L’AQUILA – Partire per provare a mettere da parte, almeno per qualche giorno, i pensieri e la tristezza legati a un post-terremoto con cui si è costretti a fare i conti pressoché quotidianamente e una città che fatica a ritrovare se stessa.

È la sensazione che prova Alessandra Cisternino, titolare dell’agenzia di viaggi “Nautilus” in viale della Croce Rossa, ogni volta che stacca un biglietto per qualche suo concittadino pronto a partire per qualche giorno di vacanza.

“Tutti sembrano voler ‘staccare la spina’, anche per un breve periodo e tentare di riassaporare quelle sensazioni di tranquillità e spensieratezza che si vivevano prima del terremoto del 6 aprile 2009”, ci spiega Alessandra, che aggiunge: “Per qualche giorno, almeno con la testa, si prova a non pensare al sisma. Ma il cuore è sempre legato a quei terribili giorni”.

La giovane imprenditrice confida com’è ripresa la sua attività dopo il terremoto: l’agenzia è in uno stabile classificato “B”, ma che, grazie all’agibilità parziale, è stato possibile far tornare operativo e funzionante.

“Dopo il terremoto – afferma – le vacanze non sono state certo il primo pensiero degli aquilani. Durante l’estate 2009 siamo stati fermi con i viaggi, mentre qualche biglietto è stato fatto per i militari o altri rappresentanti delle forze dell’ordine che operavano in città e dovevano tornare a casa”.

La ripresa completa delle attività c’è stata nel 2010, “mentre per il 2011 è ancora presto per tracciare un bilancio. Lo scorso anno – sostiene la titolare – le persone hanno ripreso a viaggiare, soprattutto i giovani, anche se i livelli sono inferiori a quelli pre-sisma. In ogni caso la ripresa c’è stata, forse è andata oltre quelle che erano le mie previsioni”.

Andando ai gusti, Alessandra spiega che “piacciono molto le crociere, anche ai ragazzi che possono sfruttare le tante offerte che vengono fatte da alcune compagnie. Quest’anno, invece – le mete preferite sono le isole Baleari e il Salentom che sempre di più si sta affermando come meta ideale per le vacanze tra le giovani generazioni”.

La Cisternino attualmente ha due soci, ma in agenzia è lei a gestire i rapporti con la clientela.

“Avere collaboratori qualificati per questo lavoro non è una cosa facile”, sospira, mentre se c’è una cosa che le manca una volta chiusa la saracinesca dell’attività “è il centro storico”.

“Come penso tanti altri miei cittadini – conclude – vivo una situazione di disagio legato alla mancanza di una città che nei suoi luoghi simbolo è ancora poco accessibile. La vita di tutti in giorni in centro, quella normalità che sembra lontana anni luce: ecco cosa manca di più. Adesso si esce per andare in un bar a prendere un aperitivo o andare a cena al ristorante. Tutte cose che si facevano anche prima. Ma magari una passeggiata sotto i portici o stare seduti su una panchina rendeva il tutto meno monotono e ripetitivo”.