PESCARA – “Chi ha detto che in Italia non esiste la musica nera? Per il nostro confronto di generazioni, abbiamo due esponenti di due generazioni diverse che fanno una musica italiana, italianissima, ma che ha profonde radici soul”.
Lo dice Gino Castaldo coautore insieme al collega Ernesto Assante del format My Generation, prodotto dalla 1 Way Entertainment del pescarese Alessandro Di Felice, che prende il via oggi alle 13.30 su Real Time (canali 31 digitale terrestre e 131-132 piattaforma Sky) che illustrano perfettamente il senso del ciclo di trasmissioni.
Il programma si avvale della regia di Matteo Inzani, post produzione Jump cut media Milano, la dance performance di Celeste Amadio e le coreografie di Grazia Tenaglia.
Spazio ai protagonisti, alle loro musiche, ai loro video. Un dialogo a distanza tra artisti di diverse generazioni, ma accomunati dall’interpretazione di uno stesso filone nel grande mare della musica d’oggi.
Si inizia, dunque, con il soul, con Mario Biondi, il cantante black con un timbro inconfondibile, a confronto con Sergio Sylvestre, vincitore dell’ultima edizione di Amici, il noto talent show di Maria De Filippi fresco di nomina tra i big del prossimo Sanremo.
“Il soul è una cosa molto internal”, dice Sylvestre, nel suo italiano già eccellente nonostante sia nel nostro Paese da appena quattro anni.
Sergio infatti è americano, di Los Angeles, con una famiglia molto global (papà haitiano, mamma messicana). Dopo un brutto incidente al ginocchio aveva visto crollare il proprio mondo, fatto di football americano e probabilmente milioni di dollari.
La rinascita grazie a un viaggio in Italia, meta scelta più o meno casualmente. L’approdo in Puglia, nel Salento, e la scoperta di una voce fantastica, poi, l’arrivo ad Amici e l’affermazione superba con i suoi 209 centimetri e grazie a un’anima black e che più black non si può.
“Ho scoperto il soul con artisti come Al Jarreau e poi sono stati fondamentali, per farmi capire cosa fosse ‘sto soul, Pino Daniele, Zucchero e tanti altri – così si racconta Mario Biondi, siciliano trapiantato a Reggio Emilia – cresciuto con la musica, grazie a mio padre e a uno zio”.
Biondi è un punto di riferimento, non solo in Italia, del repertorio tradizionalmente dominato dai colored.



