L’AQUILA – “Nessun passo  indietro, tutti un  passo avanti”.

Ricorda una danza immobile la situazione nel Partito democratico, e quella dell’intero campo largo del centrosinistra, che a pochi mesi dalle elezioni amministrative di maggio ancora non decide quale e o quali candidati sindaci dovranno sfidare il primo cittadino uscente Pierluigi Biondi, di Fratelli d’Italia, che dietro ha il centrodestra compatto.

Il virgolettato in attacco è estrapolato dal post pubblicato sulla pagina fb del Pd dopo il vertice fiume di domenica sera in via Paganica, in attesa del tavolo della coalizione che riunirà oggi, e che parla di “importante e proficua riunione del coordinamento politico. Riteniamo il tavolo di coalizione come il luogo giusto dove costruire la sintesi unitaria. Aperti ad ulteriori disponibilità”.

Tradotto: sia la deputata Stefania Pezzopane che il capogruppo in consiglio comunale, Stefano Palumbo, restano in campo come aspiranti candidati. Come fuori dal Pd restano in campo, per il Movimento 5 stelle, Fabrizio Marinelli, giurista, avvocato e accademico aquilano e soprattutto il consigliere regionale di Legnini Presidente, Americo Di Benedetto, leader dei civici il Passo possibile, già candidato nel 2017 sconfitto al ballottaggio da Biondi. Il quale, il 26 gennaio, in conferenza stampa a palazzo dell’Emiciclo, ha lanciato un perentorio ultimatum di una decina di giorni, dunque fino al 6 febbraio o giù di lì, di questo inequivocabile tenore: “O si giunge a un nome condiviso oppure mi candido. Se invece si troverà un nome unitario, mi farò da parte”.

Un nome unitario che non può essere, per Di Benedetto, pare chiaro, quello di un candidato del Pd, né Pezzopane, né Palumbo.

Anche nel post dei dem si fa riferimento però alla disponibilità di valutare “ulteriori disponibilità”, ma anche qui Di Benedetto è escluso a priori, non essendo “ulteriore”, ma già da tempo in campo e partecipante al tavolo.

Per quanto riguarda poi l’eventuale discesa in campo di questo nome “condiviso”, si ha l’impressione che sia il Pd che Di Benedetto stiano recitando la parte in commedia di  Vladimiro ed Estragone, nell’Aspettando Godot di Samuel Beckett.

Fonti interne al Pd infatti assicurano del resto che nessuno davvero crede all’arrivo di un candidato proveniente dalla società civile e dal mondo delle professioni, talmente autorevole e appunto condiviso da indurre gli attuali aspiranti candidati a fare un ordinato e ossequioso passo indietro.

Per i dem ci aveva già provato l’ex parlamentare e presidente vicario della Regione Giovanni Lolli,  come pure altri esponenti del partito, a contattare personalità che potevano fare alla bisogna, a sondare preventivamente, già in autunno, disponibilità a mettersi a disposizione della città come ad esempio nel caso del direttore del Gran Sasso Institute, il fisico Eugenio Coccia, ma il risultato è stato un cordiale, “ho altri progetti”.

Ieri a smentire ogni suo interessamento è stato Alessandro Grimaldi, primario del reparto di malattie infettive dell’ospedale “San Salvatore” dell’Aquila.

A questo punto, dunque, considerata superata anche l’ipotesi delle primarie, lo scenario che sembra essere più probabile è quello che si pronostica da tempo: una corsa a due, con candidati Pezzopane per il centrosinistra e Di Benedetto per un polo civico e moderato, nella ragionevole certezza che Biondi non vinca al primo turno, per poi convergere al ballottaggio che, va  però ricordato, non ha portato certo fortuna a Di Benedetto nel 2017,  avendo subito un clamoroso recupero dall’attuale sindaco, pagando defezioni nel centrosinistra che lo sosteneva, frutto avvelenato proprio delle primarie vinte contro l’ora consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci.

Pertanto, al limite, a poter fare un passo indietro sarà Palumbo, in nome della disciplina di partito, ed eterna riconoscenza, e si spera anche Marinelli, in nome della costruzione di una alleanza organica giallo-rossa, che potrebbe essere centrale nelle prossime elezioni regionali del 2024.

Presentarsi in quattro infatti alle elezioni di primavera, per il campo largo del centrosinistra potrebbe significare semplicemente regalare su un piatto d’argento la vittoria di Biondi al primo turno.

Intanto si registra l’adesione alla coalizione del centrosinistra, a prescindere di chi sarà il candidato sindaco, l’adesione di Rifondazione comunista, e al tavolo programmatico parteciperanno Mauro Colaianni e l’avvocato Dario D’Alessandro.  Al tavolo partecipa anche, nell’ala sinistra Primavera aquilana con i delegati Anna Lucia Bonanni, Gianvito Pappalepore, Alessandro Tettamanti e Mattia Fonzi.