L’AQUILA – Il tribunale del Riesame dell’Aquila ha confermato gli arresti nei confronti dei fratelli Antonino Vincenzo Valenti e Massimo Maria Valenti, coinvolti nell’inchiesta sulle infiltrazioni della malavita organizzata negli appalti della ricostruzione post terremoto.
Slitta a dopodomani l’esame dell’imprenditore aquilano Stefano Biasini, anche lui agli arresti, mentre non si ha notizia di eventuali ricorsi presentati dai legali della quarta persona arrestata, Francesco Ielo, calabrese come i fratelli Valenti.
Ai quattro, accusati di concorso esterno in associazione mafiosa, viene contestato di aver provato a far sbarcare la ‘ndrangheta nel più grande cantiere d’Europa.
Il legale dei Valenti, Amedeo Ciuffetelli, ha parlato di indizi labili e indefiniti, tali da non giustificare le misure cautelari adottate nei confronti dei suoi assistiti, specie per un reato così grave.
Contestati anche la tempistica relativa agli arresti, giunti ad un anno di distanza dei fatti, così come i domiciliari a carico di Massimo Maria Valenti, alle prese con gravi problemi di salute a seguito di un incidente.
Il Riesame, però, non ha fatto sconti, bocciando la richiesta di scarcerazione: possibile un ricorso in Cassazione non appena saranno depositate le motivazioni
Secondo i legali di Biasini, Attilio Cecchini e Vincenzo Salvi, l’imprenditore, accusato di essere il gancio delle cosche malavitose nel capoluogo, non era consapevole delle persone con cui aveva a che fare in quanto i contatti e gli incontri di lavoro avvenivano a Roma e non in Calabria.
Inoltre, stando a quanto riporta il quotidiano Il Centro, “Biasini, una volta appreso degli arresti di alcune persone in qualche modo legate a coloro con cui aveva avuto contatti, aveva sospeso qualsiasi rapporto essendosi reso conto (ma solo allora) di avere avuto a che fare con soggetti dalla reputazione perlomeno dubbia”.
L’inchiesta è della Procura antimafia dell’Aquila, mentre le indagini sono state condotte da Guardia di Finanza, Squadra Mobile e Sco.





