L’AQUILA – “Pagherò io la merce rubata e sarà ritirata la denuncia per furto nei confronti della coppia di anziani che a Nereto (Teramo) sono finiti nei guai per aver cercato di rubare in un supermercato”.

A prometterlo è un uomo originario di Prato, Alessandro Maiorano, che è intervenuto in prima persona per porre fine alla vicenda e ha anche contattato la redazione di AbruzzoWeb.

Come arriva un semplice cittadino dalla Toscana a interessarsi di una vicenda dell’Abruzzo interno? Per Maiorano si tratta di una specie di vocazione.

“Mi chiamano ‘il Santo’ – spiega infatti al telefono – perché da anni intervengo da solo ogni qual volta leggo su giornali e agenzie storie di questo genere. Sono un cittadino comune, dipendente pubblico, ma ho amicizie importanti, su cui non voglio dire di più”.

“Pensate solo, però – aggiunge – che alle 8 di mattina ho letto l’agenzia di stampa sulla vicenda della coppia di Nereto, e alle 9 avevo già rintracciato il supermercato, il titolare e il sindaco”.

“Ho parlato con Venanzi, titolare del supermercato – sostiene Maiorano – e mi ha detto che ritirerà la denuncia perché altrimenti si finirebbe in un ginepraio, visto che non si può recuperare nulla perché quegli anziani non hanno nulla. Hanno chiesto loro, però, di non entrare mai più in quel supermercato”.

Una motivazione che, però, non soddisfa il “Santo”. “Da quanto so io – sbotta – per arrivare a fare questo atto, rubare, una persona di 75 anni che arriva a perdere la dignità vuol dire che non ha i soldi. Se li avesse non si andrebbe a sputtanare per 50 euro”.

Poco importa che, secondo quanto emerso dai gestori del supermercato, i nonnetti stessero rubando cibo per gatti. “Anche i gatti hanno diritto a mangiare, e se la pensione è di 400 euro i soldi non ci sono”, commenta.

Maiorano ce l’ha con il supermercato. “Pensate – ipotizza – se mandassi la Finanza o i Nas in questi esercizi. Il lavoro in nero, i cibi avariati eccetera, pensate che in cinque minuti non verrebbero chiusi? Eppure si scandalizzano per una coppia di anziani”.

Il “Santo” è originario di Pratola Peligna e negli anni scorsi ha vissuto una brutta vicenda giudiziaria perché suo figlio piccolo era stato minacciato da un dentista ternano originario della frazione aquilana di Camarda, ex compagno della donna di Maiorano.

È intervenuto di recente a Piove di Sacco (Padova) per una storia simile a quella di Nereto: in quel caso, pagando 24 euro per tre bistecche. “Quando vengo a sapere una cosa del genere intervengo sempre, con le mie amicizie e i miei soldi – ribadisce – perché i miei genitori hanno una storia di povertà alle spalle”.

“Se tutti facessero come me – conclude – forse andrebbe tutto meglio. Se avessi bisogno io forse qualcuno troverei, anche se non penso”.