ROCCARASO – “La mia città sta morendo, l’economia è in ginocchio, migliaia di miei concittadini sono andati via per paura dopo aver subito tre forti terremoti, catastrofiche ondate di maltempo con frane, crolli e 14 giorni di black out elettrico”.
È il grido di allarme lanciato dal sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi, intervenendo nel dibattito dal titolo “Il futuro dopo il terremoto, il ruolo dei comuni”, che si è svolto nel pomeriggio a Roccaraso (L’Aquila) nell’ambito di un evento promosso dalla scuola di formazione politica “Winter school”.
“Il decreto terremoto è insufficiente, si devono prevedere misure efficaci perché se non si fa oggi, la città non risorge e le aziende chiudono” ha continuato il sindaco che ha fatto presente di avere 3.300 sfollati, 3mila verifiche ancora da fare, centinaia di case gravemente lesionate e uffici pubblici e scuole fuori uso.
Per far capire la gravità della situazione Brucchi ha citato il caso di due dipendenti della società pugliese di riscossione che ha vinto l’appalto a Teramo “che non vogliono più lavorare nella nostra città per paura del terremoto”.
“Per rendersi conto di cosa accade – ha detto ancora -, basta venire a Teramo per vedere quante persone ci sono al mattino e quante nel pomeriggio quando moltissimi teramani lasciano la città per andare nelle località della costa. A tale proposito, in seguito alle tre forti scosse del 18 gennaio scorso la fila di macchine verso Giulianova era senza soluzione di continuità”.
“Se a giugno non avrò risposte sul ristoro delle spese sostenute per l’emergenza maltempo, riconsegnerò la fascia tricolore al prefetto” ha tuonato il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio.
“Negli ultimi 6 anni c’è stata una media di tagli dei trasferimenti statali ai Comuni pari al 70 per cento con alcuni Comuni che hanno avuto il 100 per cento – ha spiegato ancora Di Primio, che è vice presidente nazionale Ance -. Non si può amministrare senza alcuna disponibilità finanziaria”.
Di Primio ha sottolineato che non si può rinviare un piano per la sicurezza del Paese alla luce di crolli, frane e gravi episodi di dissesto idrogeoloico che si stanno verificando e che non stanno risparmiando l’Abruzzo.
“È una carenza che non ha colore politico – ha spiegato ancora -. Bisogna ricordare che se si investe un solo euro nella prevenzione produce un risparmio di 10 sui costi dell’evento catastrofico”.






