L’AQUILA – L’ondata di maltempo che ha provocato nevicate record in tutta la regione sembra aver concesso una lieve tregua, in attesa di un peggioramento previsto per i prossimi giorni.
I disagi però continuano e sono diverse le segnalazioni che giungono soprattutto dalle zone di montagna, dove la neve nei giorni scorsi è caduta in abbondanza.
AbruzzoWeb ha raccolto la testimonianza di una famiglia di Balsorano rimasta improgionata in casa per giorni senza corrente elettrica, costretta a cenare a lume di candela e a combattere il freddo rimanendo a letto, sotto le coperte.
Intanto anche i commercianti e i costruttori iniziano a contare i danni che il maltempo ha provocato, con il freddo che ha congelato i consumi e bloccato i cantieri edili.
L’AQUILA: CENTOFANTI, ”SFAMATI I MICI DEL CENTRO STORICO”
“Dopo i primi giorni drammatici, con il centro storico chiuso dal sindaco e bloccato dalla neve, ieri finalmente abbiamo avuto un permesso per portare da mangiare ai mici della ‘zona rossa’”.
Tira un sospiro di sollievo, al telefono con AbruzzoWeb, Antonietta Centofanti, responsabile dell’associazione animalista di volontariato aquilana 99 Gatti, che dal terremoto provvede a portare croccantini e acqua in 60 punti del centro storico, per sfamare i gattini randagi abbandonati dopo il 6 aprile 2009: questa volta il pericolo di morire di fame veniva dalla neve.
“Devo ringraziare gli uomini del Comune e della polizia municipale – continua la Centofanti – che si sono dimostrati sensibili verso il problema dei mici e hanno accompagnato due volontari a fare il giro dei punti di distribuzione del cibo”.
La Centofanti ha anche ricordato che in questi giorni di gelo bisogna aiutare i volatili nella ricerca di cibo, lasciando sui davanzali cibi grassi e nutrienti, “come biscotti al burro e noci. Io ho finito tutte le riserve di fette biscottate e dolci. Adesso sto facendo una torta per sbriciolarla in giardino e sfamare gli uccellini affamatissimi che vi si aggirano”. (a.c.)
LUCO DEI MARSI: LETTORE DENUNCIA, ”STATALE IMPRATICABILE”
“Oggi ho provato ad andare a Trasacco (L’Aquila) da Avezzano: l’Arpa non ha ancora riattivato i collegamenti con i bus; con la macchina, munita di catene, alle 12 circa, all’uscita del Comune di Luco dei Marsi (L’Aquila) la strada statale era impercorribile a causa della neve non rimossa”.
Un lettore di AbruzzoWeb, Giuseppe Mariani, denuncia scoraggiato il triste tentativo di raggiungere Trasacco (L’Aquila) in macchina da Avezzano.
Da quanto sostiene il lettore, la strada provinciale all’uscita di Luco dei Marsi, non sarebbe stata ripulita adeguatamente dalla neve e, nonostante gli accorgimenti necessari, macchina con le catene, il viaggio si sarebbe rivelato un fisco totale.
“Alcuni mezzi pesanti (tir, camion e trattori) – continua Mariani – erano impantanati sulla strada, un camion che trasportava il carburante non è riuscito ha raggiungere il paese. Per non parlare delle strade in tenimento (di competenza del Comune, ndr) di Luco dei Marsi”.
“Tutto ciò – si scalda il lettore – a circa cinque giorni dalla nevicata. Ormai aspettiamo la prossima ondata di maltempo ma i paesi da Luco in poi (Trasacco, Collelongo e Villavallenga) sono ancora immersi in gravi difficoltà”.
Molti lettori che segnalano a questo giornale i disagi del maltempo, stanno perdendo le speranze di vedere le strade completamente ripulite dalla neve, e ormai si stanno rassegnando ad aspettare il prossimo fine settimana, che stando alle previsioni meteo, dovrebbe portare nuove abbondanti nevicate.
“Vorrei suggerire alle autorità – conclude Mariani – di chiedere l’intervento dell’esercito per aiutare dette popolazioni. Purtroppo nessun organo di informazione ne parla”. (a.c.)
ALPINI L’AQUILA IN PRIMA LINEA PER EMERGENZA MARSICA
Sono in azione dalle 19 di venerdì scorso gli alpini del nono reggimento dell’Aquila che senza sosta stanno portando avanti un’attività a 360 gradi ad Avezzano e nell’intero territorio marsicano, uno dei più colpiti dalle nevicate senza precedenti che ha interessato l’Abruzzo.
Nella prima fase del loro lavoro gli alpini sono stati protagonisti nell’azione di supporto e sostegno degli automobilisti bloccati in autostrada a Carsoli a casusa della slavina che ha bloccato una galleria, mentre nei giorni scuccessivi è proseguita senza sosta l’attività di trasporto di materiali sanitari, soccorsi a persone malate, colpite da ictus o da fratture donne partorienti.
Al contempo i militari hanno proceduto alla distribuzione di viveri, latte per bambini e generi di prima necessità, rendendo possibile il transito ai mezzi di soccorso e agli spartineve sulle strade che a causa delle nevicate erano completamente impercorribili.
La zona più colpita è stata quella della Valle Roveto, dove in alcuni punti la neve ha raggiunto anche i due metri e mezzo, e dove ieri è stata soccorsa un’anziana di 97 anni. Oggi, invece, le penne nere hanno operato in una località tra Lazio e Abruzzo dove è stata recuperata, grazie all’intervento degli sciatori specializzati, una donna con una frattura all’anca che era bloccata in casa.
Dopo aver raggiunto l’abitazione con le ciaspole la poveretta è stata adagiata sulla speciale barella (toboga) utilizzata per i recuperi in montagna, prima di essere trasportata con l’autombulanza all’ospedale di Sora.
Oltre alle persone c’è da pensare anche agli animali che sono da giorni nelle stalle senza mangime nè acqua: soccorse circa 400 mucche in una stalla a Trasacco.
Oggi alle 14, infine, con un elcottero dei Vigili del fuoco gli specialisti della montagna del nono reggimento effettueranno un sopralluogo aereo sulla Valle del Sagittario per verificare, su richiesta del prefetto dell’Aquila, Giovanna Maria Iurato, il rischio di valanghe.
Sul campo sono complessivamente 25 gli uomini impiegati che operano con 5 mezzi speciali cingolati (i BV 206) e 4 mezzi tattici (Vm 90, dei fuoristrada adatti per operare in condizioni estreme).
Tutte le attività sono coordinate grazie ad una sala operativa che cosente la sinergia tra vigili del fuoco, esercito, forze dell’ordine, istituzionali e volontari che sono in prima linea per fronteggiare l’emergenza maltempo. (g.a.)

L’AQUILA: PARCHEGGI CENTRI COMMERCIALI INACCESSIBILI, PROTESTE
Cittadini aquilani hanno inviato proteste alla redazione di AbruzzoWeb per la situazione dei parcheggi nelle grandi strutture di vendita del capoluogo, prese d’assalto da cittadini che vogliono fare la spesa per ovviare a possibili carenze di rifornimenti per una nuova ondata di neve, in alcuni casi anche con un po’ di psicosi.
In particolare, lamentele sono arrivate per l’Aquilone, che ha lasciato quasi del tutto seppelliti i parcheggi all’aperto, lasciando liberi solo alcuni posti, presumibilmente quelli che sono stati tenuti liberi dalla presenza di auto parcheggiate mentre nevicava.
Un disagio non indifferente per chi non può andare nei parcheggi sotterranei della struttura, per esempio i possessori di auto a gpl, oppure anziani o disabili che non se la sentono di prendere i tapis roulant che portano dal livello seminterrato a quello di vendita. (alb.or.)
L’AQUILA: PROTESTE PER L’ABBANDONO DI VIA DON BOSCO
“A viale Don Bosco, dimenticato da Dio e dagli uomini, per riaprire l’attività commerciale ci si è armati di pala , piccone e tanta buona lena”.
A segnalarlo è Gianluca Ianni, commerciante aquilano titolare dell’unica attività che ha riaperto i battenti in zona dopo il terremoto del 6 aprile 2009.
“Una gentile ruspetta comunale che spulicchiava viale Duca degli Abruzzi – aggiunge – ha glissato l’incrocio con viale Don Bosco”, lasciando i cittadini a fare da sé. (alb.or.)
L’AQUILA: PERIFERIA IN CRISI, A CANSATESSA INCROCI CIECHI
Gli spazzaneve hanno ripulito le strade del capoluogo Abruzzese, ma in alcuni quartieri la situazione periferici è ancora difficile.
Carreggiata ristretta e cumuli di neve altissimi su entrambi i lati, per esempio, impediscono la visuale negli incroci come a Cansatessa (L’Aquila), dove nei crocevia non si vede praticamente nulla.
Sicuramente gradita dai cittadini la pulizia della neve, ma purtroppo da qualche parte l’enorme massa bianca deve pure finire e così gli abitanti dell’Aquila se la ritrovano ammassata davanti agli ingressi delle abitazioni, faticosamente liberati a forza di braccia, oppure sulle macchine, dissotterrate dopo una mattinata di lavoro.
Il problema è soprattutto agli incroci, come per Cansatessa, dove alcuni cittadini hanno segnalato che la quantità di neve sugli spartitraffico è talmente alta da non permette la vista delle vetture in arrivo nei due sensi di marcia e gli automobilisti devono spingersi fino a metà carreggiata per accorgersi se la strada è libera.
In tutto il quartiere la neve sembra molto più alta che nel resto della città, forse perché è una zona fuori mano e poco trafficata, ma non per questo deve essere dimenticata dall’amministrazione comunale. (a.c.)
CHIETI: DI STEFANO CONTRO LEGNINI, ”NO A POLEMICHE INUTILI”
“C’è bisogno di responsabilità, non di polemiche inutili”. Questo l’appello del senatore del Popolo della libertà Fabrizio Di Stefano a seguito dell’intervento in aula al Senato del collega del Partito democratico, Giovanni Legnini.
“Non condivido assolutamente la politica dalle due facce portata avanti dal senatore Legnini. In Abruzzo – continua Di Stefano – parla del fallimento dell’amministrazione comunale di Chieti e della Regione, per la loro presunta incapacità nella gestione dello stato di urgenza. Intervenendo in Senato a Roma invece, ha dichiarato, testualmente, con toni accorati che “…L’Abruzzo si trova in una situazione di particolarissimo e eccezionalissimo disagio per l’abbondanza delle nevicate e per gli effetti che questi hanno determinato con il collasso, nel fine settimana scorso, di tutte le più grandi infrastrutture: autostrade, ferrovie, decine e decine di paesi ancora isolati, morti e così via…”
Secondo Di Stefano, Legnini con queste parole “ha ammesso in sostanza ciò che noi diciamo da tempo”.
Il senatore difende l’operato sia del sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, che del presidente della Regione, Gianni Chiodi, parlando di grande sforzo da parte di entrambi che ha portato a buoni risultati, considerando l’eccezionalità della situazione.
“Allo stesso modo – prosegue Di Stefano – non si può non riconoscere che tutte le Amministrazioni colpite da questo straordinario evento sono in enorme difficoltà, a prescindere dal loro colore politico”.
“I presidenti Errani o Spacca nelle loro regioni – dice ancora il senatore Pdl – si trovano di fronte a problemi che sono gli stessi che stanno affrontando in queste ore i nostri amministratori. Davvero ciò che accade in Abruzzo è così diverso da quello che vediamo nella rossa Emilia Romagna o nelle Marche? Differisce forse la situazione di Lanciano da quella di Chieti?”
“È assurdo – nota Di Stefano – che in simili frangenti ci sia chi ne approfitti per compiere delle mere strumentalizzazioni politiche, anziché capire che apparteniamo tutti alla medesima comunità e che, in momenti come questo, è necessario impegnarci a collaborare lealmente nell’interesse comune.”
“E allora – conclude il senatore – stringiamoci tutti a quegli operatori che stanno lavorando giorno e notte per far fronte a questa calamità. A loro va il nostro apprezzamento e la nostra ammirazione. Così come dobbiamo essere vicini ai Sindaci del nostro territorio, i primi chiamati ad affrontare l’emergenza. Smettiamo di fargli perdere tempo, costringendoli a polemiche inutili, sottraendoli al loro lavoro e al loro impegno di questi giorni”.
POLEMICHE PER LA CHIUSURA DELLA FURCI-SAN BUONO
Polemiche in relazione alla decisione di chiudere la Furci-San Buono. La strada, di competenza della Provincia di Chieti, sarebbe stata chiusa, secondo il comitato Pro Trignina, perché non sarebbe passato neanche uno spazzaneve.
Un’affermazione contro la quale reagisce con decisione il vice presidente della Provincia e assessore alla Viabilità, Antonio Tavani, che spiega che la motivazione della chiusura sta nel fatto che ieri si sono verificate violente bufere di neve e vento che hanno reso impossibile l’impiego degli spazzaneve.
La situazione è precipitata a tal punto, fa sapere Tavani, che un operatore della Sasi, la società di gestione delle reti idriche, è stato investito nel corso della bufera da un vigile urbano di Furci, a causa della visibilità pressocché inesistente.
“A quel punto – dice Tavani – in seguito a un consulto telefonico tra i responsabili tecnici della Provincia e le due ditte private che stavano operando su quel tratto, dopo aver verificato che nessuna autovettura o automezzo fosse rimasto sotto la neve, si è deciso che l’unica soluzione possibile era quella di chiudere al traffico quel tratto di strada per esclusive ragioni di sicurezza”.
Furci non rimasto comunque isolato, visto che il paese è servito dalla ex state 86 in direzione valle e dalla fondovalle Treste, tramite la strada comunale. Stessa cosa per San Buono e Liscia.
SANTE MARIE: IL SINDACO DENUNCIA LA PROVINCIA DELL’AQUILA
Una denuncia per interruzione di pubblico servizio è stata presentata alle procure di Avezzano e dell’Aquila nei confronti della Provincia dell’Aquila dal sindaco di Sante Marie (L’Aquila), Lorenzo Berardinetti, che è anche consigliere provinciale.
Il comune montano, uno dei più colpiti dalla copiosa nevicata, secondo la denuncia, “dopo cinque giorni di ripetuti ed estenuanti solleciti all’amministrazione provinciale per lo sgombero e la pulizia delle strade di competenza, arterie che collegano il capoluogo di Sante Marie con le numerose frazioni, ancora risulta impraticabile”.
Tale situazione ha causato la mancanza di assistenza ai cittadini che, in considerazione del lungo periodo trascorso, sono sprovvisti di beni di prima necessità e di medicinali indispensabili.
“È gravissimo un tale disinteresse, così come la mancanza di organizzazione e di coordinamento da parte della Provincia e dei suoi dirigenti e responsabili, fino a provocare una vera e propria interruzione di pubblico servizio come di fatto è quello della viabilità”.
Il sindaco ha chiesto alle procure di Avezzano e dell’Aquila, oltre che al prefetto, di accertare le responsabilità di quanto accaduto e ha fornito una dettagliata relazione con tutte le comunicazioni intercorse via fax e telefonicamente tra il Comune e la Provincia.
Attualmente il Comune deve ancora soccorrere, oltre alle persone già assistite e prelevate dalle frazioni isolate con mezzi speciali, due malati della frazione di Santo Stefano che devono essere portati in ospedale e altri sei che devono eseguire degli accertamenti medici.
In questo caso sarà prelevato del personale sanitario dall’ospedale di Tagliacozzo (L’Aquila) e sarà trasportato in paese dal Comune.
PESCOCOSTANZO: SOCCORSO ALPINO SALVA ANIMALI DA STALLA CROLLATA
Nuovo intervento dei finanzieri del Soccorso alpino (Sagf) di Roccaraso (L’Aquila), messo sotto pressione dall’emergenza maltempo e richiestissimi per la possibilità di arrivare con gli sci dove i mezzi non possono.
Dopo aver soccorso una famiglia isolata a Pietransieri (L’Aquila) in mattinata, lo stesso equipaggio ha raggiunto un agricoltore in difficoltà con una stalla crollata a Pescocostanzo (L’Aquila), incidente che rischiava di uccidere i numerosi animali dell’uomo.
Le bestie sono state recuperate e rifocillate e successivamente portate via in una struttura più sicura, mentre l’uomo è rimasto nella sua abitazione, che non ha avuto problemi. (alb.or.)
L’AQUILA: PROSEGUE TRA LE DIFFICOLTÀ LA RACCOLTA RIFIUTI
Nel pomeriggio di ieri, l’Asm, l’azienda aquilana che si occupa di servizi ambientali, ha proseguito le attività di raccolta rifiuti impiegando le risorse ed i mezzi disponibili, dovendo fronteggiare la impossibilità di affiancare i cassonetti di grandi dimensioni, il cui carico avviene tramite l’aggancio laterale dei compattatori di grandi dimensioni.
Per tale motivo, oltre che per non accentuare la difficile percorribilità stradale, sono stati utilizzati compattatori di taglia media e piccola.
Complessivamente sono stati raccolti 50 quintali di rifiuti giacenti a terra fuori dai cassonetti; alcune zone, tuttavia, risultano oggetto di ripetuti abbandoni di rifiuti anche successivamente all’intervento di Asm.
È stato inoltre possibile servire alcune grandi utenze con il vuotamento dei relativi cassoni in prossimità dell’ospedale San Salvatore e di viale Corrado IV, mentre prosegue l’intervento progressivo presso i vari insediamenti C.a.s.e. e Map, nella sola giornata di ieri sono stati raggiunti dal servizio gli insediamenti di Sassa, Bazzano e Paganica, con una raccolta totale di oltre 70 quintali.
Durante il turno questa mattina, invece, è proseguita la raccolta rifiuti intorno ai cassonetti nella zona di Santa Barbara e Pile, in particolare nella zona industriale di Pile, dove sono stati rimossi con una pala meccanica dei cumuli di neve per movimentare e spostare dei cassonetti altrimenti inaccessibili.
Manualmente l’Asm è intervenuta sulla strada statale 80, viale della Croce rossa, Torrione, Torretta, via Strinella, Acquasanta e zone limitrofe, per un totale di rifiuti raccolti pari a circa 40 quintali.
Il servizio presso C.a.s.e. e Map (Arischia, Sassa Nsi, Paganica 2, Tempera, Sant’Antonio) ha consentito la raccolta di circa 90 quintali e sono state raggiunte e servite una quindicina di utenze commerciali.
Al momento non si riscontrano peggioramenti delle condizioni climatiche pertanto, sia pure per tratti limitati, si sta intervenendo per rimettere in servizio i compattatori di grossa capacità per il vuotamento e l’eventuale spostamento dei cassonetti raggiungibili, anche per quelli adibiti alla raccolta differenziata.
BALSORANO: FAMIGLIA IMPRIGIONATA IN CASA RACCONTA, ”COSTRETTI A CENARE A LUME DI CANDELA”
Costretti a cenare a lume di candela per giorni, ma non per creare una romantica atmosfera bensì per necessità, in mancanza di corrente elettrica.
Quella della famiglia Villa è una delle tante storie drammatiche che questi giorni giungono dai paesi montani abruzzesi, rimasti isolati a causa della storica nevicata che ha investito non solo la nostra regione, ma l’Italia intera.
Il signor Antonio Villa, insieme alla figlia e a sua moglie Tiziana, sono rimasti letteralmente bloccati nella loro abitazione di Balsorano, uno dei paesi della Marsica più colpiti dall’ondata di maltempo dei giorni scorsi, che ha portato un metro e 60 centimetri di neve, arrivati anche a due metri in alcune frazioni del comune.
A peggiorare la situazione, la corrente elettrica che è andata via la mattina di venerdì scorso per tornare solo domenica sera alle 22, almeno a casa Villa, mentre in alcune zone ancora non è stata ripristinata.
“Sono stati costretti a mangiare a lume di candela la sera”, racconta Pasquale Villa, che è riuscito a raggiungere i genitori solo ieri perché rimasto anche lui bloccato dal maltempo all’Aquila, dove studia.
“Per combattere il freddo – prosegue – oltre a indossare più di un maglione, sono andati a letto prestissimo, anche alle 19.30, appena finito il pasto. Almeno sotto le coperte hanno potuto trovare un po’ di caldo”.
Pasquale racconta che addirittura sua nonna, nei giorni scorsi, si è messa a letto anche alle 17.30, aspettando che si facesse giorno per uscire da sotto le coperte.
Impossibile spostarsi da Balsorano, quindi, per le strade sommerse dalla neve, e impossibile anche comunicare con chi non fosse nelle immediate vicinanze attraverso il telefono di casa e il cellulare.
“Sono saltate le linee telefoniche fisse – spiega ancora Pasquale – e in mancanza di corrente elettrica per ricaricarli anche i cellulari nel giro di qualche ora sono andati fuori uso”.
Sfortunati anche i pochi previdenti che si erano dotati di un paio di batterie di scorta: le linee Wind e Tim sono saltate, mentre è rimasta funzionante solo la Vodafone.
“Bisognava centellinare anche il tempo di una telefonata – racconta il ragazzo – Mia sorella accendeva il telefonino per chiamarmi, poi lo spegneva subito”.
A scarseggiare, oltre ai sistemi di comunicazione, anche i viveri. “Tutto quello che era al congelatore, ovviamente fuori uso causa black out elettrico, andava consumato in fretta. Per fortuna a Balsorano c’è un supermercato abbastanza grande, quindi le provviste c’erano”.
Per chi vive nelle frazioni, invece, la situazione è stata ancora più drammatica. “I piccoli alimentari hanno finito subito le scorte. Tanta gente è stata costretta a farsi a piedi, in mezzo alla neve, anche sette chilometri per venire dalle frazioni fino a Balsorano per fare la spesa, e poi tornare a casa, sempre a piedi”.
Grossi disagi soprattutto per anziani e bambini. “Mia cugina – spiega sempre Pasquale – che ha un bimbo di sette mesi, se l’è vista brutta. Nel giro di pochi giorni, infatti, insieme ai medicinali, anche il latte in polvere era introvabile. Solo lunedì è riuscita a reperirlo”.
Balsorano da ieri è tornata finalmente a essere raggiungibile, grazie ai mezzi cingolati che hanno liberato la strada. “Finalmete sono tornato a casa, dai miei”, dice sollevato Pasquale.
Con le dita incrociate ora Balsorano attende la nuova ondata di maltempo prevista per il fine settimana. Sperando che il peggio sia passato. (e.m.)
ROCCARASO: FAMIGLIA SENZA LUCE E TELEFONO DA UNA SETTIMANA SOCCORSA DA FINANZA
Una famiglia isolata da una settimana nelle campagne della frazione di Pietransieri di Roccaraso (L’Aquila), priva di elettricità e di utenze telefoniche, è stata raggiunta oggi da tre militari del Soccorso alpino della Guardia di finanza (Sagf) di Roccaraso.
La famiglia si trovava ormai priva di generi alimentari e medicinali: i militari hanno raggiunto il casolare percorrendo alcuni chilometri con gli sci da alpinismo e hanno rifornito i due coniugi di alimenti e medicine. L’allarme è stato dato dai compaesani, che non avevano notato i due, in paese, da troppo tempo.
I carabinieri di Roccaraso, i primi a giungere sul posto hanno attivato i finanzieri specializzati in questo tipo di soccorsi. Dopo essere stati rifocillati, i due coniugi sono rimasti nella propria abitazione, in attesa di un intervento di macchinari specializzati per la rimozione del manto nevoso che impediva loro di raggiungere il centro abitato.
CASTEL DI SANGRO: VIGILI DEL FUOCO RIMUOVONO STALATTITE DI 50 CHILI
I vigili del fuoco di Castel di Sangro (L’Aquila) stanno effettuando numerosi sopralluoghi per la verifica statica dei tetti di alcuni capannoni e insediamenti industriali del posto. La coltre accumulata in questi giorni e precipitata anche durante la mattinata sta minando la consistenza strutturale delle coperture e le segnalazioni parlano di “pericolosi scricchiolii” provenienti dai laminati metallici dei tetti.
Numerosi interventi dei vigili sono stati dedicati alla rimozione di stalattiti in ghiaccio pesanti anche 50 chilogrammi formati al bordo di tetti delle abitazioni private, per evitare il pericolo di caduta su automobili e pedoni.
SANTE MARIE: TRE ANZIANI ISOLATI DA VENERDI’
Tre anziani che abitano in località la Fonte a Santo Stefano nel comune di Sante Marie (L’Aquila), sono isolati da venerdì scorso e sono stati raggiunti dalla protezione civile per la sola consegna di tre fette di pane.
Per due di loro, un 76enne e una 75enne, la situazione è particolarmente grave, visto che il primo soffre di una paresi agli arti inferiori, mentre la seconda è cardiopatica e diabetica, quindi l’approvvigionamento di legna è fondamentale per evitare complicazioni dovute al freddo.
Le strade che attraversano la piccola frazione sono ostruite da cumuli di neve superiori al metro e questo gli impedisce, nonostante l’età e le patologie di cui soffrono, di raggiungere il prezioso combustibile distante solo 200 metri che gli permetterebbe di sopravvivere in previsione della preannunciata ondata di maltempo.
La terza è un’anziana di 79 anni, chiusa in casa da venerdì scorso e solo questa mattina è stata raggiunta a piedi e con enorme difficoltà da un parente, che le ha portato pane e medicine.
“Il nostro Comune grazie all’aiuto della Protezione civile e dei tanti volontari si è attivato subito per raggiungere le frazioni e i residenti rimasti isolati”, e nessun cittadino è rimasto “ancora senza cibo e medicine”.
Lo sottolinea il sindaco di Sante Marie (L’Aquila), Lorenzo Berardinetti. “Anche se abbiamo avuto difficoltà a causa delle strade non pulite dall’amministrazione provinciale – ha continuato il primo cittadino – siamo riusciti a portare aiuto a tutti e continueremo a farlo anche nei prossimi giorni. Grazie ai mezzi della Protezione civile nazionale domani accompagneremo tre cittadini all’ospedale di Avezzano. Le sterili polemiche ora non servono, il nostro Comune necessita di persone come i nostri volontari della Protezione civile che si sono messi a disposizione della comunità”.
CONFCOMMERCIO L’AQUILA: “SERVE STATO D’EMERGENZA ANCHE PER I CONSUMI”
La stagione dei saldi sta facendo i conti con la crisi e con il maltempo.
Quello in corso, stando a quanto riferito da Confcommercio, sarà ricordato come uno dei mesi più negativi degli ultimi anni. Il trend al ribasso ha colpito, in particolare, il settore dell’abbigliamento, calzature e pelletteria.
“Bisognerebbe chiedere lo stato di emergenza per i consumi – dicono il presidente provinciale della Confcommercio L’Aquila, Roberto Donatelli, e il presidente di Federazione Moda Italia, Riccardo Savella – La situazione è grave. I saldi vanno male, anzi sono fermi. Per quanto riguarda il nostro territorio possiamo dire che si è potuto parlare di saldi solo nei primi cinque giorni di avvio delle vendite di fine stagione, cioè dal 5 al 9 gennaio. E poi calma piatta”.
La flessione rispetto al 2011 è mediamente del 30 per cento, sia per i negozi dei centri storici sia in quelli dei centri commerciali.
Quest’anno i negozi di abbigliamento e calzature risultano fortemente penalizzati. E questo, stando a quanto riferisce Confcommercio, è dovuto non solo a un calo di consumi e alla maggior attenzione alla spesa da parte dei consumatori, ma anche per il quadro politico-economico che ha prodotto un mix micidiale.
“Poi – prosegue Donatelli – con il freddo di queste ultime settimane abbiamo toccato il fondo, i negozi non incassano, le temperature sotto zero congelano i consumi dei marsicani che da dieci giorni a questa parte vivono momenti di disagio. Arriviamo da un mese di gennaio davvero disastroso, durante il quale i consumi sono rimasti al gelo e adesso si aggiungono questi giorni di emergenza per il commercio”.
“Chiediamo – conclude il presidente – alle istituzioni e al mondo bancario di essere sensibili rispetto a quanto sta accadendo, perché le scadenze dei pagamenti si avvicinano, ma gli esercizi commerciali non hanno incassato praticamente nulla e nei prossimi giorni, con le previsioni che parlano di una situazione metereologica analoga, rischiamo di replicare questo difficile bilancio”.
RINVIARE SCADENZE PAGAMENTI PER MALTEMPO
Prorogare i termini per il pagamento dei titoli di credito, effetti cambiari e scadenze in corso per le imprese delle aree maggiormente colpite dal maltempo.
E’ la richiesta rivolta a Prefettura, ministro per la coesione territoriale Fabrio Barca, al presidente della Regione e della Provincia, e ai sindaci di L’Aquila, Sulmona e Avezzano, di Confcommercio.
In una nota, il presidente provinciale Roberto Donatelli e il direttore, Celso Cioni, chiedono la valutazione dell’opportunità di un provvedimento “urgente che consenta innanzitutto la proroga dei termini di pagamento dei titoli di credito, degli effetti cambiari, nonché di tutte le scadenze in corso, in considerazione delle gravi conseguenze causate dalla eccezionale ondata di maltempo, che ha investito la nostra Provincia e l’intera Regione inducendo, peraltro, il Presidente Chiodi ad indire lo stato di emergenza”.
“La forzata chiusura degli uffici pubblici e le difficoltà di circolazione nel nostro territorio, hanno ulteriormente penalizzato la gestione delle aziende del Terziario che, negli ultimi giorni, hanno dovuto registrare oltre che le ben note difficoltà per le stesse aperture dei propri esercizi, un drastico calo dei volumi di affari che ha aggravato la già precaria situazione economica di centinaia di aziende del commercio, del turismo e dei servizi”.
“Ciò ci induce a rivolgerVi un forte e convinto invito a voler porre in atto ogni strumento ordinario e straordinario possibili che possano alleviare, almeno in parte, la pesantissima situazione che, senza decisi ed urgenti interventi di sostegno, potrebbe portare al collasso definitivo, difficilmente reversibile, un sistema economico e produttivo già particolarmente provato e stremato dagli effetti del sisma e della concomitante crisi economica”.
“Segnaliamo che tale predetto scenario, purtroppo, è nell’immediata vigilia del suo verificarsi. Ciò evidentemente, determinerebbe pesantissime conseguenze occupazionali in un quadro già particolarmente drammatico rappresentato dai dati della disoccupazione della nostra Provincia ormai noti a tutti”.
“Certi che vorrete prendere positivamente in considerazione la presente istanza, nel restare a piena disposizione per poter fornire ogni dato utile al riguardo, in attesa di un cortese cenno di riscontro, inviamo i nostri più cordiali saluti”.
CANTIERI CHIUSI ALL’AQUILA: FRATTALE (ANCE) PREOCCUPATO, ”UN GRANDE DANNO PER NOI”
Cantieri chiusi in tutta la provincia dell’Aquila a causa del maltempo e l’associazione dei costruttori edili inizia a mostrare i primi segni di preoccupazione.
“Credo che prima di due settimane i cantieri non potranno riaprire – spiega il presidente dei costruttori (Ance) dell’Aquila, Gianni Frattale – Ovviamente per noi il danno c’è e siamo molto preoccupati anche per la nuova perturbazione prevista per questo fine settimana”.
Per quanto riguarda la gestione dell’emergenza da parte delle istituzioni, Frattale esprime un giudizio abbastanza positivo.
“Secondo il mio parere – conclude – è stata affrontata bene, almeno per quanto riguarda la città dell’Aquila. È ovvio che nei paesi di montagna le difficoltà siano maggiori. Non bisogna dimenticare che siamo di fronte a un evento eccezionale, paragonabile solo alla famosa nevicata del ’56”. (e.m.)
CONFINDUSTRIA L’AQUILA: “ASSENTEISMO A LIVELLI INSOSTENIBILI”
L’AQUILA – “Assenteismo a livelli insostenibili. I numerosissimi certificati di malattia pervenuti alle aziende dell’Aquilano in questi giorni di neve bloccano la produzione: le Aziende che hanno riavviato o mantenuto attiva la produzione, rinunciando, con grandi sacrifici, al ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni (ormai giunto a traguardi impensabili), si vedono ricompensate con valanghe di certificati medici”.
Ad affermarlo è il direttore di Confindustria L’Aquila, Antonio Cappelli.
“Nessuno nega che le malattie, in questo periodo dell’anno, possano farla da padrone ma Confindustria L’Aquila richiama i responsabili della paralisi delle imprese ad un comportamento deontologicamente corretto e all’adempimento dei propri doveri: i lavoratori, i medici, le Istituzioni preposte”.
“L’abitudine di redigere i certificati medici quando lo stato di malattia non è tale da impedire l’attività lavorativa è un sistema ormai abusato che svuota di ogni dignità gli istituti posti specificatamente a tutela del lavoratore. Anche a causa di ‘leggerezze’ di questo genere si è arrivati a trasformare il diritto del lavoro in un’arena nella quale si dilaniano sindacati, datori e lavoratori: certezza delle regole e responsabilità dei ruoli sono i perni intorno ai quali si gioca l’effettività della tutela. Laddove si perdono i doveri, si perdono automaticamente i diritti”.
“Appartiene anche alla percezione comune che l’impossibilità di raggiungere il posto di lavoro non può essere definita ‘malattia’, pur nell’evidenza che nel III millennio una nevicata non può bloccare i mezzi di trasporto. Nel resto d’Europa non è così: non si abbandona il posto di lavoro per presunta malattia e men che meno si definisce malattia l’impossibilità di raggiungerlo. Esistono sanzioni pesanti che vanno dall’amministrativo al penale”.
“Tra l’altro, assistiamo ad un penoso scarica barile tra gli Enti preposti alla funzionalità e sicurezza del sistema viario che ha come risultato l’impraticabilità di ogni via di transito. E’ sotto gli occhi di tutti la paralisi di questi giorni che certo si tradurrà nel prossimo futuro in buste paga sempre più instabili, e in una cassa integrazione sempre più gravosa per il sistema fiscale di tutti, assenti e presenti”.
“A ciascuno il suo, diceva Sciascia, solo che qui ‘il suo’ è ‘il nostro’: le imprese che danno lavoro e permettono alla gente di continuare a vivere dove vive, forse dove è nata, dignitosamente, e con le proprie famiglie. O vogliamo riaprire la diaspora emigratoria di tutti, figli, mamme e padri?”.
CNA VALUTA IPOTESI AZIONE CONTRO STRADA DEI PARCHI
La Cna Abruzzo valuterà, d’intesa con le aziende, eventuali azioni legali nei confronti della società “Strada dei Parchi”, per i disagi causati agli autotrasportatori in questi giorni di emergenza maltempo.
La confederazione artigiana regionale ha ricevuto tante segnalazioni dai propri associati circa gli enormi disagi patiti da automobilisti e autotrasportatori nel corso della forte nevicata del 3 febbraio scorso.
“Disagi – si legge in una nota della Cna – culminati con la chiusura di A24 e A25 per un paio di giorni”.
“Riteniamo che la gestione dell’emergenza, da parte della società di gestione, sia stata in questa occasione particolarmente inefficiente, causando gravi difficoltà a chi si è trovato malauguratamente a transitare in quel tratto di strada”, denuncia la confederazione.
La Cna sottolinea i “continui aumenti dei pedaggi” a fronte dei quali non c’è stato “un miglioramento del servizio” e assicura che affiancherà i trasportatori per una eventuale azione risarcitoria, continuando “l’azione di pubblica denuncia del grave stato di disinteresse dimostrato dalla società Strada dei Parchi in questa come in altre circostanze, tanto da essere richiamata ai propri doveri da più parti istituzionali”.





