TERAMO – Il punto sulle ricerche e sulle condizioni di anfibi e rettili in Abruzzo, presentando il volume “Atti VIII congresso nazionale Societas Herpetologica Italica”.

Questi gli obiettivi dell’incontro che si è svolto ieri a Teramo, presso il centro di documentazione ambientale WWF “La Gramigna”, intitolato “Anfibi e rettili, le ricerche in Abruzzo”, nell’ambito della rassegna “Venerdì della natura” organizzata dal Wwf Teramo.

A occuparsi dell’evento, i due relatori, Nicoletta Di Francesco, interprete naturalistico e presidente dell’associazione WWF Chieti, e Luciano Di Tizio, giornalista professionista, erpetologo e coordinatore della sezione Abruzzo-Molise della “Societas Herpetologica Italica”.

Nel corso dell’incontro si sono evidenziate le minacce agli habitat degli anfibi e sono state contestate alcune “leggende metropolitane” che da sempre circolano intorno ai serpenti.

Ai relatori è stato anche chiesto di commentare la notizia, pubblicata su alcuni organi di stampa il 9 marzo scorso, secondo la quale sulla spiaggia di Giulianova sarebbero comparse delle vipere trascinate a valle dall’alluvione.

“Fenomeni del genere – ha risposto Di Tizio – sono certamente possibili, perché l’acqua nel suo viaggio verso valle può trasportare di tutto, compresi eventuali serpenti sorpresi nel sito di letargo dove spesso sono presenti numerosi esemplari insieme”.

“Tuttavia,nel caso specifico di Giulianova – ha continuato il giornalista – i serpenti dei quali abbiamo visto la foto sul giornale sono innocue bisce dal collare, Natrix natrix è la corretta denominazione scientifica, e non delle vipere. Tra l’altro queste ultime non amano troppo i luoghi umidi ed è molto improbabile che trascorrano il letargo così vicine a un fiume da poter essere travolte da una piena”.

“Al di là della confusione tra bisce e vipere, comunque, nel testo dell’articolo – ha concluso l’esperto – si parla fantasiosamente di vipere cornute originarie del Sahara, ma che sono ormai da tempo in Europa: si tratta di una notizia non vera e che può creare un inutile allarme”.