla proposta con una delibera dello scorso agosto.

La maggioranza argomenta che in un momento di drammatica crisi occupazionale che interessa il comprensorio aquilano, ben venga un’attività imprenditoriale che porterà lavoro e indotto. Tenuto conto che il mercato di riferimento è senz’altro florido e non conosce crisi, visto che, oramai, quasi un quinto della popolazione italiana sceglie oramai la cremazione per l’ultimo viaggio.

Si fa poi notare che il cimitero ha una capacità inadeguata a garantire nel tempo un numero sufficiente di posti salma a seguito dell’intensificarsi dell’edificazione di fabbricati funerari a loculi e tombe di famiglia, modalità di sepoltura più richiesta.

Si assicura che il tempio crematorio non avrà alcun impatto visivo e si ricorda che sorgerà lontano dal centro abitato né ci saranno rischi di inquinamento, dato che l’impianto deve rispettare le stringenti normative ambientali, e sarà dotato di un sistema di filtrazione integrato per l’abbattimento dell’80 per cento delle emissioni in atmosfera, che saranno comparabili con quelli di una caldaia a servizio di un edificio di circa 20 unità abitative, con assenza di emissioni od esalazioni percettibili. Insomma un’ottimo affare per la comunità di San Demetrio.

A non pensarla così il comitato spontaneo dei cittadini che con lo slogan “il forno solo per la festa del pane e del grano, no al tempio crematorio!”, hanno già raccolto 600 firme per imporre al Comune di bloccare l’iter.

Si accusa l’amministrazione di non aver coinvolto la popolazione nel deliberare con atto di Giunta la manifestazione di interesse al progetto e nell’approvazione del progetto in Consiglio comunale, a fine ottobre, con i consiglieri della minoranza assenti. Viene ora richiesta la possibilità di effettuare un referendum.

“Il progetto – sostengono quelli del comitato – si inserisce in un Comune già profondamente segnato da criticità ambientali, quali cave, discarica, polveri da ricostruzione, e in una Regione priva di normativa specifica del settore. Preoccupa vedersi presentare sotto forma di falsa proposta il ‘pacchetto forno crematorio’ già confezionato, a pochi chilometri dal Parco, in pieno spregio alla vocazione turistica e ambientale di un luogo caratterizzato dal Lago di Sinizzo e dalle Grotte di Stiffe e senza un preventivo studio epidemiologico e una indipendente valutazione tecnica”.

E soprattutto si mette in discussione l’asserita non pericolosità dell’impianto. Esibendo ricerche, tra cui quella frutto di una commissione Scientifica formata dal Senato degli Stati Uniti, che mette in evidenza i rischi causati dalla attività di cremazione delle salme.

Secondo tali documenti vengono emessi nell’aria numerosi inquinanti tra cui diossine, acido cloridrico, ossidi di azoto, ossidi di zolfo, ossido di carbonio e mercurio. Quest’ultimo elemento tossico rimane il più importante inquinante emesso durante la cremazione. Insomma per loro il tempio crematorio un ecomostro.

A metà dicembre il sindaco Cappelli ha tenuto un incontro pubblico, ma è stato fortemente contestato da parte della popolazione. La minoranza in Consiglio, intanto, affila le armi e ha pronta una diffida contro la maggioranza in Comune, in cui si chiede di bloccare la procedura di project financing è ancora in fase preliminare, con l’immediata sospensione e revoca delle delibere già adottate.