NAVELLI – Lo storico borgo dell’aquilano di Navelli (a pochi chilometri dal capoluogo), sembra rimasto “congelato” dalla tragica notte del 6 aprile 2009.
Di fronte al congelamento del paese alto, a differenza della parte bassa che ha già visto la ristrutturazione, il neonato comitato “Ricostruire il centro storico di Navelli”, chiede “l’uscita dall’immobilismo dell’amministrazione comunale”.
Non interessato da importanti crolli, da macerie e da interruzioni di pubblici servizi, senza alcun tipo di zona rossa, il paese ha subìto a causa della forte scossa di terremoto delle lievi lesioni a cui sono seguiti successivamente pochi puntellamenti.
Per Carla Grasso, rappresentante dell’associazione di cittadini, residenti e non, costituita nel marzo scorso, occorre far rivivere al più presto il cuore del borgo antico.
“C’è la necessità – ha spiegato – di sistemare al più presto il centro storico e riqualificare l’abitato. Il paese è fermo e stiamo pensando anche di richiedere un eventuale commissariamento. Le case di proprietà dei non residenti sembrano quasi non interessare al Comune, dal cui non riceviamo informazioni. Probabilmente agiremo per vie legali perché le nostre case, due anni fa avevano danni minori, e con il tempo sono aumentati”.
Martedì prossimo, 5 luglio 2011, verrà portata e discussa in consiglio Comunale il recente piano di ricostruzione che il Comune di Navelli ha affidato all’università di Parma.
Per il consigliere Comunale di minoranza (centro-sinistra) e socio fondatore del comitato cittadino, Gaetano Cantalini, si tratta di un ritardo importante. “A distanza di più di due anni – ha affermato – sarà presentato il piano di ricostruzione. Il nostro centro è ‘bloccato’ e abitato da poche persone, il Comune invece di occuparsene interviene su altre cose”.
“Sono stati realizzati subito dei Map – ha aggiunto – un numero al di sopra della necessità e quindi alcuni restano inutilizzati. Si pensa a realizzare nuove strutture dai costi esorbitanti e non necessarie, come il progetto, dal costo di 1 milione e 300 mila euro, di un centro per famiglia monoparentale oppure una struttura sanitaria, definita dallo stesso direttore generale dell’Azienda sanitaria locale Giancarlo Silveri ‘una cattedrale nel deserto’ dal costo di oltre 1 milione di euro a opera del Lions del Multidistretto 108 Italy (Club del Trentino)”.
Abitato compresa la propria frazione da circa 600 abitanti, Navelli, oggi appare abbandonato a se stesso anche dal punto di vista della riqualificazione del territorio.



