Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza (solo L’Italia dei valori ha votato contro, chiedendo il rinvio in commissione), la proposta denominata “Norme urgenti in materia di assistenza farmaceutica”. Si tratta dell’autorizzazione in deroga alla legge nazionale all’apertura di dispensari farmaceutici: vere e proprie succursali di farmacie, che potranno essere aperte nei Comuni con meno di 3 mila abitanti, dove non c’è una farmacia, e nelle frazioni o nei centri storici, scarsamente popolati e disagiati, che si trovano nelle parti alte distanti alcuni chilometri dalla zona del paese a maggiore concentrazione demografica.
Le domande dovranno essere presentate dalle amministrazioni comunali alla Regione. Potranno essere attivate dalle stesse farmacie “madri”, insediate nelle zone più popolate, in caso di rinuncia da imprenditori del settore operanti in centri limitrofi oppure dalla stessa amministrazione comunale. “Sono molto soddisfatta – ha spiegato il presidente della commissione Sanità, Nicoletta Verì – perché da due anni si tentava di approvare la norma. Rivolgiamo un’attenzione doverosa ai tanti anziani che vivono in zone disagiate e distanti dalla farmacia principale. È un servizio essenziale alla popolazione”.
Il consigliere del Partito democratico, Claudio Ruffini, ha spiegato che il suo schieramento ha condiviso la proposta “per aumentare i dispensari farmaceutici intesi come sedi distaccate di farmacie esistenti, prevedendone al massimo una per ogni Comune della regione. Così si assicura l’assistenza farmaceutica nelle aree interne e nelle frazioni minori, perché la legge viene incontro a quella popolazione costituita per lo più da persone anziane che hanno più difficoltà nello spostarsi. Avremmo però preferito che fossero i Comuni a gestire”. Il consiglio regionale si è chiuso alle 14 per lasciare lo spazio all’organizzazione della tappa del Giro d’Italia, rinviando il provvedimento per la riapertura dei termini per la sanatoria dei sottotetti.





