L’AQUILA – “Sono convinto che l’Europa capirà l’eccezionalità della situazione”.
Lo ha detto il premier italiano, Paolo Gentiloni, al Tg1, a proposito dello scomputo delle spese per il terremoto dal Patto di stabilità.
“L’Europa – ha ricordato Gentiloni – consente in circostanze eccezionali di avere un atteggiamento flessibile. Più eccezionale di così è difficile pensarlo: quando hai una nevicata che è stata la più intensa degli ultimi 45 anni in quelle Regioni, e al culmine di quella nevicata hai quelle scosse di terremoto”.
Quando si dice essere “cornuti” e contenti… In questo caso schiavi e contenti…
Non riesco a capire (si fa per dire!) perché dobbiamo elemosinare i nostri soldi all’UE per far fronte alle calamità naturali.
Non sarebbe il caso di mandare a quel Paese i burocrati di Bruxelles e spendere tutti i soldi necessari per mettere in sicurezza il territorio e risolvere i problemi della povera gente colpita da terremoto e tempeste di neve?
Ma v’è qualcosa di più sofisticato.
A dicembre il Governo Gentiloni, che oggi elemosina flessibilità all’UE per far fronte alle calamità naturali, ha chiesto ed ottenuto dal Parlamento italiano (a maggioranza assoluta), l’autorizzazione all’indebitamento per circa 20 miliardi di euro allo scopo di salvare le banche (Monte dei Paschi di Siena ma anche le banche minori saltate nell’autunno 2015).
In tal caso l’UE non ha detto nulla, o quasi. Trattasi della procedura prevista dall’art. 81 della Costituzione così come novellato dalla legge costituzionale n. 1/2012 (introduzione in Costituzione del vincolo del pareggio di bilancio).
Adesso che invece terremoto e neve uccidono la povera gente, il Governo elemosina quattro spicci all’UE.
Perché il Governo Gentiloni, così come ha fatto per salvare le banche, non si presenta in Parlamento e non chiede autorizzazione all’indebitamento per 5 miliardi di euro per far fronte alle emergenze climatiche del centro Italia e ricostruire tutte le abitazioni distrutte dal terremoto?
Perché non lo fa? Per quale motivo alle banche sì e alla povera gente no?
Stavolta la risposta non ve la darò.
La pappa sempre pronta, cari i miei lettori, non va bene.
Stavolta dovrete leggervi i miei precedenti articoli sull’euro e cercarvi le risposte.
Già, perché il problema dell’Italia, come ha espressamente dichiarato il premio Nobel Amartya Sen pochi giorni fa in televisione da Lilli Gruber, davanti a Massimo Franco e a Oscar Giannino rimasti paralizzati (in quanto profeti della moneta unica), è l’Euro!
Sì, il premio Nobel Sen ha esattamente detto: “il problema dell’Italia è l’euro”.
Con buona pace degli “stenografi” di regime!
*giurista e scrittore





