L’AQUILA  – “Rispetto  a quanto previsto nel decreto del governo, in approvazione in queste ore, relativamente in particolare al rafforzamento ed estensione dei contratti a tempo e dei voucher, contro cui ci siamo battuti anche con un  referendum, non si può non richiamare quanto invece detto dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sulla necessità di applicare quanto previsto dalla Costituzione italiana, sul diritto alla partecipazione delle persone alla vita del Paese mediante la buona occupazione, sul diritto al lavoro equamente retribuito, sulla lotta che bisogna condurre con ogni mezzo contro il lavoro povero”.

Nel giorno della festa dei lavoratori, la considerazione, in una intervista ad Abruzzoweb, viene formulata della sindacalista della Cgil, Rita Innocenzi, 53enne aquilana, che a settembre scorso è stata candidata alle politiche come indipendente del Partito democratico, nel collegio L’Aquila-Teramo, dove è stata eletta l’attuale premier Giorgia Meloni, di Fratelli d’Italia.

Innocenzi è una delle risorse che potrebbe giocarsi il centrosinistra alle elezioni regionali del 2024, almeno secondo i boatos, ma non è di questo, il primo maggio, di cui vuole parlare Innocenzi, in collegamento della sua automobile, mentre si stava recando ad una iniziativa sindacale nella frazione di Paganica.

Piuttosto Innocenzi ritiene urgente, a cominciare dalla provincia aquilana, “lavorare ad un Patto per il territorio, che metta insieme rappresentanze sindacali e lavoratori, delle  istituzioni e del sistema delle imprese, quelle grandi e  quelle medio-piccole e microimprese, che sono il 90% del totale. L’obiettivo è individuare concrete risposte da dare in primis alle ragazze e ai ragazzi che devono approcciarsi al mondo del lavoro, che come richiamava il presidente Mattarella non deve essere un ‘lavoro povero’,  ma che deve assicurare un reddito dignitoso e rendere possibile un progetto di vita”.

Rita Innocenzi è in Cgil dal 1994,  entrata a far parte della segreteria nazionale Federazione italiana lavoratori legno ed affini (Fillea), il sindacato più importante nel comparto dell’edilizia, eletta nel 2016 nella segreteria regionale della Cgil Abruzzo e Molise, è stata in prima linea nell’attivismo sviluppatosi nel territorio dal 6 aprile 2009 ed ha contribuito all’elaborazione delle norme legate alla ricostruzione post-terremoto. Per conto della Cgil è stata componente di diversi enti quali Cassa edile, Edilcassa Abruzzo, Fondimpresa nonché parte attiva dei Consigli regionali Unipol (Cru) anche coordinando progetti sulle aree interne. È tra i promotori dell’associazione “Circolarmente”, nonché dell’articolazione abruzzese dell’Alleanza per lo sviluppo sostenibile (Asvis).

Riassume così la sua lunga militanza nel sindacato: “C’è una sensibilità in ognuno di noi e la mia personale proviene certo dagli insegnamenti familiari, dei miei genitori,  ma anche dall’esperienza nella Cgil, che in tutti questi anni mi ha aiutato a guardare le cose con gli occhi del lavoro. Ogni volta che percorro una strada, mi viene spontaneo interrogarmi su cosa fanno, che lavoro svolgono e a quali condizioni, le persone che incontro. In questi anni sono stata al fianco degli operai, ho stretto le loro mani sporche di calce, sono stata nei cantieri e nelle fabbriche, a cercare in ogni modo di risolvere positivamente e concretamente le varie vertenze, i tanti problemi a seguito di fallimenti, stati di crisi, minacce di licenziamento e erosione dei diritti. A proposito dei precari, abbiamo lottato per dare certezze a quelli del Comune dell’Aquila, impegnati nella ricostruzione post-sisma, e siamo arrivati anche a occupare il municipio, riuscendo a strappare una proroga. Ebbene, da quella lotta sono nate le condizioni per la stabilizzazione di quei lavoratori”.

“Mi capita oggi di incrociare persone, lavoratori protagonisti loro malgrado di quelle vertenze, che mi dicono se non fosse stato anche per il mio impegno sindacale, ‘io non sarei andato in pensione’, ‘avrei perso il lavoro’,  ‘non avrei più lavorato’. Episodi che ti riempiono il cuore di soddisfazione,  che nulla ha a che fare con il mensile che percepisco dal sindacato, ma con la linfa del tuo impegno sociale”.

Tornando alle nuove sfide: “L’altro giorno sono stata ad un evento sull’industria farmaceutica, uno degli asset produttivi della nostra provincia. Ebbene, non sono stati solo i rappresentanti sindacali,  ma anche i rappresentanti del mondo delle imprese,  a porre l’accento,  come presupposto per il successo delle sfide industriali, sulla qualità del lavoro, a tempo indeterminato e adeguatamente retribuito, sulle  competenze delle persone. Il patto del territorio a cui mi riferisco deve svilupparsi su questo terreno d’incontro”.

C’è poi, allargando lo sguardo, anche il tema riassumibile con la formula  “come si produce e cosa si produce”.

“Ieri sono rimasta a lungo a parlare con una persona che lavora in un locale.  Quando si va in un posto non ci si va mai soltanto per prendere un caffè, ma perché si istaurano relazione umani appaganti e vere.  Noi cittadini dobbiamo porre l’attenzione, mediante i nostri consumi,  su cosa c’è dietro ad un prodotto: ci sono sicuramente le persone e i lavoratori, che non devono essere sfruttati, ci sono processi, che non devono inquinare l’ambiente, ci sono dinamiche che devono essere sostenibili, non sono dal punto di vista ecologico, ma anche sociale ed economico. Con le imprese del territorio occorre instaurare un ragionamento che attiene anche all’economia circolare, a come ridurre gli scarti, a come creare percorsi di riciclo recupero, sulla produzione e consumo di energia pulita”.